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La Camera dei Deputati ha approvato lo scorso 12 luglio la legge sul cosiddetto “testamento biologico”, tecnicamente Dichiarazione Anticipata di Trattamento.
Il testo, lungi dal regolare una materia complessa e delicata, impone ai cittadini italiani ignorandone peraltro sfacciatamente l’orientamento- circa l’80% di essi, cattolici e medici cattolici compresi, si schiera per la libertà dell’individuo di decidere e disporre di sé- una volontà oscurantista, mossa da evidente opportunismo politico ammantato di umana carità, cinicamente ossequioso delle istruzioni delle gerarchie vaticane.
La legge è stata preceduta da un lungo iter parlamentare di cui scarsa eco si è avuta fuori dalle aule istituzionali in piena coerenza con l’intenzione di ridurre un dibattito civile allo scontro di posizioni generiche, come le scomposte accuse contro la presunta negazione del diritto alla vita e alla cura in relazione al caso Englaro, caso da cui questa legge ha preso strumentalmente le mosse, hanno penosamente dimostrato.
Non di dare da bere agli assetati e da mangiare agli affamati si tratta qui evidentemente, ma dell’accettazione o meno del principio di autodeterminazione della persona, peraltro sancito dalla Costituzione italiana in due momenti (l’articolo 13 sull’inviolabilità della persona, appunto, e l’articolo 32 sulla libertà di cura) e riconosciuto da tutti gli altri paesi europei.
La definizione e la ricezione di questo principio in medicina discende da una serie di passaggi e momenti legislativi che hanno progressivamente svincolato il paziente dall’autorità del medico ridisegnandone il reciproco rapporto nel contesto della cosiddetta “alleanza terapeutica” valida anche per il fine-vita.
Gli otto articoli che scandiscono macabramente la legge in questione violano vistosamente questo patto virtuoso tra medico e paziente, con ciò reintroducendo un principio di autorità del tutto inaccettabile.
Restringendo la legittimità delle disposizioni anticipate – che hanno validità quinquennale e valore “orientativo” – ai soli trattamenti desiderati; rendendo obbligatorie idratazione e nutrizione praticamente in tutti i casi; rimettendo ogni decisione determinante al medico quale che sia la volontà esplicitamente espressa o rappresentata rispettivamente dal fiduciario o dai familiari, questa legge disconosce di fatto “la libertà della persona e la dignità della vita umana” laddove invece – le parole sono del sottosegretario alla Sanità Eugenia Roccella- pretende di tutelarle.
Del resto sembra che l’attuale governo abbia scarsa dimestichezza con queste categorie, come le condizioni di vita – e di morte – nelle carceri o nei centri di identificazione ed espulsione (cie) dimostrano.

Cronistoria della legge sul biotestamento (DAT)

Comunica stampa sportello testamento biologico

Clara Corona ha studiato Lettere a Padova e, dopo alcune esperienze in campo editoriale in Italia e in Inghilterra, ha cominciato a insegnare nelle scuole medie superiori. Attualmente, dopo un quinquennio berlinese, vive e lavora a Teheran, dove è lettrice di italiano presso l’università Azad.
  • Michela

    Il commento alla legge non ha bisogno di… commenti, tanto è lineare. La riflessione di Clara serve solo, e non è poco, per ridefinire i contorni della questione alla luce di una politica che ha a cuore la Costituzione e i diritti in essa sanciti. Ancora una volta c’è una questione di libertà a far da discrimine.
    Piuttosto nascono domande aggiuntive: 1) C’è qualcuno da qualche parte che abbia posto questioni di Costituzionalità a questo obrobrio di legge, che una volta si sarebbe detta liberticida? Perché Napolitano ha tranquillamente firmato, se ha firmato, la legge? C’è qualcuno da qualche parte nell’area veneziana e veneta che voglia iniziare un iter abrogativo, visto che ormai in questo paese fatto di una politica tutta corrotta non ci restano che i referendum?

  • http://www.michelamanente.it Michela Manente

    CONTRO LA VIOLENZA DELL’ACCANIMENTO TERAPEUTICO

    Liberi di scegliere? Ancora no. Il mese scorso a Mestre ho partecipato a un incontro con Mina Welby – co-presidente dell’associazione Luca Coscioni – che si è dichiarata contraria alla legge contro il testamento biologico e ha chiesto a chi deve decidere in materia di LASCIARCI LIBERI. Partecipava anche Alfredo Saggioro, rimario di gastroenterologia e alimentazione alla clinica Ulss 12… ha riferito sul giuramento di Ippocrate che lega il medico al bene del proprio paziente e si è poi espresso a favore dell’autodeterminazione di fine vita.
    Per firmare l’appello del Comitato art. 32 “Sulla mia vita decido io” si può andare alla pagina facebook “fermiamo la legge contro il testamento biologico”.