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Prima di iniziare qualsiasi ragionamento di natura economica sul Comune o le aziende municipalizzate sono convinto sia necessario fare chiarezza su un punto che sfugge a molti.

Una cosa che si coglie discutendo allo spritz con gli amici,  origliando le ciacole in battello, leggendo gli interventi dei politici locali sul Gazzettino. Pare sia ignoto l’ordine di grandezza cui si fa riferimento.

Ci si indigna per consulenze da diecimila euro; si invocano risparmi sui costi per centomila; si propongono nuove entrate per un milione. Tutto con un tono che fa trasparire che uno solo di questi intervento potrebbe essere risolutivo per le sorti di Venezia.

Mi dispiace deludervi ma non è così. Sono gocce in un mare (di lacrime).

Quando si parla di bilancio del Comune di Venezia si deve ragionare su quello del comune più quelli di tutte le municipalizzate. E la cifra che muovono in un anno è di altro ordine di grandezza Un miliardo e mezzo. Di euro ovviamente. E sono euro anche il miliardo, cent più o cent meno, di debito consolidato fra Comune e municipalizzate.

Neanche vincere al superenalotto influirebbe molto.

Questo non vuol dire che i piccoli risparmi siano inutili; tagliare dei costi superflui o ridurre degli sprechi è sempre opera meritoria e degna di attenzione. Però per sanare le casse comunali di piccoli interventi ne servirebbero centinaia. Migliaia, forse.

Che ci sia urgente bisogno di risanamento non mi pare sia messo in discussione da nessuno. Oggi la Giunta è costretta a fare salti mortali per approvare il bilancio ed evitare il commissariamento; e questi salti mortali si traducono troppo spesso in tagli di servizi alla cittadinanza, aumenti di tariffe o prelievi fiscali.

È impellente un cambio di passo, per noi cittadini deve aumentare il numero e la qualità dei servizi a disposizione; per la residenza i  primis ma anche per la vivibilità in genere, come sarebbe pure vitale un aumento della spesa sociale. Per arrivare ad una condizione che permetta di spendere su questi punti servono profondi interventi strutturali sulla struttura dei costi sia del comune sia delle municipalizzate.
La mia collaborazione con Luminosi Giorni è nata proprio per analizzare questa situazione e fare delle proposte.
Restate in ascolto…

Lucio Scarpa, Venezia. Si occupa di audiovisivi e di comunicazione nel senso più ampio, ma con una attenzione particolare a internet in entrambi i casi. E’ convinto che le nuove dinamiche portate dalla rete stiano radicalmente mutando sia lo scenario economico-commerciale sia, ancor più importante, quello sociali. Oltre a lavorare la passione lo porta ad impegnarsi in iniziative parapolitiche o associazioniste, con una netta preferenza per le seconde; non crede che la politica italiana possa essere motore del cambiamento, questo dovrà arrivare da noi cittadini consapevoli.
  • Pingback: orizzonti()

  • Michela

    Restiamo in ascolto di Lucio, allora; ma par di capire che il nodo del rapporto spreco-risparmio-efficienza è in larga misura il nodo “Aziende Municipalizzate”: forse, vuol far intendere Lucio, un enorme costo aggiuntivo, questo delle Municipalizzate, che non ripaga in efficienza per servizi essenziali di base, anzi…E le Municipalizzate, non a caso, sono legate a doppio filo alla politica partitica e ai suoi giochi. Le nomine nelle municipalizzate sono politiche, delle vere e proprie cooptazioni per promozioni, compensazioni, premi, riequilibri col Cencelli in mano. Su questo filone vuol ragionare Lucio? E poi controproporre?