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Vista da Teheran, una città che non smette di crescere e in cui gli attimi di tregua dal traffico assillante e dalle preoccupazioni di una quotidianità segnata da un’acuta crisi economica sono piuttosto rari, occidentalizzata e fondamentalmente laica, la società iraniana appare affetta da una dolorosa dissociazione.

Le recenti elezioni politiche lo hanno dimostrato, se ce n’era bisogno, una volta di più. La cronaca è nota – la partita si è giocata tra due fazioni dello stesso regime politico e la disillusione dei cittadini si è espressa attraverso l’astensionismo, ufficialmente negato- e non servono particolari commenti.

Quello che conta sottolineare invece, credo, è la distanza tra la classe dirigente e la sua linea di governo da una parte, e la società civile dall’altra che da essa non si sente rappresentata, e che qui assume lo specifico della drammatica contraddizione tra le imposizioni di un regime teocratico e i bisogni, le spinte e, evidentemente, le libertà individuali delle persone; e ancora tra una politica nazionalista e la capacità di costruzione, di dialogo e relazione di coloro che, e sono molti più di quanto l’ottuso cliché ideologico occidentale faccia emergere, non hanno ceduto al messaggio propagandistico o ne constatano l’infondatezza.

Vista da Teheran, insomma, la laicità appare un valore imprescindibile, l’unico fondamento sul quale il delicato equilibrio tra individuo e gruppo -che le religioni risolvono sempre autoritaristicamente con l’imposizione dei dettami del gruppo sul singolo- può mantenersi.

E altrettanto fondamentale, vista da qui, è la comprensione della democrazia come esercizio di lucido scetticismo, e come casa non tanto della maggioranza, quanto della minoranza, senza la quale la democrazia smentisce se stessa.

Clara Corona ha studiato Lettere a Padova e, dopo alcune esperienze in campo editoriale in Italia e in Inghilterra, ha cominciato a insegnare nelle scuole medie superiori. Attualmente, dopo un quinquennio berlinese, vive e lavora a Teheran, dove è lettrice di italiano presso l’università Azad.