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Con ogni probabilità si tratta di una non-notizia

“Dieci anni fa saremmo stati 80 banchi, oggi siamo ridotti a 36. E lavoriamo sempre meno.” Mirna Zennaro, titolare di un banco di ortofrutta a Rialto, da Il Gazzettino, domenica 8 aprile 2012.

Poco più sotto.

“Tutto è cominciato con la speculazione seguita all’euro (…) il mercato è destinato a morire.” Giorgio Mascari, titolare dell’omonima, storica drogheria.

E non solo il Mercato di Rialto. Si tratta di due voci tra le tante che si possono citare per dare conto della crisi abbattutasi non solo su Venezia ma sull’intero “sistema Italia”. Il mitico NordEst da terra affluente e lanciata alla conquista del Mondo di qualche anno fa si sta trasformando nel paradiso dei suicidi… per debiti. “Tutto è cominciato con l’euro”, è una convinzione diffusa. Vera o falsa?

Esaminando il “caso Italia” alla luce di quanto succede in Irlanda, Portogallo, Grecia e Spagna e confrontandolo con la relativa solidità dell’Europa settentrionale, Germania in testa, qualche sospetto è legittimo: possibile che oltre a essere graficamente ricalcato sul Deutsche Mark, e identico quanto a valori facciali, l’euro non sia stato progettato un po’ troppo sulla taglia e gli interessi della parte più ricca del Vecchio Continente?

Francamente, temo di sì. Con l’aggravante che i governi italiani dell’era euro, oltre a difendere poco e male i legittimi interessi del paese e dell’intera Europa Meridionale non si sono per nulla resi conto di quale portata avessero i mutamenti imposti alla politica economica dal cambio di moneta. Da qui il continuo, mostruoso dilatarsi di una spesa pubblica clientelare capace di devastare non i conti pubblici di oggi o di una generazione ma di parecchie generazioni a venire. Per la prima volta da un tempo immemorabile, i figli staranno di sicuro peggio, e molto, dei padri. Il tutto nello spazio di una manciata di anni. La conseguenza di una guerra persa e pure in malo modo. Del resto, quello che si sta combattendo è uno spaventoso conflitto, la Quarta Guerra Mondiale, le cui armi sono i mercati e i flussi finanziari. L’Europa la sta perdendo.

Tornando alla politica italiana, la sua classe dirigente dell’era euro ha dimostrato una sconvolgente miopia da cui è derivata l’assenza di qualunque visione prospettica, tanto in campo economico che strategico. L’Italia oggi non sa dove vuole andare. Il dramma è che neppure l’Europa ne ha la minima idea…

Le cose non vanno meglio scendendo di scala e rimanendo sul piano locale. Il problema del Mercato di Rialto dimostra l’assenza di una pianificazione di lungo periodo da parte delle amministrazioni cittadine. E questo vale tanto per la “città d’acqua” che per quella di “terraferma”. I problemi sono sempre affrontati in modo incompleto, settoriale e per risolvere in qualche modo l’emergenza. Ne sono vittime persino i grandi atti di presunta programmazione come il PAT.

Come spiegare altrimenti l’incredibile pasticcio del Quadrante? Comune e SAVE procedono ognuno per proprio conto nel disegnare una larga fetta di territorio, ciascuno indifferente alle necessità e alle decisioni dell’altro. Nonché dei cittadini ma a questo siamo abituati… perché delle due l’una: o la seconda pista serve e allora bisogna prevederla in qualche modo o si “presume” che non servirà mai e allora si realizza il Quadrante così come prevede il PAT.  Invece, come noto, ognuno va per la sua strada: alla faccia degli abitanti, dello spreco di risorse, del territorio e del semplice buon senso. Forse è venuto il momento di fermare tanta follia. Anche perché i buoi sono scappati e la cassa è vuota: cosa faranno i nostri figli?

Federico Moro vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e storica, intervalla ricerca e scrittura letteraria, saggistica, teatrale. È membro dell’Associazione Italiana Cultura Classica e della Società Italiana di Storia Militare.
Ha pubblicato saggi, romanzi, racconti, poesie e testi teatrali.
  • http://www.michelamanente.it Michela Manente

    per i figli direi che il mondo e grande e I biglietti d’aereo costano relativamente poco… per la cassa vuota direi che è il caso oggi di vigilare e non sperperare I pochi che sono rimasti…

  • http://www.federicomoro.it Federico Moro

    Sicuramente bisogna vigilare sulla cassa, diciamo che una prospettiva di nuova emigrazione, specie se di massa come le precedenti, forse dovrebbe indurci a qualche riflessione. Una su tutte: non è che il “modello” di società costruito sia da ripensare dalle fondamenta? Una cosa del genere, “più valori-morali meno valori-materiali”?