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Per me che scrivo A4 è prima di tutto il formato di stampa di un foglio, per me che viaggio è un’ autostrada a cui oramai sono affezionata. 

Sono mezza assopita – come i gatti con un occhio chiuso e uno aperto – quando un bestione con rimorchio ci taglia la strada. Sembra di precipitare nel film “Duel”. Porta la scritta Koper – Alicante. I disegni sui teloni raccontano di frutta e verdura in viaggio attraverso tre stati macinando migliaia di chilometri. Cosa trasporterà di così prezioso da giustificare il carburante, l’usura del mezzo, un’autista al lavoro per decine di ore? Mentre sto riflettendo è il serpente di TIR targati Skopje, Istanbul, Bucarest… a rispondermi. Mangiare le melanzane a gennaio e le fragole a novembre, penso. Ieri al mercato del pesce ho pagato due calamari – due – quattordici euro e un chilo di albicocche tre euro e ottanta. Quanto avranno dato a quel pescatore per quei due pesci e al contadino per quel chilo di frutta? Decine di migliaia di mezzi pesanti sfilano ogni giorno su queste carreggiate con i loro carichi e fiati tossici. La fatica degli uomini al volante, le ore di sonno sulla schiena e sulle pupille incollate alla strada. Gli acceleratori pigiati per non perdere la scia del bestione che li precede. E succede di vederli sbandare persi nel torpore di troppe corse a cottimo. Non importa che ci siano territori assediati da inquinamento pesante e mortifero. Non importano le vite usurate dei camionisti costretti a ritmi impossibili per vivere, neanche a quelle delle vittime falciate come birilli da palle da bowling quando provocano un incidente. Allora, la colpa è dell’alcol, del colpo di sonno, della velocità. Forse, solo di corse forsennate nel nome del profitto. Di un paese, l’Italia, che ha un animo verde sbiadito. Eppure basterebbe caricarli sui treni come c’insegnano l‘Austria e la Svizzera con un grazie dell’ambiente e un po’ di riposo per chi guida … Si eviterebbe così di montare in autostrada pensando di precipitare in un videogioco di guerra dove le automobili sono pulci e i camion piedi di gigante.

 

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it