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È sceso di corsa da un pino marittimo, in un lampo ha raggiunto il marciapiede di viale Vespucci e, mentre io chiudevo gli occhi per non assistere ad un suicidio, lui come un centauro metropolitano, ha attraversato la strada raggiungendo il bosco: era un arzillo scoiattolo con il mantello d’inverno. Come sia arrivato a Mestre è un mistero ma non mi stupisco che abbia trovato riparo in quella nuvola di verde tra l’Osellino e il quartiere Pertini: una piccola arca di Noè urbana. La vegetazione che in vent’anni ha intrecciato radici, rami, foglie, è diventata la casa di tanti rifugiati: pennuti, mammiferi e piccoli anfibi. Famiglie di fagiani, tassi, lepri, pettirossi, gazze, aironi cenerini che ogni mattina pescano lungo il canale. Picchi, merli, cinciallegre, si riuniscono a congresso allietando con i loro battibecchi la vita nei condomini. E le sere d’estate la civetta ricorda che in questa macchia c’è un’attività segreta. È bello scoprire che si è insediato un mondo naturale, vivace, grazie all’investimento ambientale voluto profondamente dal maestro Gaetano Zorzetto a cui è dedicato il bosco. La presenza di tante specie è una consolazione. E il volo di una garzetta nel cielo o un fagiano che passeggia sul marciapiede rendono più dolce alzarsi presto, prendere l’autobus, andare al lavoro. Ricordiamoci che esistono. Ricordiamoci di proteggerli.

veneziano classe ’66, laureato in ingegneria a Padova è imprenditore nel settore della logistica, sia come agente marittimo che spedizioniere. È raccomandatario marittimo, broker assicurativo e direttore tecnico di agenzia viaggi. Ricopre la carica di presidente nazionale di Federagenti, l’associazione nazionale degli agenti raccomandatari. È consigliere regionale di Fiavet Veneto, l’associazione degli agenti di viaggio.