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Provengo dal paleolitico me lo hanno ripetuto in tutte le salse. Una cariatide del gruppo TNT. Anacronistica. Se si accetta la tecnologia per scrivere, per mandare le e-mail, per telefonare, allora bisogna fare lo sforzo di buttarsi nell’oceano della rete e nuotare. Per il bene dei libri, per creare contatti utili alla promozione del lavoro: ho sacchi di motivazioni sulle spalle. Usare lo strumento per quello che serve. Così, nonostante le resistenze, mi sono decisa al passo. Sono su fb “catapultata nel presente”. Da quando ho fatto “invio” nevica. Nevica al mare in un paesino dove c’erano già i peschi in fiore e le margherite nelle aiuole. Mi sento menagrama. Ecco, dopo due giorni, già i primi sintomi di scombussolamento. Casella di posta assediata, sconosciuti che chiedono di stringere amicizia – con tutto il carico di imbarazzi – per una che gli amici sono come i denti in bocca a certi vecchi (concetto gucciniano) e che non accetta caramelle se non da mani fidate. Valanghe di amici degli amici al traino… con tutti i rischi di trovarsi associati a gente con cui non si ha nulla da spartire. A ben osservare, con piglio investigativo, si formano anche bande poco raccomandabili. E poi leggere, rispondere, accettare, includere ed escludere, tempo e tempo che vola… Per ora vedo solo le fatiche, sarà il disorientamento di un pesce di laguna in un oceano? Vorrei prenderla lievemente ma so che il fastidio è in quello Stringere amicizia. Ecco, non digerisco i termini dove non c’è nessuna mano che stringe, guancia che si arriccia in un sorriso, fiato di caramella. Allora, disorientata tra procedere paziente o batter ritirata, chiudo il computer mi attacco al vecchio caro telefono con il filo e sento Chiara mia amica d’infanzia. Nel suo respiro, nella voce, nelle pause, nella risata birichina, ritrovo tutto quel senso svuotato da un “invio”. Per il resto staremo a vedere cosa veramente si “stringe” o “ restringe” in questo teatro virtuale con promesse di vulcanica leggerezza…

 

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it
  • alessandra macchitella

    Condivido ogni tua parola e ogni tua sensazione riguardo a questo strano modo di fare amicizia. Mi stupisco sempre davanti a mio figlio che mi dice: “sai mamma ho 350 amici..” ma quali amici, semmai conoscenti e anche virtuali. Tuttavia, questo é il modo di comunicare delle nuove generazioni e noi dobbiamo adeguarci per non rimanere isolati e cercare di sfruttare al meglio gli strumenti tecnologici. Ciò che possiamo fare rispetto a questo strano modo di essere in contatto con gli altri é di considerarlo solo un’integrazione al contatto con le persone, le voci, i sorrisi, gli sguardi VERI e non una sostituzione della vera amicizia.
    Grazie delle tue osservazioni
    Alessandra