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La bicicletta è ecologica e comoda per muoversi gustando il paesaggio e la città, dopo le mie gambe è il mezzo che preferisco: verde e salutare. La terraferma, piano piano, si è dotata di una buona rete di piste ciclabili e la speranza, con il tempo, è che molti scelgano questo mezzo per spostarsi. Di fronte a un popolo di virtuosi ciclisti però ce n’è un altro di pirati al manubrioHo notato la crescente indisciplina e prepotenza di molti pedalatori: viaggiano in senso vietato, sfrecciano senza ritegno nelle aree pedonali e sui marciapiedi e se qualcuno prova a dire qualche cosa gli improperi partono come un rosario. Spesso pretendono di correre incollati alla sella nella calca del mercato, non usano il campanello né il fanale quando è buio come fossero accessori inutili… Di fronte al Centro le Barche, dove l’attraversamento pedonale sfocia nella pista ciclabile, non c’è giorno che qualche passante rischi di essere investito da ciclisti furiosi che, oltre a non rallentare, riempiono di insulti i malcapitati. Allora, il codice della strada vale per tutti così la buona educazione. Anche se non si inquina e a volte si è in balia dei pericoli a motore non significa che si ha il diritto di diventare “imbicilli” della strada.

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it
  • Adriano

    Il paradosso è che il numero di ciclisti indisciplinati è cresciuto parallelamente ai kilometri di piste ciclabili. Forse c’è stato qualche errore anche nella loro collocazione, che non favorisce comportamenti “virtuosi”. Il caso che tu citi, la pista ciclabile di fronte alle Barche, mi sembra un classico caso di pista mal posizionata, a “tagliare” in due un attraversamento pedonale, per non parlare del suo (mancato) raccordo con la strada all’altezza della Casa della Scarpa. Dopodiché è innegabile che alcuni ciclisti si considerino al di sopra del Codice della strada, nonché della buona educazione, talvolta del buon senso.