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Il termometro del nostro senso civico è sempre bollente. Dalle cacche di cane nelle calli e sui marciapiedi, ai posacenere che vengono svuotati per strada. La città soffre di una maleducazione imperante: gramigna che non si riesce ad estirpare. Infatti, nonostante uno stuolo di virtuosi che differenziano la carta, il vetro, l’umido… c’è un piccolo esercito di barbari che abbandona rifiuti, anche pericolosi, dove capita. Giardini, bordi delle strade, aree cassonetti, diventano discariche di batterie d’auto, materiali edili, mobilia e scarti inquinanti. Un esempio per tutti via Hayez alla Cipressina un letamaio urbano, senza controllo, scempio per lo sguardo e il territorio. Ciò è veramente grave in un comune dove Veritas, con una semplice telefonata su appuntamento e gratuitamente, arriva fino a casa per recuperare i rifiuti ingombranti e accoglie nel suo centro i materiali che non possono entrare nei cassonetti o nelle campane. Certo, la chiave elettronica non è la soluzione per fermare i banditi ambientali. Vorrei dall’amministrazione più controllo e rigore – sogno la Svizzera – ma anche che noi cittadini diventassimo custodi della cura della nostra città. Se cogliamo in fragrante chi sporca esterniamo la nostra indignazione, non voltiamoci dall’altra parte. Il richiamo alle regole civili fa bene alla pressione, all’animo e all’ambiente. Garantito.

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it