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Via Forte Marghera, Corso del popolo, via Piave, via Miranese, via Bissuola, via Colombo…

E’ l’elenco delle vie su cui si è abbattuta di recente una meteora, quella della mancata manutenzione. Il manto stradale in cattive condizioni è tra le principali cause di incidenti. Ed è semplicistico incolpare l’amministrazione comunale. E poi, a che pro? “Non ci sono i soldi…”. Proviamo a cambiare strada, proponendo un paragone diverso. Le strade di Mestre ridotte a un gruviera, e non meno malandate di quelle a Campalto o a Marghera (si pensi a via Fratelli Bandiera) con buchi piccoli e grandi che ad ogni acquazzone si allargano e che rovinano le sospensioni dei veicoli, oltre a rendere il percorso accidentato, sono la metafora dello stato attuale dell’Italia. Come l’asfalto è saltato tutto: la solidarietà come la segnaletica orizzontale è cancellata, l’onesta come le strisce pedonali non la rispetta nessuno. I buchi del Belpaese non sono solo quelli della politica ma al primissimo posto ci mettiamo il lavoro e la famiglia, voragini su cui si sta abbattendo il temporale della crisi. Cara Amministrazione, dacci vanghetto e asfalto che ai buchi sulle strade ci pensiamo noi… tu pensa, in questo periodo, a come ridare onore e futuro a un Paese… a pezzi.