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Ci risiamo.
Con la bella stagione torna il turismo e torna anche la tensione fra venditori abusivi e operatori regolari.
Ogni anno la stampa cittadina sembra sorprendersi ma è un fenomeno che esiste da tempo, solo continua a crescere nelle dimensioni. Ogni anno si dice che prima o poi ci scapperà il fattaccio, ma apparentemente non vengono proposte o studiate soluzioni.

Il fenomeno dell’abusivismo ambulante c’è ed è grave, inutile negarlo o minimizzarlo; Ma non è un
fenomeno isolato, ritengo che capire il contesto in cui si inserisce sia fondamentale per capire come eliminarlo.

Torniamo indietro di qualche mese. Pieno inverno, durante il carnevale.
Mi tornano in mente tre casi che hanno fatto parlare in città; una pizzeria trattoria presenta un conto da 600 euro a dei danesi; un taxi acqueo carica 20 persone invece che le 10 consentite e chiede 210 euro invece che i 70 della tariffa, un gondoliere gonfia la tariffa a dei turisti che lo denunciano.

Non sono casi di abusivismo, tutti avevano le licenze in regola senza dubbio. E non si tratta nemmeno di immigrati, tantomeno irregolari. Sul ristoratore non metterei la mano sul fuoco, ma taxista e gondoliere erano di sicuro veneziani doc.

Sono tre esempi comuni di comportamenti furbi o illegali che si ripetono con costanza in tante categorie cittadine; delle mele marce si dice. Forse non singole mele marce, ma casi che vengono denunciati solo saltuariamente. Casi che determinano una immagine negativa della città agli occhi del turista e che
purtroppo fanno parlare di sé in tutto il mondo.

Torniamo ad oggi. Piazza San marco.
All’ombra del campanile, finalmente libero dal cantiere, è spuntata una cosa che non ho parole per definire.
Un chiosco, una struttura provvisoria, un gabbiotto, un abuso edilizio. Ditemi voi cos’è. La cosa che so è che è gestita da Vela e vende biglietti per i vaporetti, per mostre e concerti, souvenir e chissà che altro.

Sono tutti episodi diversi, apparentemente non collegati fra loro. Ma secondo il mio modo di vedere sono tre facce della stessa medaglia. Quello che è, forse, il più grande problema della città: la mancanza di senso della legalità. Se poi aggiungiamo i plateatici selvaggi, il finto vetro di murano, i permessi edilizi comprati e così via abbiamo un quadro sconfortante e un futuro preoccupante.

È un fenomeno complesso, e per il quale non si può dare la colpa al solo Comune, un fenomeno che ha
causato il progressivo scadimento della qualità della vita, e anche del turismo stesso, in città. Un fenomeno che ha portato ad affermarsi l’immagine percepita dai cittadini di una città sempre meno vivibile, dove non c’è spazio per costruirsi un futuro rispettando le leggi e le regole non scritte; e una città che i visitatori vedono come cara e con offerta di bassa qualità, in più anche pericolosa non tanto per la criminalità ma per i fornitori di servizi disonesti.

Come contrastare i fenomeni illegali come gli ambulanti e quelli al limite della legalità come l’approfittarsi del turismo?

Domanda non facile. Oggettivamente il Comune ha pochi strumenti per combatterli, ma una cosa potrebbe, e deve immediatamente, fare. Evitare di dare il cattivo esempio e iniziare ad essere il primo a rispettare le leggi, soprattutto quelle etiche.

Foto: Stefano Soffiato

Aggiornamento
Su Facebook Marco Agostini commenta così:

 

 

Avete presente chi è?

Il Direttore Generale del Comune, ovvero al persona con più poteri in città; forse anche più del Sindaco. Io non sopporto il benaltrismo nemmeno nell’ultimo dei cittadini, ma sentire un ragionamento così da una persona che avrebbe la facoltà di intervenire e risolvere i problemi mi fa dire una sola coa: “hai perfettamente ragione, i banchetti sono uno scempio peggio del gabbiotto, o almeno equivalente. Attivati immediatamente per eliminare entrambi.”

Ma so che non lo farà. I banchetti sono stati spostati chissà quante volte, ma poi tornano sempre in piazza. Purtroppo la città è gestita da questi personaggi, che, ad essere buoni, sono in grado di fare al massimo delle chiacchiere da bar, o da Facebook. Ad essere cattivi dite voi perché non intervengono mai in nessun caso.

Lucio Scarpa, Venezia. Si occupa di audiovisivi e di comunicazione nel senso più ampio, ma con una attenzione particolare a internet in entrambi i casi. E’ convinto che le nuove dinamiche portate dalla rete stiano radicalmente mutando sia lo scenario economico-commerciale sia, ancor più importante, quello sociali. Oltre a lavorare la passione lo porta ad impegnarsi in iniziative parapolitiche o associazioniste, con una netta preferenza per le seconde; non crede che la politica italiana possa essere motore del cambiamento, questo dovrà arrivare da noi cittadini consapevoli.
  • Adriano

    condivido tutto parola per parola, punteggiatura compresa. Sul casotto sotto il campanile, più che una mancanza di legalità, vedo una mancanza di decoro, di rispetto per la città, vedo una certa trascuratezza o negligenza nella pratica quotidiana dell’amministrazione.
    Un piccolo appunto sul commento di Agostini: sconcerta per la pochezza, sia di forma che di sostanza. Sarà che i commenti su Facebook impongono una certa sinteticità, ma se si devono scrivere certe banalità, forse è meglio astenersi del tutto.