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cactus settembreDomenica assolata d’agosto, la città è deserta avvolta nel bozzolo della calura, le poche panchine all’ombra sono occupate da donne sole. Una armeggia con il telefonino, alza la voce, piange.

Un’ altra se ne sta immobile, forse immersa nel pensiero di un bambino lontano, di un pacco spedito, di un permesso non arrivato. Le ragazze dell’est vestono i colori della sabbia ma i loro volti sono pallidi e non conoscono il sollievo di una vacanza o di un po’ di abbronzatura. Portano i segni di notti senza sonno, di giornate dentro case passate accanto a persone anziane e malate.

Consumano le ore d’aria in una panchina, tra loro, in compagnia di piccoli sacchetti di nailon dove custodiscono le cose care. Affetti da non perdere, un regalo da mandare.

Le ragazze dell’est lavorano in silenzio in ergastoli di demenza, alzheimer, corpi che si consumano al riparo della luce. Per quanto le si possa pagare nessuno ridarà loro quel tempo carcerato: l’occuparsi della sofferenza che non si riesce a gestire in famiglia. A cui non risponde o non vuol guardare lo Stato. Le ragazze dell’est sono belle in occhi blu pieni di storie, nella pazienza di mani che accudiscono.  Penso a ciò che in questi anni gli abbiamo sottratto non solo dato. Alle ragazze dell’est bisognerebbe fare un monumento.

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it