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Spesso i partiti politici smarriscono il loro ruolo di   promotori di una visione generale della società e finiscono per fondare le proprie decisioni su criteri di spartizione, lasciando poco spazio al merito e generando confusione tra ruoli di indirizzo politico e di gestione.

Nel caso delle aziende partecipate

dai comuni, le municipalizzate, questa confusione di obiettivi ha generato forti distorsioni: più che essere gestite secondo logiche di razionalità aziendale, queste aziende si sono sostituite alle politiche di welfare locale, per perseguire obiettivi di allargamento del consenso politico.

E’ accaduto ed accade anche a Venezia ( vedi a proposito http://www.luminosigiorni.it/2013/05/aziende-partecipate-solita-musica/)

Il problema non è nuovo: le riforme avviate in Italia negli anni novanta puntavano a separare l’influenza della politica dalla gestione dell’azienda municipale, considerata la scarsa efficienza e il dissesto di molti dei servizi pubblici locali. La trasformazione progressiva in società per azioni aveva lo scopo di abbassare il livello di interferenza politica nel processo decisionale delle aziende municipalizzate ma doveva anche portare a livelli di performances migliori.

Tuttavia nonostante le riforme, la pervicace presenza della politica non è diminuita all’interno dei consigli di amministrazione né si è assistito ad un innalzamento considerevole nella qualità dei servizi pubblici locali.

Nel frattempo, il contesto è cambiato. Oggi la classe politica locale incorre in vincoli esterni poco controllabili, che ne limitano la possibilità di azione: il processo di integrazione europea costituisce un fattore esogeno sempre più ineludibile per quanto riguarda gli aspetti finanziari. L’attenzione dell’Unione Europea alla qualità dei bilanci degli Stati nazionali e le ricadute sui governi locali rendono poco percorribile già oggi il perseguimento di gestioni opache e orientate al consenso.

E i cittadini ne saranno danneggiati. L’utilizzo dell’azienda per la realizzazione di obiettivi latenti più che per il raggiungimento degli obiettivi manifesti dell’azienda, potrebbe diminuire la capacità di fornire servizi adeguati. Non solo: la politica dovrebbe preoccuparsene. I vincoli che l’azienda si trova ad affrontare hanno ricadute sul governo del territorio, oltre che sulle performances: poiché i vincoli esterni, come i vincoli europei, generano delle condizioni a cui i governi locali devono sottostare, questi portano i governi locali a dover scegliere sempre più spesso tra la propria constituency e il resto dei cittadini.

Una classe politica accorta comincerebbe a preoccuparsi del problema. L’utilizzo dell’azienda come strumento per perseguire politiche di welfare può rivelarsi estremamente dannoso da un punto di vista elettorale: la classe politica locale rischia di trovarsi in una situazione di lock-in, senza via d’uscita. Una situazione nella quale qualsiasi deviazione rispetto al percorso intrapreso avrà necessariamente dei costi elevati sia in termini elettorali, sia in termini di servizi ai cittadini.

Che fare? Dobbiamo far prevalere gli obiettivi manifesti dell’azienda, il servizio pubblico locale per i cittadini, su quelli che, nell’eterogenesi dei fini, diventano gli obiettivi principali, pur essendo degli obiettivi latenti, vale a dire la ricerca del consenso.

Merita perciò attenzione al riguardo quanto dice e fa  l’ Associazione “Adesso! Venezia-Mestre”, sostenitrice del programma e del progetto di Matteo Renzi:  proprio per perseguire obiettivi di trasparenza, merito, innovazione e qualità, l’associazione ha più di tutti sostenuto e sostiene ancora oggi  a Venezia la priorità di arginare la politicizzazione delle aziende partecipate, per assegnare ai capaci e ai meritevoli la gestione delle aziende, scegliendoli con procedure più trasparenti.

 

Dottorato tra i fondatori del comitato provinciale a sostegno ella candidatura di Matteo Renzi nel 2012, ha poi coordinato il comitato elettorale del centro storico, ed è stato il vice-presidente dell’associazione “Adesso! Venezia Mestre” fino a Gennaio 2014. Oggi Segretario del PD di Lido e Pellestrina.