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(in corsivo l’ironia, sorridere per non piangere)

In periodi di decisioni incomprensibili e gestioni fallimentari del patrimonio pubblico, non smette di stupirci l’APT di Venezia.  Seguiamo da anni le sue involuzioni,  ma ora sembrano aver raggiunto livelli che anche il frequentatore più avvezzo alle italiche vicende giudica inconciliabili con un paese civile (se poi si pensa che Venezia vive di turismo..). L’azienda di promozione turistica sembra  oggi agonizzante e la sua esistenza messa in discussione  (anche perchè legata alla provincia in scadenza). Ma è vero che non ha abbastanza soldi per funzionare? Noi crediamo di no e pensiamo che possa vivere autonomamente se gestita in maniera efficiente e moderna.

Andiamo con ordine: vediamo qualche numero dell’APT, poi alcune “peculiari iniziative”  tra sportello, sito internet e partnership e qualche idea semplice per fare i soldi necessari per svolgere il suo ruolo di promozione e informazione.

Budget gestito di 5,4 milioni di euro, di cui finanziamenti pubblici 3,6, ridotti ora di 1 mio dalla regione, a seguito di cui i dipendenti sono passati da 86 a 79, e gli uffici Iat ridotti da 20 a 13 (spiegazione ufficiale dell’assessora “questi uffici erano nella collocazione sbagliata non accessibile ai visitatori”, ma chiuderli prima no? quando in piazza S.Marco lo sportello Apt invece chiudeva alle 15,30)

1) SPORTELLO INFORMATIVO IAT

In pieno carnevale il 21/2,  non era ancora pronto il programma dell’evento, un’unica addetta al front office,  seccata per la presenza di tanti visitatori, rispondeva “non ce li hanno mandati.. chiamate l’Apt” (ma non siete voi l’Apt?) (ma cosa pretendono anche il calendario durante o prima dell’inizio del carnevale, allora saremmo un paese normale..).   Il programma sul sito del carnevale ha fatto discutere, si chiedeva un giorno e uscivano l’elenco eventi di tutti i giorni ma senza data. 

Parlando ancora di supporti cartacei, quello che in tutto il mondo viene regalato e diffuso come mappe e calendario-eventi qui viene venduto rispettivamente a 3€ e 1€.   Il calendario eventi poi è costituito da un tomo di 175 pagine, dove il visitatore non ci capisce nulla, in compenso lo può usare come manuale per studi linguistici comparati e/o per studiare la geografia veneta, infatti vengono somministrate informazioni in 4 lingue che riguardano anche eventi di Meolo, Torre da Mosto, Fossalta, Noventa, Musile, Ceggia, ovviamente chi viene a Venezia per il carnevale vuole andare a Campagna Lupia, Noale etc.

Ma il colmo è che la stessa cosa potrebbe rendere molto di più se fatta bene: per es. una mappa semplice potrebbe essere pagata dagli sponsor inserzionisti e quindi regalata dall’APT con ritorno di immagine per la città (e magari anche economico).  L’APT potrebbe invece vendere prodotti a valore aggiunto come una miniguida con mappa plasticata, e dvd, pendrive, download podcast con contenuti multimediali interessanti sulla città, e apps (per es. un app con orario trasporti etc, invece la sezione del sito “come arrivare” è in costruzione e in quella “come muoversi” non c’è nulla) , e merchandising (venduto anche da città senza la storia e il brand di Venezia).  Tutto ciò costituisce fonte di guadagno e allo stesso tempo veicolo di promozione e fidelizzazione per la città.

Ma c’è dell’altro sul fronte delle source of revenues: una trovata dell’APT per far fronte al taglio dei finanziamenti pubblici. L’idea immaginiamo sia venuta al direttore in persona:  “ma se in tanti vengono a chiedere informazioni, perché non le facciamo pagare..?” e infatti dopo un breve brainstorming tra i corridoi dell’apt si è stabilito il pricing, 1,5€ x ogni richiesta. E così sono usciti con il “nuovo prodotto” che avrebbe risollevato le sorti dell’azienda: le informazioni ! “L’APT di Venezia ha fatto pagare per dare un’informazione”, la notizia incredibile è comparsa sui giornali e ha fatto subito il giro del mondo, con notevole beneficio per l’immagine della città, confermando la fama di Venezia come città in cui si paga anche l’aria che si respira (posizionamento probabilmente studiato e voluto dagli esperti di comune e Apt). Purtroppo dopo qualche giorno la presidente della provincia (cui risponde l’APT) si è “accorta della cosa” è ha fermato gli “incassi”.

articolo corriere della sera sul pagamento delle informazioni

articolo corriere della sera sul pagamento delle informazioni

SITO INTERNET

Ricordiamo che fino a pochi mesi fa (cioè alla soglia dei 20 anni di internet), l’APT raccoglieva ancora le schedine degli alloggiati delle strutture ricettive su fogli cartacei, costringendo a un doppio lavoro gli alberghi che dovevano compilare e portare, e un intero ufficio Apt che doveva digitare ogni movimento per fornire, quasi un anno dopo, i dati sui flussi turistici. Ora si sono accorti che con un interfaccia digitale e un intranet avrebbero avuto i dati in tempo reale, risparmiando tempo e soldi e per giunta senza abbattere alberi.

Venezia è il palcoscenico ideale di investimenti culturali da ogni parte del mondo, produce ogni giorno una serie di eventi interessanti, ovviamente ogni ente culturale comunica sul proprio sito il proprio calendario eventi indipendentemente, ma il settore pubblico che è trasversale non ha mai messo a sistema questa ricca risorsa gratuita e informato organicamente in rete o altro.

Sulla incapacità di usare le proprie pubblicazioni come veicolo di comunicazione vorremmo fare delle domande al direttore dell’Apt: sa quanta gente usa internet nel mondo? Sa come si decidono le vacanze e come si prenotano i servizi turistici?  sa perché internet è gratis?  Sa quanto costa una pagina web rispetto a un libro e quante eyeballs-audience può avere rispetto a una pagina cartacea?  Questo prima che il direttore mandi in stampa un nuova mappa facendola pagare 5€ e un nuovo calendario eventi al costo di 20€ di 230 pagine e del peso di 3,5kg.

Per completare il panorama dei “non medium” dell’Apt, basta fare un giro sul sito internet. Nell’era dell’Internet 2.0, non c’è mobile version, strategia social, no client ratings, non c’è canale youtube o video decenti, non c’è geolocalizzazione su google maps, no apps etc.

La cosa che non si comprende è visto che mancano le risorse pubbliche o almeno con le risorse disponibili non si riesce a far funzionare l’APT perché non le si reperiscono sul mercato? Perchè non si affida la gestione del sito e la relativa raccolta pubblicitaria a una società Veneziana.  E perchè non si inseriscono nel sito adwords e adsense che tutti i siti del mondo con traffico hanno.  In una città con 20 milioni di visitatori il sito dell’APT è dei principali gateaway da cui passano i visitatori prima di prenotare e arrivare in città, e riceve migliaia di visite al giorno, contatti che per le aziende che vendono servizi turistici a Venezia valgono oro. Ma l’APT non monetizza quello che in tutto il mondo fanno, cioè i potenziali visitatori che vogliono informarsi prima di scegliere la destinazione, prima di prenotare l’accomodation, prima di pensare all’itinerario di viaggio e a cosa vedere.  Il pubblico straniero va sui siti degli uffici informazioni pubblici che presidiano in maniera naturale le keywords più interessanti che riguardano alla città.  Se ipotizziamo che la metà dei visitatori di Venezia vada sul sito dell’APT (ma ormai chi si informa o acquista vacanze on line è superiore al 50% del settore turismo) e si sapesse come monetizzarli ci sarebbero ricavi in più rispetto al budget dell’APT e risorse per la propria mission. Inoltre visto che l’accomodation è la parte ricca del mercato turismo perchè non inserire soluzioni di booking on line nel sito dell’APT?  In questo modo si potrebbe rimpinguare le casse e investire nella gestione del turismo. Ma a causa dell’incapacità tutta italiana di mettersi d’accordo e fare squadra e mettere a frutto la risorsa pubblica a Venezia si lascia almeno il 20-25% del ricavato ai grandi operatori internazionali del booking on line che intermediano la vendita di camere.  Per orientarsi a spanne su questo valore, dei 10 milioni di presenze (notti vendute) in città,  se ipotizziamo 100€ di media a notte/persona, significa un introito di circa 110 milioni di € che Venezia perde (stimando il transato delle agenzie intorno al 50%, per una commissione media del 22%). Qualcosa di questa cifra potrebbe finire nelle mani dell’APT che ha il sito turistico più visitato di quelli veneziani.  La missione dell’APT è promuovere e fare informazione, quindi anche commerciale, e perchè non rendere un servizio a chi deve arrivare e anche agli operatori economici della città.    Ma invece vediamo cosa fa l’APT per far incontrare domanda e offerta di camere in Venezia:  per aiutare il visitatore a districarsi nella scelta di camere, il sito presenta 605 pagine e 6011 risultati di ricerca, e fa di più ci aiuta permettendo di selezionare tra le variabili fondamentali per scegliere un albergo a Venezia in base ai servizi richiesti come: animazione (?), piscina (?)  animali domestici (?)  accesso mezzi pubblici (?), (chiare discriminanti nella scelta e non la geolocalizzazione, il prezzo, le foto-video, i rating social come per tutti i portali di booking..)

PARTNERSHIP

Ma dulcis in fundo, qui viene il “bello” (si fa per dire..).  All’interno del front office dell’APT ci sono due stand che dividono lo spazio, uno incredibile a credersi, vende tour di Venezia in elicottero.  Quando lo racconto ad amici di altri paesi stentano a crederci, Venezia la città del silenzio, della bellezza, delle passeggiate romantiche, solitarie e lente.  La città che nei secoli ha ispirato artisti per la sua atmosfera contemplativa unica, vende tour veloci e rumorosi che profanano i cieli immacolati e il silenzio acquatico (e per rendere accessibile il prezzo alle masse proponendo anche tour di 5 minuti!).  Forse è un richiamo alla volontà futurista di chi voleva asfaltare i vecchi canali?  Strano che un privato abbia ottenuto la concessione di volare sui cieli veneziani, ma la cosa più incredibile è che viene promosso dall’APT di Venezia! da cui a questo punto ci si può aspettare di tutto. (ricordiamo che il comune aveva messo in p.zza S.Marco davanti alla basilica un baraccone per vendere mascherine, oltre a coprire i monumenti in restauro con pubblicità etc).  Forse la prossima iniziativa sarà quella di dare delle trombette lukulele a chi arriva in città, oppure invitare i croceristi a staccare pezzi di marmo e grattare i mattoni in modo da avere della polvere antica da  portare a casa come ricordo.  È come se le Dolomiti usassero mega-forni per sciogliere le nevi prima che i visitatori arrivino per la stagione sciistica, o come se in Sardegna buttassero coloranti rossi nelle acque cristalline in attesa dei bagnanti.              L’APT promuove inquinamento acustico quando gli ospiti vogliono godere in pace delle atmosfere silenziose di Venezia,  “ottimo continuiamo a farci del male”! Possibile che non abbiano capito che il vero prodotto, che non esiste in nessuna altra città al mondo, che la gente vuole trovare a Venezia sia proprio il SILENZIO..!?

Ma come mai succede questo in Italia e in nessun altro paese? A detta di tutti gli analisti economici la risposta sta in due parole:  “burocrazia””clientelismo”, le parole chiave della crisi italiana che si è innestata sulla crisi internazionale. Lo scopo della pubblica amministrazione è ormai quello di alimentare se stessa e i suoi funzionari e non servire a un obiettivo pubblico, inoltre grave sulle casse pubbliche per alimentare il sistema di potere-spartizione.  La speranza  è che il vento stia cambiando e ci sia una sterzata anche in questo senso, che la burocrazia vada al servizio dell’utente e NON viceversa.  La speranza è che prevalgano criteri meritocratici e non clientelari, che arrivi gente che capisca cosa deve fare, e che anche noi avremo un Apt moderno e un Enit come ci sono a Londra, Norvegia, e anche Spagna, Croazia, Brasile, Thailandia paesi che una volta erano dietro l’Italia e che ora ci superano non solo per arrivi turistici ma anche per gestione, senza possedere il nostro patrimonio artistico, naturalistico etc.

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PS: se volete fare un giro sul sito dell’APT, e sulla sezione che parla dell’organizzazione qui:

http://www.turismovenezia.it/Amministrazione-trasparente-390519.html

Si potrà vedere anche il cv del direttore, che non ha nulla a che vedere con il turismo, il marketing territoriale, internet etc  ma le cui retribuzioni sono maggiori del primo ministro spagnolo e poco inferiori a quelle del presidente della Francia.

Consulente e formatore, dopo vari anni di esperienza a Milano in aziende leader di comunicazione e internet rientra a Venezia dove si occupa di turismo, al lavoro affianca la partecipazione alla vita associativa in ambito locale.
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