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L’associazione Venezia VIVA di Renzo Scarpa ha meritoriamente denunciato un fatto davvero emblematico della situazione che minaccia la residua residenzialità nel centro storico.

C’era una volta un complesso immobiliare a Cannaregio, zona S. Alvise, classificato con destinazione urbanistica residenziale per un totale di 26 appartamenti. Se non un vero e proprio condominio, un residence, quindi magari destinato non a residenti anagrafici ma comunque a studenti, professionisti, gente che abita la città, che in città fa la spesa, va al cinema, compra cose, incontra amici, tutto l’insieme di attività sociali che “creano” la città .. Nel corso degli anni la proprietà ha proceduto invece ad una radicale trasformazione, totalmente abusiva, trasformando i 26 appartamenti in una novantina di camere con bagno, et voilà, ecco trasformato il condominio in un albergo. Lascio immaginare l’impatto dei lavori e quanti e quali abusi ed irregolarità sono stati compiuti. Il Comune di Venezia per anni ha contestato suddetti abusi ed irregolarità ed è notizia di questi giorni che, preso atto dell’irreversibilità dei lavori compiuti, ha determinato una sanzione (si parla di due milioni di euro) attraverso la quale sanare l’attuale stato dell’arte. Morale della favola: si fa e disfa come si vuole, si paga la multa (quantunque salata) ed ecco qui che al posto di appartamenti ci si ritrova con un ennesimo albergo.

Renzo Scarpa, fondatore di Venezia VIVA

Renzo Scarpa, fondatore di Venezia VIVA

Venezia VIVA ha lanciato una raccolta di firme ed un appello sui social network ed alle altre Associazioni che operano in città per contestare la decisione del Comune ed impedire l’applicazione della sanatoria amministrativa. L’iniziativa è rilevante e significativa perché  non si tratta di una querelle meramente amministrativa, non è in gioco il mero rispetto della legge, aspetto peraltro tutt’altro che irrilevante. Qui si sta giocando una battaglia vitale per la città proprio in virtù della sua valenza simbolica e di deterrente contro altri analoghi tentativi.

La petizione di Venezia VIVA

La petizione di Venezia VIVA

Perché sia chiaro: si può essere tentati, magari inconsciamente, di derubricare la vicenda a semplice irregolarità amministrativa, a pratica borderline magari non proprio limpida ma via.. siamo uomini di mondo, gli affari sono affari. No, in questo caso non c’è nessuna vittima della burocrazia, ne’ peccati veniali: è stato perpetrato un vero e proprio CRIMINE. Una ferita che incide nella carne viva della città, un attentato all’essenza, alla quidditas di Venezia, alla sua stessa esistenza. Venezia non è solo pietre e palazzi, è un topos della mente, una creatura complessa che non può non comprendere la memoria di sé ed i suoi abitanti. Senza i quali Venezia diventa un non luogo.

Dalle prime reazioni su Facebook ho con piacere constatato una indignazione corale e unanime ed è questo un aspetto importante. La nostra città ha una miriade di associazioni, di liste civiche più o meno elettorali, che si ritrovano spesso in contrapposizione su molti temi. Contrapposizione peraltro fisiologica quando i temi sono oggettivamente divisori perché impattanti su diverse (e tutte legittime) visioni e percezioni della città e del suo futuro. Ebbene, in questo caso, credo proprio che la tutela della residenzialità, il contrasto all’esodo e il rispetto della legge possano e debbano costituire un sentimento corale. Una battaglia che per una volta veda schierato dalla stessa parte il NO Grandi Navi e chi vuole il Cortorta, il referendario separatista così come il metropolitano convinto, il nostalgico del remo fianco a fianco del filo Palais Lumière, il NO MOSE e chi voleva la sublagunare. Analogamente anche l’aspetto politico e partitico in questo caso è irrilevante: si mobiliti l’ipercritico verso le passate amministrazioni ma anche quello che “il PD ha governato bene, continuiamo così..” (ammesso che esista..).

Primum vivere deinde philosophari.. e la tutela della residenza è appunto è la precondizione perché Venezia esista. Poi discuteremo su quale Venezia vogliamo. Appoggiamo dunque tutti la coraggiosa iniziativa di Venezia VIVA.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.