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Manca poco, anzi pochissimo alla scadenza per l’elezione del Sindaco di Venezia e per il rinnovo del Consiglio Comunale.

A parte un gran vociare di slogan che si assomigliano tutti, che non dicono nulla e che servono solo a far rumore e ad attrarre i nostri fecondi giornalisti locali che continuano a dare spazio alle “parole al vento”, i candidati si stanno cimentando più sui titoli che sui programmi.

Di cui non c’è traccia o perlomeno non è dato di intravederla, presi come sono a pronunciare parole d’ordine come “la sicurezza è una priorità” oppure “diamo centralità al lavoro”; ma per vostra grazia volete una volta per tutte declinare i contenuti e i modi attraverso i quali pensate, se sarete eletti, di dare un senso e una concretezza a tutto ciò ?

O pensate che basti il vostro curriculum più o meno brillante e la vostra bella faccia su qualche manifesto o su qualche cestino dei rifiuti per accaparrarvi i voti. Sarebbe da augurarsi che dopo tutto quello che è successo a Venezia, dopo il piattume degli ultimi 10 anni di governo, dopo le mancate scelte strategiche che hanno segnato pesantemente il percorso amministrativo dell’ultima Giunta Cacciari e di quella guidata da Orsoni, si voglia parlare di programmi e di contenuti.

Di cosa fare, di come farlo, con chi farlo e in quali tempi prima ancora che discutere se sia meglio avere un candidato sindaco che viene dalla magistratura, che ha attraversato un paio di stagioni parlamentari senza particolari colpi di genio politico, oppure se sia meglio puntare sull’imprenditore di grido che si fa attrarre dalla missione di creare “un’impresa comune”, o forse sulla candidata “indipendente” ma con alle spalle una vita di politica locale. Senza dimenticare né il candidato pentastellato, in grande crisi di rappresentanza e di presenza politica, oppure il dirigente di brillante carriera che però porta la croce dell’intransigenza e del berciume salviniano. Come novità ci si deve aggrappare ai passi indietro di alcuni candidati – l’ultimo di pochi giorni fa- che avrebbero corso per ‘bandiera’ e che invece appoggeranno il più forte della loro area politica ( e sai che novità dal momento che erano passi indietro del tutto previsti…); oppure ai fantasiosi passi avanti di candidati alieni dell’ultima ora mai ipotizzati da nessuna parte ( è successo anche questo proprio oggi ).

Sembra dunque che all’orizzonte stia prendendo forma una campagna fatta solo di chiacchiericcio, di tanti incontri pubblici in cui davvero non si manifestano le idee forti e i progetti amministrativi, ma si rimane nel vago, si parla d’altro, come se questa Città non avesse delle urgenze e delle chiare e drammatiche situazioni di difficoltà. Ma anche delle enormi potenzialità che però per essere gestite e lanciate richiedono un impianto programmatico di tutto spessore e di grande apertura.

Per non tralasciare la madre di tutte le difficoltà: la situazione del bilancio comunale che, a leggere i nostri giornali locali, sembra essere fuori controllo persino per il Commissario di Governo che per 10 mesi ha provato a mettere ordine alle cose e ha cercato di portare equilibrio. Ma non sembrano esserci certezze nemmeno su questo.

E allora anche qui i nostri candidati Sindaci o stanno nel vago, non prendono impegni, oppure pronunciano frasi, slogan che al più potrebbero andar bene se ci si trovasse ad affrontare una situazione appena appena fuori dalla normalità: sembra proprio che “non ne abbiano idea”.

Ma la questione si propone in tutta la sua complessità ed emergenza, purtroppo, se si palesa addirittura la possibilità che il prossimo Sindaco, chiunque sia, non riuscirà ad approvare il Bilancio 2015. Con il che si andrebbe sotto Commissario una seconda volta nel giro di pochi mesi.

Eppure non si sentono discorsi seri e impegnativi, non si conosce attraverso quali leve e quali decisioni strategiche e politiche si voglia affrontare l’emergenza: chi vivrà vedrà.

Su questo vorremmo sentire pronunciare parole chiare, impegni precisi, circostanziati.

E su tutto il resto presentare idee, programmi, risorse e tempi di attuazione e magari anche le persone che pensate di mettere al governo di questa situazione. Non bastano le liste delle candidature a consigliere comunale che, detto con tutto il rispetto per l’impegno e per la disponibilità, conteranno davvero poco, nella situazione data.

Su questo vi misuriamo e vi appoggiamo. Sul tutto il resto ci asteniamo.

Veneziano, con i piedi nell’acqua, dalla nascita (1948). Amministratore Delegato di una Joint Venture italo-tedesca di accessori tessili con sede a Torino. Esperienze di pubblico amministratore nei lustri passati. Per lunghissimi anni presidente del Centro Universitario Sportivo di Venezia (CUS Venezia) e ora presidente dell’Associazione VeneziaUnited il Supporters Trust dei tifosi arancioneroverdi.