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Sta concludendosi un’estate torrida per le polemiche sull’invadenza del turismo e delle sue degenerazioni. Un’estate in cui si è detto, letto e visto (e subito) di tutto. Il rischio è che con l’arrivo delle prime nebbie settembrine passi tutto in cavalleria e la prossima estate sia peggiore di quella che sta finendo. Cosa quest’ultima di cui possiamo essere certi se non si fa nulla. Non esiste in questo caso la cosiddetta opzione zero.

A mio parere la questione centrale che si pone è sul numero di visitatori. Le manifestazioni di sciatteria e maleducazione, gli abusi che hanno popolato la cronaca di questi mesi sono il risultato inevitabile del sovraffollamento e del rapporto soverchiante coi residenti (intesi in senso più ampio, comprendendo quindi anche quelli equivalenti). Fateci caso: se entriamo ospiti in una casa da soli, ci facciamo riguardo a sederci sul divano, se andiamo in trenta nella stessa casa inevitabilmente l’atteggiamento di intimidito rispetto viene meno anche tra le persone più educate. La sensazione che sia consentito tutto è insomma indotta quasi in automatico dall’affollamento e poco possono, da questo punto di vista, le campagne di sensibilizzazione ed informazione (pur opportune) di cui si discute.

Paola Mar, Assessore al Turismo

Paola Mar, Assessore al Turismo

Dunque, mettersi al lavoro per affrontare il problema del numero. E il soggetto che deve agire per primo, deve farsi parte attiva e coinvolgere se del caso altri soggetti è, e non può che essere, l’Amministrazione Comunale. A scanso di equivoci: non certo perché sia imputabile a questa gestione il caos di questi giorni di cui portano la responsabilità le amministrazioni passate. Nulla quaestio in proposito. Ma ora nella stanza dei bottoni c’è Brugnaro e a lui spetta, qui e ora, l’onore e l’onere di prendere in mano il pallino. Purtroppo, da innumerevoli segnali appare chiaro che non è assolutamente questo l’indirizzo dell’Amministrazione. Ne’ peraltro sembra che abbia una idea alternativa che sia una, detto che la dichiarata intenzione dell’Assessore Paola Mar di fare un tavolo con le categorie degli esercenti (!!) non è una strategia (davvero desolante la pochezza dell’Assessora). Pesa comprensibilmente la preoccupazione per le implicazioni economiche per le molte persone che campano di quest’attività ma va fatto assolutamente capire a Brugnaro che:

  • l’invasione di massa incontrollata sta provocando tali disastri che nel lungo periodo (ma non poi tanto lungo) rischia di venire compromesso lo stesso “prodotto” che si vuole vendere. E certo non ha senso prendersela con i giornali o i social network che asseritamente fanno pubblicità negativa dando semplicemente notizia delle evidenze;
  • se è vero che molta economia cittadina si fonda sulla quantità dei visitatori, una consistente parte di cittadini subisce l’invasione e non ne può più. E votano anche loro…;
  • i numerosi allarmi che si sono alzati e che il Sindaco rigetta con fastidio (quando va bene) meritano almeno di essere ascoltati: non necessariamente provengono da osservatori prevenuti, interessati o da velleitari propugnatori del ritorno ad un passato che non esiste più. E quand’anche lo siano, vanno ascoltati perché segnalano un allarme diffuso che deve essere colto.

E soprattutto, e qui torno ad un mio pallino, Brugnaro deve convincersi che esiste una soluzione, il Pass4Venice http://www.luminosigiorni.it/2015/05/pass4venice-una-proposta-concreta/, che in un colpo solo risolverebbe la regolazione dei flussi, eliminerebbe radicalmente il flagello dell’abusivismo nell’extra alberghiero e garantirebbe alla città tutta risorse economiche oggi nemmeno pensabili (stimati utili per 500 milioni/anno). Si pensi cosa si potrebbe fare con 500 milioni ogni anno in termini di riqualifica urbana in Terraferma, bonifiche a Marghera, tutela e rilancio della residenzialità nella città d’acqua, in rilancio e supporto del polo del vetro, della nautica, della ricerca universitaria, favorendo così la creazione di un tessuto economico alternativo alla monocultura turistica di cui si parla invano da anni.

Enrico Zanetti

Enrico Zanetti

Un vero e proprio Rinascimento per tutta la città di cui Brugnaro può essere il deus ex machina, se solo lo volesse ed avesse spalle sufficientemente forti. Sì, perché il progetto è complesso, non si fa in due giorni e ha complessità implementative che certo richiedono professionalità e soprattutto coraggio, determinazione e tenacia (ecco, per capirsi, non sceglierei Paola Mar come project manager…). Va detto che recentissimamente c’è stato un doppio endorsement governativo. Uno diretto, da parte del Sottosegretario al Tesoro Zanetti, da sempre sostenitore del Pass4Venice, e uno implicito dal Sottosegretario Borletti Buitoni per il MIBAC. Insomma, il momento è maturo e non potrebbe essere più favorevole. Brugnaro ha di fronte una responsabilità storica: è il momento di dimostrare di avere le palle. Il che non significa rispondere a muso duro a tutti gli interlocutori, anche a quelli che gli offrono la loro disponibilità, ma di saper lavorare per la propria città con lungimiranza e sana visionarietà.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana ed è collaboratore della rivista Esodo.
  • http://www.vitosideb.wordpress.com/ Vito Simi de Burgis

    Ottimo articolo, in cui giustamente emerge la preoccupazione per come stanno finora andando le cose, e chi ha orecchie per intendere intenda. Certo son buone le proposte di Pass4Venice come lo sono anche quelle di VeneziaCambia formulate nello stesso periodo: forse con un’integrazione delle 2 che partono da diversi presupposti e punti di vista, non poi così distanti, si possono perseguire sia lo scopo comune di rendere meglio vivibile la nostra città da parte di chi vi abita quotidianamente, sia l’obiettivo di valorizzarla ulteriormente in maniera più rispettosa di quanto fatto sinora, facendo anche ricadere maggiormente gli introiti delle fonti turistiche nella cura e nella salvaguardia del suo tessuto artistico e architettonico e, perchè no, anche in progettualità per riportare Venezia a divenire un’autentica capitale mondiale della cultura, della scienza e della tecnologia ecocompatibile, liberandola da provincialismi e/o da richiami nostalgici che sinora ne hanno tarpato le ali, il tutto perchè Venezia possa assumere la sua genetica funzione di fulcro e d’esempio a livello internazionale, anche per altri contesti urbani, della capacità del conseguimento di un alto livello di benessere a tutto campo per il miglioramento della qualità della vita collegata al concetto di bellezza ecumenica che sta nelle sue radici. http://www.veneziacambia.org/wp-content/uploads/2015/05/05_Turismo_Risorsa_per_Tutti-.pdf