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La visita della delegazione del Comune di Venezia presso l’UNESCO arricchisce di un’altra puntata la telenovela dei rapporti tra la città e la prestigiosa organizzazione. E sembra sempre più assumere i contorni di una commedia dell’assurdo. Ionesco non avrebbe potuto fare di meglio. Non tedio il lettore con le “puntate” precedenti peraltro ben note (rimando in proposito all’articolo http://www.luminosigiorni.it/2016/07/il-penultimatum-dellunesco/) e passo al sodo.

Diciamo subito che, checché ne dicano i critici, la visita è un clamoroso successo di Brugnaro. Per molti motivi:

  • quando l’UNESCO nel luglio dello scorso anno aveva prodotto la celebre Delibera che inseriva Venezia nei siti a rischio, Brugnaro l’aveva ruvidamente sfanculato (con toni e argomentazioni francamente sconcertanti). Ciò nonostante, l’UNESCO è venuto a Canossa. La Direttrice Irina Bokova, a Venezia su invito di Cà Foscari, si è recata il novembre scorso a Cà Farsetti dove lei e il Sindaco si sono giurati amore eterno e promesse di collaborazione per il bene della città;
  • l’incontro di cui sopra ha avuto la non secondaria ricaduta di un invito a Brugnaro di andare a Parigi a rappresentare quanto si sta facendo per la città. Fatto assai curioso perché l’interlocutore formale dell’UNESCO è e resta lo Stato Italiano, non l’Amministrazione Comunale. Si presume pertanto che la visita non possa non essere stata in qualche modo approvata dallo stesso Governo che ha quindi implicitamente dato al Sindaco una sorta di mandato, ancorché informale, di rappresentanza nazionale;
  • tutti i giornali riportano concordemente che è stata un’apoteosi ed un grosso successo del Sindaco. Insomma pace fatta con l’UNESCO e tarallucci e vino per tutti.

Dato a Brugnaro atto del successo politico e relazionale, resta però una montagna di interrogativi irrisolti. Che si possono riassumere tutti in un solo: ma come è possibile che le due parti si siano trovate d’accordo? Perché o fino adesso abbiamo scherzato oppure davvero siamo nel mezzo di una commedia degli equivoci. Vediamo i punti principali di attenzione:

  • l’UNESCO chiedeva a sustainable tourism strategy… Brugnaro ha rappresentato la serie di audizioni delle molte proposte in campo. Attività lodevole ma ad ora determinazioni concrete zero;
  • l’UNESCO imponeva a legal document introducing the prohibition of the largest ships and tankers to enter the lagoon… e Brugnaro gli ha illustrato il progetto del Canale delle Trezze..;
  • di fronte al problema degli affitti turistici (vera emergenza) secondo il Gazzettino Brugnaro ha alzato le braccia “non posso farci niente”;
  • in compenso il Sindaco (cito sempre il Gazzettino) ha illustrato “il libro dei progressi fatti negli ultimi mesi dalla Città”. Quali????;
  • a proposito del problema vero e concreto della loss of architectural and town planning of the historic city all of which would lead to substantive and irreversible loss of authenticity and integrity, Brugrano ha illustrato la creazione di posti di lavoro grazie alla nuove tecnologie e agli spazi che si libereranno a… Marghera!
  • nulla si è detto a proposito del traffico acqueo e meno che meno di altre fantasiose richieste tipo il three-dimensional morphological model.

Per essere chiari, non c’è nelle mie osservazioni una presa di parte: ritengo che molte delle richieste di UNESCO siano giuste e molte siano assurde così come condivido certe posizioni del Sindaco e su altre mi cadono le braccia. Sta di fatto che le due parti sembrano parlare due lingue diverse. Certo, da posizioni distanti e contrapposte, proprio perché tali, la storia insegna che spesso sorgono soluzioni mediane e di ragionevole compromesso ma ad oggi nulla appare andare in questa direzione. Eppure, baci e abbracci, riconoscimenti reciproci, soddisfazione a piene mani da ambo le parti.

Staremo ora a vedere quale sarà la risposta formale dello Stato Italiano (che è, ripeto, il vero interlocutore istituzionale) ma con queste premesse mi sa che sono stato buon profeta quando terminavo il mio articolo sopra richiamato con queste parole: la mia previsione è che l’Italia invierà all’UNESCO una risposta del tipo “asino chi legge” a fine gennaio 2017. L’UNESCO farà finta di essere soddisfatto e non si parlerà più di danger list per qualche anno.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana ed è collaboratore della rivista Esodo.
  • Luigi Marchetti

    Forse si è trattato di una tattica, “cordiale” e condivisa messa in scena per rimandare l’impegno sui problemi…..