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La minoranza del PD che un tempo era maggioranza ha governato il partito ed è stata classe dirigente del Paese, ma è tutta colpa di Matteo Renzi che però governa solo da 3 anni. Abbiamo scordato la non vittoria di Bersani e i disastri che si sono susseguiti da Marini fino al culmine con Prodi. Poi bisognava fare il congresso, ma anzi no, non facciamolo più perché altrimenti rivince Renzi, quindi i congressi si fanno solo tatticamente a seconda dell’esito della propria corrente, mi sembra giusto. Adesso tutti contro i voucher, ma ricordo che governavano loro quando presero quella deriva, mi ricordo pure un certo Fassina con ruoli di spicco nel governo Monti. Tutti contro le liste bloccate, ma facevano comodo quando essere capilista bloccati hanno garantito loro l’ascesa a parlamentare o quanto altro. Improvvisamente in Italia tutto va male, ma loro dove erano? Penso che Renzi abbia commesso tanti errori, che tante cose si sarebbero potute fare meglio, ma in questa minoranza mal assortita vedo tanto cinismo, voglia di rivalsa, nessun senso di responsabilità o di comunità.

Abbiamo dovuto digerire molte cose indigeste, soprattutto per chi viene da una cultura di sinistra, di sicuro non mi è piaciuto vederci governare insieme a Verdini e Alfano (Alfano! mi sembra ancora incredibile). Eppure mi ricordo anche dell’abbraccio fra Bersani e Alfano, l’incontro in un albergo tra Bersani e Berlusconi per la scelta del Presidente della Repubblica, a quel tempo però andava bene così.

L’aver agitato lo spauracchio della “scissione” simbolo prediletto del tafazzismo di sinistra è la plastica dimostrazione della fine di qualsiasi ragione, la sospensione del buonsenso che porta questa armata brancaleone di egoismi individuali che chiamiamo minoranza a guardare solo il loro piccolo orticello alla ricerca di una rivalsa che non tiene conto dei cambiamenti epocali a cui stiamo assistendo a livello mondiale.

Da un lato mi sembra che Renzi abbia un po’ esaurito la sua spinta propulsiva, una esperienza di governo comporta necessariamente fare i conti con la realtà. Dall’altro mi pare che non ci sia una alternativa e se questa è rappresentata da Emiliano e simili siamo fritti, nel senso che mi sembrano tutti avvitati su una prospettiva degna di chi si guarda l’ombelico e non vede cosa c’è intorno, che spinte stanno emergendo. La parola “sinistra” viene invocata come un mantra, con l’aggiunta della “vera” sinistra, ma oltre agli slogan la rievocazione di una dimensione ideologica fa emergere solo il vuoto siderale che ci sta dietro facendo sembrare Renzi, che di sicuro va più forte con gli slogan che con i contenuti e la concretezza, un gigante circondato da nani. Ascolto la parola “sinistra”, “sinistra”, “sinistra” e da parte di questa minoranza mal assortita sento solo “careghe”, “careghe”, “careghe”…il tentativo della vecchia guardia di riprendersi un po’ di spazio.