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Estate, vacanze e un po’ più di tempo libero del solito per lasciare correre i pensieri. E magari cazzeggiare con il telefonino e i social. Già, i social, ormai specchio abbastanza fedele della società tutta (non si dica che “è tutto colpa alla Rete”.. questa dà solo visibilità a ciò che esiste nella realtà). In netto contrasto con la serenità del paesaggio che ho di fronte, lo smartphone mi rovescia addosso un carico di livore e di rabbia da lasciare senza parole.

Leggo per esempio la sequela di insulti che ha interessato la Boldrini. Che può non piacere (neppure a me, “di pelle”, sta molto simpatica), certe sue uscite sono state discutibili a dir poco, ma gli insulti (in stragrande maggioranza a sfondo sessuale.. ma perché solo perché una è donna scatta il meccanismo della troia?..) sono davvero orrendi e bene ha fatto la Presidente della Camera a adire le vie legali. Senza contare il tono greve e sistematicamente aggressivo di molta parte definibile genericamente “di destra”, si parli dell’idiota di Punta Cana, dei migranti o quant’altro, sui social basta accendere il cerino che scattano gli istinti più beceri ed animali. Ma attenzione: anche se a destra, soprattutto in area leghista, sembrano ribollire sentimenti più livorosi che in altri, non è nemmeno una questione destra/sinistra. La sensazione è che la società tutta (la gente..) sia come mai in passato aggressiva, litigiosa, portata alla sparata tranchant che non lascia scampo, alla polemica livorosa. Sembra si faccia sempre più fatica a coltivare la dialettica, a distinguere, a cogliere le differenze, le sfumature, ad argomentare in termini razionali ed in profondità.

Mi è capitato personalmente di contraddire degli intercolutori certo non classificabili come rozzi minus habens. Erano anzi persone con cui spesso mi trovo d’accordo, che ritengo esseri pensanti che scrivono e si esprimono discretamente, insomma persone con cui per me sarebbe la norma avere un dialogo disteso e con cui non avevo alcuna ruggine personale. Eppure mi sono sentito attaccare sulla mia statura morale (niente di meno!) per avere detto che la trasmissione Una notte a Venezia di Alberto Angela era stata una sostanziale delusione a un conoscente che da settimane tempestava il suo profilo Facebook magnificando l’evento mediatico. Eppure mi sono beccato un ti piace fare il lavoro del rendere grottesca ogni riflessione che non sia piegata a 90 gradi su Brugnaro per avere criticato una lettura a mio parere distorta della festa per lo scudetto della Reyer in Piazza Ferretto (che veniva interpretata in una chiave politica che non aveva). Reazioni esasperate per quelle che a me sono parse critiche nel merito e certo non offensive. E con ogni probabilità, se si sentisse l’altra campana, sarei io, a mia volta, tacciato di essere stato aggressivo.

Insomma, disteso sul lettino in riva al mare, cercando di ignorare gli aeroplanini di Zaia che mi ricordano che il 22 ottobre si terrà il referendum-farsa, godendo della giornata tersa e di un mare calmo e trasparente (sì anche al Lido spesso c’è un bel mare, sappiatelo) ho meditato i miei buoni propositi per l’anno a venire, come si fa di solito a Natale. Io lo faccio a Ferragosto: non più livore, non più aggressività anche se provocato. Non son certo di riuscire a mantenere questi buoni intendimenti ma prometto di impegnarmi. Spero tanto di essere ricambiato.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana ed è collaboratore della rivista Esodo.