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L’opinione, provocatoria quanto decisa, di Davide Meggiato (su LUMINOSI GIORNI http://www.luminosigiorni.it/2017/11/vincere-facile/) circa i vantaggi che Brugnaro saprebbe, secondo lui, mettere nel piatto di fonte ai suoi presunti avversari, tra tutte il “parla come magna”, hanno già innescato interessanti reazioni. Tra queste quella del nostro collaboratore Giulio Giuliani che non l’ha presa tanto bene e che replica, arricchendo il dibattito con analisi che più che essere alternative ci sembrano utilmente complementari

Ma no, ma no… Dissento e mi dissocio. Non credo affatto che gli schieramenti alternativi al Sindaco Brugnaro debbano inseguirlo sul piano del populismo. Non credo affatto che una proposta alternativa per essere vincente, e soprattutto per essere utile alla città, debba sforzarsi di imparare da Brugnaro per essere quanto lui capace di “parlare come mangia”, magari anche in dialetto.

Chi voglia proporsi – a destra, al centro o a sinistra – come forza in grado di dare risposte ai problemi della città, se proprio intende prendere qualcosa dal “modello Brugnaro”, cerchi di prendere il meglio, e non il peggio.
Lasci al Sindaco attuale i modi populisti e pittoreschi. Ci manca solo che si condisca con questi modi l’attuale pochezza politica e strategica delle storiche forze politiche cittadine. Al contrario, servono ragionamenti di lungo respiro, visioni strutturate e coerenti, strategie e persone di spessore, che parlino pure “difficile” ma che abbiano le risposte ai problemi “difficili” della città. Destra e sinistra ritrovino la voglia di analizzare la complessità, di governare i processi: serve questo, per proporsi come alternativa credibile.
Prendano dal Sindaco attuale, piuttosto, la capacità di scegliere una strada come quella giusta e utile per la città, e di percorrerla anche se intorno piovono i fischi: questa sì è una lezione da imparare dal Sindaco Brugnaro, che se ottiene consenso non è perché lo insegue, ma perché se ne disinteressa.
Veneziano per costumi, anche se non per nascita, ha cominciato ad osservare e a raccontare la città attraverso gli articoli e le inchieste di GENTE VENETA, di cui è stato caporedattore per dieci anni. Come portavoce del sindaco Paolo Costa, nei primi anni del Millennio ha seguito da vicino alcuni dei grandi progetti per il rilancio di Venezia, dalla ricostruzione della Fenice al processo verso la Città metropolitana, dall’idea del tram a quella della rete dei parchi urbani alla riorganizzazione delle Municipalità dentro il Comune unico. Dal 2005 al 2015 è stato il responsabile culturale del Duomo di Mestre, che ha contribuito a far crescere come luogo di elaborazione di culturale e di impegno civico attraverso eventi e convegni – dove ha portato Gianfranco Fini ed Emma Bonino, il cardinal Ruini e don Colmegna, Jacques Barrot e Vittorio Sgarbi, Massimo Cacciari e Philippe Daverio, Moni Ovadia e Oscar Giannino – e attraverso le pagine del giornale PIAZZA MAGGIORE. Gli stessi temi tornano nel suo blog www.piazzamaggiore.wordpress.it, e nel suo libricino “Venezia. Cartoline inedite”, pubblicato nel 2010.
Da qualche anno segue la comunicazione dell’Azienda sanitaria veneziana.