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Posso dire subito una cosa?
Nutro una grandissima diffidenza per le acclamazioni.
Non solo (ma soprattutto) quando si verificano a sinistra. È ancora nitido (e ancora brucia…) il ricordo della penultima, quella riguardante la candidatura di Prodi per la presidenza della Repubblica.
Quella volta il Professore stava in Africa in missione per conto dell’Onu.
Fece alcune telefonate. In prima battuta alle sue persone di fiducia, che gli riferirono che Bersani aveva proposto di sostenere la sua candidatura nel corso di un’assemblea del Pd. Nessuna votazione, dissero al Professore, è scattato subito un tale applauso da farla ritenere superflua, la proposta è passata per acclamazione.
A quel punto Prodi sentì D’Alema, che subito sottolineò come avesse trovato improprio non tanto il merito quanto il metodo di quella scelta.
Messo giù il telefono, Prodi chiamò la moglie, che già pensava ad organizzarsi per andare a Roma, annullando un impegno che aveva a Bologna: “Non ti agitare, vai pure alla tua riunione, non se ne farà niente”.
Domenica scorsa, altra acclamazione.
Il presidente del Senato Grasso, accodandosi alla recente tradizione di alcuni dei presidenti delle Camere che lo hanno preceduto (Fini, Casini, Bertinotti) abbandona platealmente la sua terzietà e fonda l’ennesimo movimento a sinistra del Pd, Liberi ed Uguali.
Immediatamente parte, anche in questo caso l’acclamazione.
Il nuovo movimento non è l’ennesima costola che si stacca dal corpaccione della sinistra, è finalmente un movimento “federatore”. Sotto le sue insegne si dichiarano (fino a nuovo ordine o…disordine) pronti a correre i leader di Sinistra Italiana, di Mdp, di Possibile. Una forza che, stando ai sondaggi della 7 illustrati da Mentana sembra in grado di portare a casa oltre il 5 per cento dell’elettorato.
Tra i registi dell’operazione c’è anche quel Massimo D’Alema che qualche tempo prima aveva considerato improprio il metodo dell’acclamazione.
“C’è acclamazione e acclamazione” siamo sicuri che risponderebbe l’interessato.
Verissimo. Nel caso di Prodi quel metodo rifletteva l’ingenuità di Bersani, convinto di proporre un nome inattaccabile e fiducioso nella lealtà dei suoi compagni di partito (sbagliava in entrambi i casi).
Nel caso di Grasso l’acclamazione non riguarda la persona, ma un simulacro.
Grasso, infatti, a mio avviso, è un simulacro che per qualche tempo – forse solo per qualche giorno – farà sembrare forte e unita una compagine che non lo è. E il bello è che questo simulacro per storia personale e pensieri – sin qui poco e male espressi – appare in realtà ben distante da quella compagine che oggi lo acclama.
Abile e spregiudicato nella scelta dei tempi l’acclamato, necessitati e quasi fuori tempo massimo gli acclamanti
Una finzione perfetta con alle spalle, scarsamente mimetizzato, un regista coi baffi, famoso più per la perniciosità di alcune sue scelte che per i risultati ottenuti.
Grazie al suo curriculum e alla sua indipendenza, Grasso ha capito di essere l’uomo in grado di capitalizzare al meglio l’incrocio tra l’attuale passaggio politico e il disperato bisogno della cosiddetta Sinistra alternativa di presentarsi sotto le insegne di un leader dotato di autorevolezza.
Insomma Grasso ha scoperto di…avere mercato. E fa quello che farebbe chiunque avesse questa fortuna: si offre al meglio.
E poco importa a lui che alcuni di quelli che lo applaudono siano stati lontani o lontanissimi dalle sue scelte, o addirittura sprezzanti nei suoi confronti, come poco importa a questi lontani detrattori.
La politica è anche questo : critiche feroci ieri, lodi incondizionate oggi.
Vale per i politici come per i commentatori, in molti casi più partigiani dei politici.
Un esempio per tutti: forse molti di voi ricorderanno (molti altri però l’avranno sicuramente dimenticato) il feroce attacco a Grasso di Marco Travaglio di qualche anno fa.
In quell’intervento accusava Grasso di doppiezza, di slealtà e di opportunismo, arrivando a definirlo l’Alberto Sordi della politica.
Accuse pesantissime, per chi volesse riguardarsele ecco il link del filmato:

Oggi il Fatto Quotidiano su Grasso si esprime così :
“Grasso è sicuramente una delle figure più spendibili della sinistra… E’ una persona dalla storia immacolata e che, credo, noi tutti rispettiamo e stimiamo” ( Andrea Scanzi)
Insomma basta schierarsi contro Renzi per rifarsi una verginità agli occhi di alcuni…

  • Luigi Marchetti

    Una lettura interessante.