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Appare (perfino ad un minus habens come il sottoscritto) che una “certa”sinistra sia più preoccupata di sconfiggere Matteo Renzi alle prossime elezioni che consegnare il Paese al centrodestra o ai penta stellati.

Per carità: nulla di nuovo sotto il sole madama la marchesa . Chiamatela sindrome di Tafazzi, allergia incurabile a chiunque si permetta di dire qualche no a lorsignori oppure la indomita convinzione che starsene alla opposizione, sempre e comunque, è molto più appagante (e diciamo rompe meno le palle) che governare questa benedetta Italia. Anche perché, quando han governato i seguaci di baffino D’Alema han detto sempre di si a tutto, legge Fornero compresa (e se il jobs act l’avesse fatto Monti avrebbero detto di si pure a quello). D’altra parte avete visto mai una minoranza che, perduto un congresso (chi scrive di sconfitte ne sa tanto, sono o non sono un interista?), pretenderebbe di imporre la propria volontà a coloro che il congresso lo hanno vinto?

Per di più il prossimo 4 marzo segna la fine di una legislatura  destinata a passare alla storia (dite che sto esagerando?) come quella  – anche se loro fanno di tutto per dimenticarlo – che ha introdotto nel nostro Paese più leggi di sinistra (“progressista” si sarebbe detto un tempo ) di chiunque altra. Ce le ricordiamo? La legge sul “dopo di noi”, quella sul “fine vita”, quella sulla tortura, quella sull’omicidio stradale. E le ha approvata perché comunque c’era una maggioranza, variamente composita, a sostenerle. Eppure si continua ancora a ciurlare sul manico (la qual cosa mi lascia indifferente, mi fa incacchiare invece quando vogliono ciurlare me ) con sta fake news del PD alleato di Verdini o di Alfano. Come se questa scelta fosse stata voluta da Matteo Renzi!Come se non esistesse un dettato costituzionale (come dite? Ah si è vero, loro la Costituzione la conoscono benissimo visto che l’hanno voluta difendere votando no al referendum) che sancisce l’obbligo, il dovere del Presidente della Repubblica di verificare la presenza di una maggioranza PARLAMENTARE  visto che questi profondi conoscitori della Carta dovrebbero ben sapere che tale è la nostra repubblica. Mica viviamo in una repubblica presidenziale!

Hanno persino guardato più attentamente alle liste del PD che alla propria, accusando Renzi di aver cancellato mezza storia del centrosinistra. Già….ed io ogni volta che posso (anche ora) ricordo a lorsignori che la volta precedente le primarie le facemmo. Eccome se le facemmo. Primarie per scegliere i candidati al Parlamento. Già….peccato poi che il segretario nazionale che era un emiliano tosto e si chiamava Bersani che fece? Coerente allo statuto del Partito  (eh si, amici grillini: il PD uno Statuto lo ha sempre avuto)  impose 100/120 candidati di sua fiducia ai primi posti delle liste. Risultato? Chi partecipò alle primarie guadagnandosi i primi posti in lista venne inesorabilmente retrocesso. E poco importa fosse uomo o donna. Ce lo ricordiamo vero?

Eppure nonostante tutto impera il muoia Sansone con tutti i filistei. E poco importa se dal versante opposto ( quello del centrodestra appunto) già si fa l’elenco di quali, fra queste, saranno le leggi che verranno, vincessero loro, abrogate. Ma chissenefrega dicono.

Ma davvero il 4 marzo assisteremo al canto del cigno di Matteo Renzi?

Il quale, per carità, di errori ne ha commessi. E parecchi. A partire da quello fondamentale: non essersi reso conto che il referendum costituzionale fosse diventato una sorta di referendum sulla sua persona. Dal non essersi reso conto di essere una persona che caratterialmente non lascia mezze misure: o lo ami o lo odi. Altro errore è stato il non valutare compiutamente gli effetti della cosiddetta “buona scuola” anche se trovare una riforma che possa piacere alla lobby degli insegnanti (ah si, sono una lobby c’e nulla di male ad esserlo) è più difficile che trovare un allenatore che faccia vincere la mia Inter.

Pero’ a me rovella (si può dire?) in testa un dubbio. Picciolo, picciolo se volete ma dubbio è … Tutto si può dire di questo toscanaccio tranne che sia scemo (detto col massimo rispetto possibile). E allora se scemo non è perché ha voluto il Rosatellum come legge elettorale? Voglio dire: proprio perché non è uno sciocco, anzi proprio perché è un “animale politico” sapeva fin da subito che Bersani & co. mai e poi mai si sarebbero alleati con lui. Proprio perché non è uno sciocco sapeva fin da subito che la soglia del 40% , vale a dire la soglia che garantisce una maggioranza in grado di governare, sarebbe stata difficilissima da raggiungere. Difficilissima da raggiungere per tutti i soggetti in campo sia chiaro. In fondo lui, con l’ Italicum , voleva una legge quasi opposta al Rosatellum  Eppure si è posto di fronte a questa legge con l’atteggiamento di uno cui non interessa con quali regole si giochi perché non vede comunque l’ora di….giocare!

Perche dunque? Recentemente il sempre ottimo Turani ha scritto di un sondaggio  “segreto” (guardate che simili sondaggi, i soli cui io creda davvero, esistono veramente) che descriverebbe un risultato post elezioni molto diverso dalle previsioni di queste settimane. Ma può uno come Renzi basare il suo futuro politico su un sondaggio? Proprio per niente!

E allora?Allora io me la sono costruita così… Renzi sa benissimo che il risultato più probabile sia quello per nulla dissimile da quello di 5 anni fa ( almeno lui però non dirà siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto ). Lo sa lui come lo sa Berlusconi che non a caso ha fatto il nome di un gentiluomo moderato come Tajani (che non mi è dispiaciuto come Presidente del Parlamento Europeo) quale candidato Presidente del Consiglio. Lo sa benissimo pure il comico barbuto che, non a caso, si sta progressivamente smarcando dalla creatura che ha fatto nascere.

E dunque? Dunque per Renzi il prossimo 4 marzo sarà una data interlocutoria. Intanto, vedrete, lui uscirà dalle urne con le ossa tutt’altro che rotte.

Non solo. Al mio dubbio non si può dare rispostate se non partendo dalle liste del PD. Proprio da quelle liste da più parte contestate e che invece segnano il miracolo politico di Renzi . Il quale in un solo colpo ha ottenuto due obiettivi. Il primo, quello per lui più dirimente, depotenziare il suo competitor interno , il ministro della giustizia Orlando, il solo che potrebbe trovare una sponda in Liberi e uguali per far fuori (politicamente parlando) il segretario. Il secondo “proteggersi” comunque al centro ricostruendo l’alleanza con Franceschini il quale, non a caso, non è pressoché intervenuto nel commentare l’affaire delle liste.

Ma, soprattutto, così facendo Renzi si è di fatto costruito un gruppo parlamentare sostanzialmente a sua immagine e somiglianza.

Proprio perché il Rosatellum prevede ‘sta benedetta soglia del 40%, diventa chiaro che l’obiettivo di Matteo Renzi non è tanto portare il centrosinistra al 40.

Il vero obiettivo di Matteo Renzi è fare in modo che il PD abbia più voti (e dunque più parlamentari) di tutti gli altri. Così facendo avrà un gruppo parlamentare in grado di “condizionare” qualunque governo nasca dal Parlamento. Perché se nessuno arriva al 40,  Matarella farà la sola cosa che può fare: cercherà (e troverà) una maggioranza parlamentare che si riconosce in un Presidente del Consiglio (Gentiloni e non è un caso che il centrodestra faccia nei suoi confronti una opposizione molto soft) in grado di governare il Paese.

Così facendo il PD a trazione renziana tornerebbe ad essere centrale nella vita politica del Paese. Come dire: mi avete buttato fuori dalla,porta ed io quatto, quatto (ma mica tanto) rientro dalla finestra.

Con quale obiettivo ultimo?Il solo e unico cui Renzi è interessato. Preso atto di ciò che chiunque dotato di un minimo di intelligenza (ci arrivò persino io vivaddio) già sa e cioè che il Rosatellum è stato voluto con il chiaro obiettivo di costringere tutte le forze politiche a questo scenario di apparente ingovernabilità , il Parlamento – di cui il PD potrebbe essere il perno centrale – sarà impegnato a fare una  legge elettorale diversa. Ed è qui che per Renzi si aprirebbe una prateria. Perché a questo punto sarebbe comunque lui a dare le carte al tavolo dei giocatori chiedendo una legge elettorale più marcatamente uninominale, con un premio di maggioranza sotto il 40%, con l’obbligo di fare coalizioni PRIMA del voto (così facendo Liberi e uguali rischierebbe di essere ridotta al lumicino e la sinistra “moderata” e non rancorosa tornerebbe da dove è andata via) e magari col ballottaggio tra i primi due candidati. Come dite? Che rassomiglia maledettamente all’Italicum?

Già: capito perche’ Renzi  è più furbo di quel tanti pensano?

 

Vive da sempre nella terraferma veneziana. Per cinque anni è stato Vicesindaco (con delega alle politiche culturali e turistiche) del comune di Mira. Laureato (cum laude) in Lettere a Padova ha collaborato per oltre un decennio coi quotidiani del gruppo editoriale Finegil (La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso), con La Repubblica e con Gente Veneta. Attualmente fa parte del collettivo redazionale della rivista Esodo. Si occupa di gestione del personale e della sicurezza presso alcuni musei veneziani. Nel tempo libero ama la montagna e le immersioni subacquee.
  • Luigi Marchetti

    L’articolo prospetta uno scenario un pò ardito…comunque, con tutte le incertezze che incombono, tutto è possibile.