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In tutti questi anni [[noi uomini di sinistra] non abbiamo fatto nulla perché i fascisti non ci fossero. Li abbiamo solo condannati gratificando la nostra coscienza con la nostra indignazione; è più forte e petulante era l’indignazione più tranquilla era la coscienza

(Pier Paolo Pasolini, Il potere senza volto, Corriere della Sera, 24 giugno 1974, ora in Scritti Corsari, Garzanti, 2013 col titolo Il vero fascismo e quindi Il vero antifascismo)

Ora. mettetevi per un momento nei miei panni (una 50 che purtroppo pare inesorabilmente virare verso la 52 perdindirindina): il direttore mi chiede un pezzullo  per Luminosi Giorni. Io, uso obbedir tacendo, rispondo subito. In fondo da qualche giorno mi solleticava una domanda: e se il caso di sti bonifici inviati, revocati, inviati (con particolari da gossip su ex fidanzanti) mostrassero che i cinque stelle non sono poi diversi dagli altri partiti? Perfetto no?
Poi capita che una mattina, scorrendo le mail arrivatemi, la palpebra mi cada su un titolo che (più o meno) suonava cosi: firma anche tu la petizione per chiedere al Prefetto di Venezia di vietare la manifestazione di Forza Nuova.
La leggo e ciò che leggo mi turba. Decido allora di farne un pezzullo. Lo dico al direttore il quale risponde approvando la mia scelta ma anche avvertendomi di essere equilibrato (a me interista chiedi di essere equilibrato???) e inattaccabile.

Già, fosse facile essere inattaccabile nel trattare questo tema in un Paese come il nome nostro dove a prevalere è sempre il pre-giudizio.

E allora due premesse a sgombrare subito il campo perché a me di essere inattaccabile importa una emerita cippa ma se a chiedermelo è il direttore…
1) Laureato in Lettere con un piano di studi fortemente orientato alla storia so benissimo quali e quanti mali ha causato, nel nostro Paese, il fascismo (così come – boca mia tasi – quanti danni abbia provocato nel mondo il comunismo)
2) Credo che vivere in una democrazia comporti anche un adattamento del nostro (del mio) vocabolario. Mi spiego: io sono anti solo ad una cosa, a quella squadra che gioca nella stessa città che ha dato i natali al grande Torino. Al prefisso anti preferisco contro. Dunque io mi definisco contro tutti gli –ismi che affollano il mondo. Ma proprio a tutti.

Bastano queste due premesse per essere intaccabile? Pagato pegno stiamo sul pezzo…

Dunque accade che un movimento (sia detto chiaramente: di matrice neofascista) viene contestato ogni qualvolta organizza comizi in piazza. Viene contestato talvolta pacificamente. Il che è assolutamente accettabile perché anche questo costituisce l’ossatura sana di una democrazia. In alcuni luoghi però la contestazione diventa violenta e vede protagonisti, di queste violenze, i centri sociali. Se pongo l’equazione centri sociali = estrema sinistra continuo ad essere inattaccabile? No? E chissenefrega.

Ora poiché son più portato a guardare in casa mia che a fare il voyeur nelle case altrui confesso che mi era sfuggito il perché di queste manifestazioni. E dunque dopo la “famosa” mail mi sono chiesto il perché Casa Pound organizzasse comizi in piazza. Scopro così che alle elezioni del 4 marzo, nella scheda, troveremo anche il suo simbolo.

Come, come? Un movimento di matrice neofascista partecipa ad elezioni democratiche? Si. Lo può fare perché gli e’ stato concesso. E da chi vivaddio? Dallo Stato. Meglio: dal Ministero dell’Interno. Meglio ancora: dalla commissione elettorale appositamente istituita con conseguente ratifica da parte delle Corti d’Appello.

E la XII. Disposizione transitoria (siete intelligenti, lo so, ed è inutile che vi faccia notare quel transitoria vero?) finale della Costituzione, quella che recita

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista
 ?

E la legge Scelba del 1952 (si, avete letto bene:1952!) quella che stabilisce che ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalita’ antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle liberta’ garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista?

Volete dirmi che questo mister X chiamato a decidere sull’ammissibilità delle varie liste non conoscesse queste norme? Per carità: è vero che abbiamo candidati premier che con il congiuntivo sono messi peggio che con l’esame di diritto costituzionale ma si spera che questo non valga per funzionari dello Stato messi in questi ruoli chiave!

Per di più se applicassimo alcune delle circostanze previste dalla Legge Scelba per poter parlare di riorganizzazione del partito fascista, come quella circa la propaganda razzista, l’arco costituzionale si ridurrebbe. Magari di poco ma si ridurrebbe. E non basterebbe certo un giuramento su un qualunque testo sacro per evitarlo. Non trovate?

Sta di fatto che vi è stato “qualcuno” (che immagino abbia solide fondamenta giurisprudenziali alle spalle) che ha ritenuto ammissibile la presenza di un movimento politico neofascista alle prossime elezioni.

A me pare sia esattamente questo il punto! Casa Pound/ Forza Nuova è stata ammessa alle elezioni. Democratiche. E allora mi spiegate perché cacchio un prefetto avrebbe dovuto vietare una manifestazione che è in realtà un comizio elettorale?

D’altra parte sul sito del Ministero dell’Interno sono chiaramente esplicitato i requisiti di esclusione di una lista. Tra gli altri leggo che può essere escluso un contrassegno elettorale che rappresenti la riproduzione di simboli, diciture, ecc…che richiamano ideologie autoritarie. Direttore sono inattaccabile se mi/ti/vi chiedo se la falce e martello che ogni tanto compare in qualche competizione elettorale sia essa stessa un contrassegno che richiama una ideologia autoritaria?

C’erano dubbi su questa partecipazione? Si sarebbe dovuto fare un ricorso. Al limite un esposto alla Corte Costituzionale. Vi risulta che qualcuno degli altri competitor lo abbia fatto? A me no.

Ma c’è un altro motivo per cui questa vicenda mi turba.

Ed è la presunzione di una parte, connotata politicamente ( e se aggiungo pure coperta politicamente sono inattaccabile?), di poter ricorrere alla violenza per impedire ad altri di esprimere le proprie opinioni. Questo ricorso alla violenza a me fa venire in mente quando questo metodo era sistematicamente usato proprio dalla parte contro cui ora questi protestano.

Perché non possiamo dirci democratici a giorni alterni. Quello va bene per le targhe non per la democrazia. In democrazia vigono altre regole, altri principi. Vige ad esempio quella sorta di rispetto dei poteri in base al quale le decisioni di una parte dello Stato si contestano nelle sedi opportune, magari anche in piazza ma mai ricorrendo alla violenza.
Non solo. Ma le avete viste le immagini di questi neofascisti in piazza? Suvvia nella più parte dei casi a fatica riuscirebbero a formare una squadra di calcio con panchina lunga! Ed invece proprio grazie a queste constatazioni quasi quasi si parla più di CasaPound che della casa del Grande Fratello!

Che poi direttore, tu che sei più diversamente giovane del sottoscritto e dunque hai maggiore memoria storica dimmi un po’: ma il Movimento Sociale Italiano, l’MSI, quello di Almirante, Rauti e pure quello di cui l’ex Ministro degli Esteri Gianfranco Fini fu l’ultimo segretario, alle elezioni partecipava o no? A me pare di sì ma forse mi sbaglio.

Ohi direttore! Ho camminato lungo questo pezzullo manco mi trovassi dentro un negozio di vetri di Murano! Però ora una corsetta me la farei. Ma proprio piccola, piccola tranquillo.

Perché poi un pensiero cattivo mi assale. Ottobre, novembre 2017: Forza Nuova/Casa Pound organizzano manifestazioni a sostegno del NO al referendum costituzionale. Ho cercato spasmodicamente appelli sulla illegittimità di queste manifestazioni. Ne avessi trovato uno!. Ho solo trovato che a fare campagna per il No oltre ai neofascisti c’erano anche (ma non solo) centri sociali e ANPI.

Come è strana la vita in ‘sto benedetto Belpaese vero direttore?

 

 

Vive da sempre nella terraferma veneziana. Per cinque anni è stato Vicesindaco (con delega alle politiche culturali e turistiche) del comune di Mira. Laureato (cum laude) in Lettere a Padova ha collaborato per oltre un decennio coi quotidiani del gruppo editoriale Finegil (La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso), con La Repubblica e con Gente Veneta. Attualmente fa parte del collettivo redazionale della rivista Esodo. Si occupa di gestione del personale e della sicurezza presso alcuni musei veneziani. Nel tempo libero ama la montagna e le immersioni subacquee.
  • Lorenzo Colovini

    come sempre ficcante Davide. Fatalità ho appena pubblicato un pezzettino più o meno sullo stesso argomento. Anche io non sopporto la retorica dell’antifascismo e chi, in buona fede o per cinico calcolo di visibilità, rilancia allarmi di rigurgiti fascisti ad ogni piè sospinto.
    Il problema, se posso aggiungere qualche elemento di discussione, è che in questo Paese, accanto agli antifascisti di professione ci sono quelli che, a fronte dell’ovvia considerazione che il Paese ha problemi ben più incombenti di cui preoccuparsi, svicolano dal giudizio storico e, come l’assessore Venturini, se ne escono con affermazioni pilatesche come “fascismo e antifascismo sono categorie superate”.
    Io vorrei tanto vivere in un Paese abbastanza maturo da saper consegnare serenamente alla Storia quel periodo ed allo stesso tempo capace di mantenere la memoria storica. E ricordare che il fascismo è stata una dittatura, fosse anche stata la migliore del mondo (non lo è stata, come del resto non è stata neppure la peggiore), da condannare in quanto tale. In più ci ha portato in un guerra disastrosa, al fianco di un alleato disumano, con la macchia ulteriore delle leggi razziali.
    Ma sembra che sia difficile: o antifascisti in servizio permanente effettivo (ma allora perché non “anti- terrapiattisti”, “anti-luddisti”, “anti-tolemaici”?…) o immemori del passato con un sospetta tendenza a rimuoverlo.

  • Luigi Marchetti

    Personalmente, e lo dico da antifascista, la richiesta al prefetto di Venezia di vietare le manifestazioni-comizi di Forza Nuova mi è parsa tipica dell’antifascismo professionale, quello che annovera tra le sue fila i giovani dai 18 anni in sù. Essendo Forza Nuova e Casa Pound ammessi alle elezioni, non gli si può vietare di fare comizi.