By

C’è un canale Youtube nel quale un emerito professore di economia, veneziano di origine, ma che si è trasferito negli USA da moltissimi anni, discute molto approfonditamente dei temi economici che ci riguardano da vicino, ma non solo di quello.

Lo fa dialogando con diverse persone, tutte molto ferrate, solide, documentate: è un piacere starli ad ascoltare.

Ne escono discussioni che spesso si lasciano andare anche alla satira, al cazzeggio molto divertente, e spesso anche a considerazioni sulla politica nazionale.

Non solo su quella a sfondo economico, materia nella quale i partecipanti eccellono e per la quale le loro critiche e i loro suggerimenti andrebbero quantomeno considerati.

È quando parlano di politica che “casca l’asino”. È da qui che nasce una riflessione che non vorrei fosse presa per una critica “populista” alla Salvini: le élite sono il nemico da abbattere.

Perché se li ascolti con attenzione, quando discutono politicamente, ti accorgi dei limiti del loro approccio.

Hanno le ricette vincenti – molto probabilmente potrebbe essere davvero così – solo che le loro ricette sono quasi tutte necessariamente draconiane, dal momento che i mali del Paese, che loro denunciano apertamente e sui quali credo che molti di noi siano d’accordo, sono consolidati e radicati nella cultura nazionale e nel tempo della nostra recente vita democratica.

Ecco che allora escono i limiti dell’atteggiamento delle Élite.

Che non sono solo quelle dei Professori. Le élite sono presenti in molte branchie del Paese.

I Magistrati, i Giornalisti, l’alta Burocrazia. Le più emerite.

Tutti a fare e disfare, a sentenziare e a criticare a seconda degli orientamenti e delle tendenze. Influenzando, e non poco, la vita politica nazionale.

Pochi, pochissimi – qualche eccezione super garantita c’è e c’è sempre stata – a metterci la faccia, a provare a cimentarsi con la Politica praticata.

Quella del rapporto con la gente, con le dinamiche partitiche, anche quella di livello non eccelso.

A confrontarsi con le situazioni reali, con i territori, con le persone in carne e ossa.

Non è compito loro!

La loro missione è quella di indicare la retta via, la strada per il Paradiso in Terra, a prescindere: “Vi indico la strada per tirarvi fuori dalla fogna. Se ci volete rimanere, son fatti vostri. Pero’, prima di darmi lezioni di realismo, riflettete sulle conseguenze del realismo che praticate da decenni.”

È la risposta che è stata data ad un morbido e diplomatico invito a scendere in campo, scegliendo la formazione politica, la meno peggio a loro discrezione, mettendo a disposizione competenze, conoscenze, visione.

Perché invece le esperienze condotte in solitudine, in maniera volutamente elitaria, quando qualcuno di loro ci ha provato a presentarsi con la sua Lista personale, sono state quasi sempre dei fallimenti, con risultati marginali, irrilevanti o tutt’al più effimeri.

Sarebbe invece necessario farlo, quello di mettersi a disposizione delle formazioni più consolidate, per il bene dell’Italia e per rimettere assieme le energie positive che ancora la permeano, ma che spesso, troppo spesso stanno alla finestra in attesa di un quadro di riferimento, il migliore possibile ai loro occhi, che non verrà mai.

Col quale confrontarsi, col quale misurarsi alla pari: accademicamente parlando.

Così facendo condannandosi – è un paradosso naturalmente – all’isolamento nella torre eburnea dalla quale guardare dall’alto le misere vicende umane nazionali.

Senza mai sporcarsi le mani, alla continua ricerca del Mondo Migliore.

Senza voler considerare che il Meglio è nemico del Bene

Veneziano, con i piedi nell’acqua, dalla nascita (1948). Amministratore Delegato di una Joint Venture italo-tedesca di accessori tessili con sede a Torino. Esperienze di pubblico amministratore nei lustri passati. Per lunghissimi anni presidente del Centro Universitario Sportivo di Venezia (CUS Venezia) e ora presidente dell’Associazione VeneziaUnited il Supporters Trust dei tifosi arancioneroverdi.