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Parliamo un po’di Venezia. Sarà che la MSC Opera con la fiancata sulla banchina della Marittima, e per fortuna è andata così, mi ha ricordato le conseguenze di non decidere mai nulla. Di rinviare. Sempre. Qualunque scelta, in ogni ambito. Parliamo un po’ di Venezia.

Da un lato mi dispiace, perché lo so, mi farò altri nemici e in verità ne avrei già abbastanza. Pazienza, studiando ho ben capito dove portino le promesse non mantenute e l’attitudine a rimandare: sono le principali cause della morte di Venezia repubblica nel 1797.

Una breve divagazione: un lettore mi ha fatto notare che, cambiando date e protagonisti, il libro “Venezia contro Napoleone” uscito in marzo potrebbe benissimo essere un saggio sull’Italia di oggi. A dire la verità, l’ho pensato anch’io, scrivendolo. Si tratta di una delle ragioni per cui trovo la Storia tanto affascinante. Ha un’inesauribile capacità di illuminare l’attualità.

Torniamo a Venezia. Un dato mi ha colpito nella vicenda della MSC Opera: qualunque soluzione si adotti, per andare “a regime” come si dice, ha bisogno di anni. Molti, anni. Troppi, mi viene da dire. Siamo di fronte a uno degli aspetti che, nell’attuale fase dominata dal dilagare della demagogia populista, si dimentica con facilità. Invece, viviamo in una realtà complessa che richiede attenzione, sensibilità, idee, volontà e un sacco di lavoro per lungo tempo. Per rispondere a tale serie di esigenze, occorre cultura, della quale anni addietro Georg Mosse diede la definizione che preferisco e cioè “mentalità suscettibile di diventare stile di vita”.

Ecco il punto. Venezia oggi ha bisogno prima di tutto di uno “stile di vita” nuovo. Nutrito dalle sue profonde e robuste radici, senz’altro, ma ben piantato nel presente per costruire il futuro. Perché il Mondo non finisce con noi. Dopo, non c’è il Diluvio Universale ma quanto lasciamo. Abbiamo delle responsabilità e un’occasione per far cambiare rotta all’inerzia della realtà. Non a parole, ma con i fatti.

Per riuscirci, il primo passo è scegliere le persone. Dopo la sbornia sulle “meraviglie dell’incompetenza, basta l’onestà” si deve tornare ad apprezzare chi le cose le sa. Competenza e onestà, non capisco perché dovrebbero essere disgiunte. Stabilito questo, occorre qualcuno capace di rapportarsi con la complessità globale dei problemi di Venezia. Quindi una persona di adeguata statura internazionale.

Un’altra caratteristica mi sembra indispensabile, però. Deve trovare la sintonia con una città plurale e diversificata, dove radici antiche si mescolano con tutte le ferite della modernità, ma a dispetto di questo non vuole semplicemente sopravvivere bensì proiettarsi nel domani. Perché questo è il suo destino, prodotto di storia e volontà di chi ci vive.

Serve, inoltre, una persona abituata ad affrontare decisioni difficili con la visione su cui proiettare, plasmandolo, il lavoro nel presente. Infine, niente di meglio di chi non abbia troppi legami che diventano altrettanti limiti complicati da superare. Occorre una ventata di aria nuova, fresca e rigenerante. Sarebbe ora che fosse Donna.

Riassumendo: competente, onesta, di levatura internazionale, capace di gestire le difficoltà annidate nella pluralità dei problemi, di sognare e di farci sognare. Chi?

Tra un sogno e l’altro, una delle notti scorse ne ho fatto uno che ancora mi ricordo bene. Non sarebbe bello se qualcuno avesse il coraggio di chiedere a Lucrezia Reichlin di candidarsi a sindaco di Venezia e lei, per uno di quei colpi di fortuna che questa città ha già visto in passato e talvolta si ripetono, colta da una momentanea eclisse della ragione finisse per accettare?

 

Per i distratti, chi è Lucrezia Reichlin, che qualcuno aveva anche proposto quale primo ministro e/o ministro dell’economia l’estate scorsa, prima della nascita dell’esecutivo Conte:

 

Full Professor of Economics, London Business School. Chairman and co-founder, Now-Casting Economics limited. Non executive director, AGEAS Insurance Group, Eurobank Ergasias, Messaggerie Italiane Group. Columnist, Corriere della Sera and Project Syndicate. Fellow, Econometric Society, British Academy, European Economic Association, Centre for Economic.Policy Research, Academia Europaea, Trustee of IFRS. Birgit Grodal Award, European Economic Association, 2016. Isaac Kerstenetzky Scholarly Achievement Award, 2016.

Federico Moro vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e storica, intervalla ricerca e scrittura letteraria, saggistica, teatrale. È membro dell’Associazione Italiana Cultura Classica e della Società Italiana di Storia Militare.
Ha pubblicato saggi, romanzi, racconti, poesie e testi teatrali.