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Nulla si distrugge, tutto si trasforma. Così afferma la legge di conservazione della massa.

Così è anche per l’Unione Europea, il cui status quo si è in parte rotto a seguito dell’esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Da esse è possibile trarre alcune conclusioni importanti e intravedere le possibili trasformazioni.

La prima riguarda l’alta affluenza al voto, una delle più alte degli ultimi decenni, che investe di grande responsabilità tutti coloro che si dovranno occupare delle questioni Europee nei prossimi anni, specie alla luce delle molte aspettative che genera il dibattito sull’Europa.

La seconda concerne la presenza nel nuovo emiciclo di una consistente presenza di forze che contestano l’Europa, la cui spinta potrebbe indurre le forze più europeiste ad intraprendere le azioni necessarie per rianimare il futuro dell’Unione Europea.

Il consolidamento del progetto europeo è subordinato ad alcune grandi questioni.

La prima, coinvolge direttamente anche il Parlamento e riguarda l’ipertrofia legislativa, un fenomeno di cui soffrono molti Stati.

Focalizzare l’attenzione su un minor numero di provvedimenti per concentrarsi su iniziative legislative di maggiore qualità potrebbe aiutare ad evitare l’inevitabile violazione di provvedimenti normativi, spesso troppo numerosi e complessi.

In questo senso, potrebbe essere opportuno adottare dei provvedimenti incisivi in materia ambientale anche alla luce della consapevolezza sempre più diffusa tra le persone su questi temi e in materia di immigrazione, l’altra grande questione aperta per il futuro dell’Europa.

In secondo luogo, spetta al nuovo Parlamento avviare il dibattito sulla funzione stabilizzatrice dell’Europa da un punto di vista economico.

Non sarà sufficiente il ruolo attivo della Banca Centrale Europea, se ad essa non si affiancherà una reale allocazione di risorse sul bilancio europeo, anche al fine di sostenere i paesi che abbiano bisogno di aiuto.

Continuare a trascurare questo aspetto significa continuare a far credere a molti paesi debitori che il risanamento finanziario sia una delle strane invenzioni dei cuochi di Bruxelles.

Ma c’è di più. In Europa, così come in altre parti del mondo, è necessario confrontarsi con le correnti sovraniste e non ridurle a burla.

Per farlo, una ricetta potrebbe essere quella di accettare un maggior mutuo riconoscimento delle peculiarità e delle identità degli stati membri al fine di ottenere una più forte legittimazione in favore delle Istituzioni Comunitarie.

Da ultimo, la questione per antonomasia, soprattutto per un Parlamento anche se è chiaro che questa domanda valga per tutte le Istituzioni.

Come è possibile tenere cittadini e Istituzioni più vicini?

Una ipotesi potrebbe essere quella di dare a queste ultime reali poteri, in modo da far sentire ai cittadini quanto queste possano pesare nella loro vita.

La leva tributaria è senz’altro uno dei temi su cui lavorare, così come accaduto negli USA ai primi del Novecento allorquando fu varata la Federal Income Tax.

Se le nuove Istituzioni Europee, saggiamente affidate a due donne di alto profilo, sapranno spingere gli stati verso queste direttrici, per l’Europa esiste ancora la speranza di trasformare la rottura dello Status quo in un vero punto di forza.

 

Nasce a Bassano del Grappa nel 1980, cresce a Venezia e si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara con una tesi in Diritto Costituzionale seguita da Roberto Bin e Giuditta Brunelli. Nel corso dell’Università studia materie giuridiche presso la facoltà di legge del King’s College di Londra.
Nel 2007 consegue il Master in Istituzioni parlamentari europee e storia costituzionale, diretto da Fulco Lanchester presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi finale su: Elezioni primarie tra esperimenti e realtà consolidate seguita da Stefano Ceccanti.
Oggi vive a Milano dove lavora come avvocato.
  • Adriano Ardit

    scusa, ma le due donne “di alto profilo” quali sarebbero? Perché la Lagarde ha fatto disastri al FMI, e della Ursula von der Leyen basti ricordare che propose di ipotecare le riserve auree della Grecia? Ma di che stiamo parlando?