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La divisione del Comune porterebbe alla perdita del 11° Comune nazionale per dare vita a due Comuni di dimensione irrilevante. Sì, anche il Comune di Mestre sarebbe il 18° d’Italia e, sai che roba, il terzo Comune del Veneto. Questo è un elemento rilevante (al contrario di quanto sostengono i separatisti) per una mera questione di visibilità, peso politico, rilevanza nazionale che si riverbera sull’attenzione politica (di tutte le forze politiche) di questo territorio. È un elemento immateriale e quindi difficilmente discernibile ma la dimensione conta. Conta moltissimo. Siamo sicuri che i milioni promessi e dati da Renzi (per tutto il Comune) sarebbe arrivati lo stesso se li avesse chiesti il Sindaco di un comune di 80000 abitanti? Siamo sicuri che al Festival della Politica verrebbero tutti gli ospiti illustri di oggi? E l’M9 sarebbe mai nato? E le proiezioni dei film della Mostra del Cinema a Mestre ci sarebbero ancora? E Tacopina avrebbe mai preso in mano la squadra con ambizioni di serie A? Avremmo mai vinto lo scudetto nel basket?

Analoga questione dimensionale si riverbera anche su scala locale. Un Comune grande è un player oggettivamente più autorevole con gli altri Enti. La Regione innanzitutto (già contiamo poco.. figurarsi dopo) dove peraltro sarebbe seriamente minacciato il ruolo di Capoluogo, ma anche il Porto, l’Aeroporto, le FFSS, l’Enel, Terna.. in tutte le partite di sviluppo, di organizzazione territoriale, di scelte strategiche, il peso negoziale del Comune è direttamente proporzionale alle sue dimensioni. Negare questo è negare l’evidenza. Pensiamo per esempio che Venezia sarebbe stato uno dei primi comuni dove hanno posato la fibra se fossimo stati due comunelli anonimi?

Non è argomento decisivo ma certo qualcosa significa.. sapete quante operazioni di fusione di Comuni ci sono in Italia negli ultimi 10 anni? 137. Per un totale di 320 Comuni soppressi. Perché ci sono stati 137 casi in cui i cittadini hanno scelto di unirsi (le leggi Regionali peraltro generalmente favoriscono questo processo) essere più efficienti e offrire migliori servizi e, appunto, per contare di più. Ah, e sapete quanti nuovi Comuni sono stati istituiti negli ultimi 30 anni? Tre. Uno è il Cavallino. Non ci sono dubbi su dove va la storia..

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Perché queste note

Queste note nascono dalla constatazione che un dialogo con i separatisti non è possibile. Perché ogni tentativo di fare informazione seria si vanifica in un estenuante batti e ribatti con considerazioni surreali esposte sovente in modo aggressivo. 

L’ho chiamata “Dieci ragioni per me posson bastare” in omaggio al grande Lucio: una ragione diversa per dieci giorni esposta brevemente (ove possibile) per cui sostengo che la separazione sarebbe sbagliata e anzi una jattura. Per la città d’acqua e per quella di terra.

Anche solo riuscissi a far meditare uno dei lettori, non sarebbe stato sforzo vano. 

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.
  • Sandro Moro

    Innegabile, con dati utili e su cui riflettere. Aggiungo un carico: ma mi si cita un’altra città nel mondo, nell’ ultimo millennio, che si è “dimessa” da tale dividendosi in due se non per guerre?