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Luminosi Giorni, con spirito di servizio al fine di accrescere la consapevolezza per il prossimo voto alla Amministrative del Comune di Venezia, ospita una serie di interventi di personalità che riteniamo offrano spunti di riflessione per un voto ponderato e consapevole. Gli amici che hanno cortesemente offerto il loro contributo provengono da aree culturali, politiche e ideali le più diverse e offrono visioni talvolta molto confliggenti tra loro. Ma mai banali. Come Redazione ci piace pensare di poter contribuire a un confronto sereno e non fazioso sui temi che riguardano il futuro della nostra città. Alcuni degli autori scenderanno personalmente nell’agone elettorale. A loro, indistintamente, va il nostro in bocca al lupo e a tutti, candidati e no, un sentito grazie per la collaborazione.

Mi è stato richiesto un breve scritto in merito a come io veda il futuro di Venezia per i prossimi cinque anni. Cercherò di rispondere in maniera concreta, limitando la disamina per ragioni di spazio ad alcune linee guida dell’operato della nostra amministrazione, corredate da una serie di dati che mi sembrano interessanti, e che ritengo debbano essere ulteriormente perseguite e sviluppate in futuro.

Il risanamento del bilancio

Come è noto, nel corso degli ultimi cinque anni il debito complessivo del Comune di Venezia e delle sue società partecipate è sceso da 800 a 740 milioni di Euro, con una decisa inversione di tendenza rispetto alla crescita continua degli anni precedenti.

Credo che si tratti di un esempio virtuoso di cui tutti i veneziani possano andare orgogliosi e di un comportamento di grande responsabilità verso le generazioni future: non vedo grandi differenze tra lasciare ai bambini di oggi un enorme debito, che in un modo o nell’altro costituirà un ostacolo e una difficoltà che non hanno scelto, e lasciare loro un’isola di rifiuti di plastica in mezzo al mare.

La differenza è che la foto della seconda ci colpisce e fa sobbalzare tutti sulla sedia, mentre del debito pubblico tendiamo tutti a dimenticarci facilmente.

A Venezia abbiamo dimostrato che è possibile ridurre il debito pubblico senza tagliare i servizi ai cittadini (come vedremo meglio dopo): penso quindi che la prossima amministrazione abbia il dovere di proseguire su questa strada di risanamento e che, in più in generale, la serietà in questo ambito dovrebbe essere considerata da tutti una sorta di prerequisito, al pari dell’onestà, per potersi occupare della cosa pubblica.

La modernizzazione dell’ente pubblico

Nel corso del nostro mandato il numero dei dipendenti del Comune di Venezia è sceso da circa 3200 a circa 2800 unità; il numero dei direttori è calato da 25 a 13 e quello dei dirigenti da 65 a 48.

È evidente come ne risulti un ente molto meno “pesante” economicamente e che quindi consente di destinare risorse importanti per servizi ed investimenti a vantaggio della collettività.

Il tutto, e questo è un aspetto altrettanto importante, senza sacrificare la capacità dell’ente di dare risposte ai cittadini: tanto per fare solo qualche esempio, il tempo di attesa medio agli sportelli di Anagrafe e Stato Civile è calato da 45 a 12 minuti, gli asili nido hanno ottenuto dai genitori una votazione di 8,7 su 10 nella rilevazione di customer satisfaction, gli arresti/catture effettuati annualmente dagli Agenti di Polizia Municipale sono cresciuti da 67 a 156, gli effetti della pressione sul commercio abusivo di beni contraffatti sono sotto gli occhi di tutti, gli interventi di accudienza gestiti dai servizi sociali a favore dei bambini con disabilità sono aumentati del 30%.

Questo apparentemente difficile contemperamento tra riduzione del personale e miglioramento dei risultati è stato possibile grazie a un profondo e diffuso lavoro di riorganizzazione di ogni ambito della macchina comunale.

Inoltre va detto che la riduzione di cui sopra è già il risultato “al netto” di centinaia di assunzioni, in categorie che sono state attentamente individuate, di volta in volta, con l’obiettivo di rendere il Comune più pronto e più capace di soddisfare le esigenze della collettività di riferimento: operai, giovani vigili, giovani avvocati, maestre, educatrici, pedagogiste, assistenti sociali, architetti, ingegneri, geometri, impiegati amministrativi, ecc.

Assunzioni in gran parte rivolte ai giovani e molto spesso per profili altamente qualificati: senza andare tanto lontano segnalo che in questi giorni sono aperti bandi per giovani vigili, per assistenti sociali e per operai specializzati.

È interessante sottolineare alcuni effetti di questa politica: risultano complessivamente in crescita i dati relativi al personale con laurea e la categoria degli “under 35”, in particolare l’età media del Corpo di Polizia Municipale è scesa da 56 a 34 anni, ed infine -anche grazie all’inserimento di giovani avvocati in tutti i settori del Comune- è cresciuta la qualità giuridica degli atti adottati e, conseguentemente, il contenzioso si è ridotto del 30%.

È evidente come nel prossimo quinquennio si debba dare continuità a questo impegno che mira a coniugare il contenimento dei costi al miglioramento dei risultati per i cittadini.

L’impegno per le scuole

In questi 5 anni abbiamo investito notevoli risorse per rinnovare e ristrutturare gli edifici scolastici che avevamo trovato in una condizione generalizzata di cronico ritardo manutentivo.

In prima battuta siamo immediatamente intervenuti con le opere “salvavita” necessarie per dotare tutte le scuole, che ne erano incredibilmente sprovviste, del Certificato di Protezione Incendi.

Successivamente, grazie all’efficientamento del bilancio, abbiamo potuto avviare un programma di ristrutturazione, delle scuole della città, che si è regolarmente sviluppato durante  i periodi estivi.

È chiaro come si tratti di una buona pratica da proseguire con costanza anche in futuro, così che bambini e ragazzi possano frequentare scuole belle, moderne ed efficienti.

Questa estate, in aggiunta, è stato speso il massimo impegno per realizzare tutte le opere e gli interventi straordinari, richiesti dai Dirigenti degli Istituti Comprensivi, al fine di poter iniziare l’anno scolastico in presenza delle regole di distanziamento anticovid.

Un enorme lavoro su cui abbiamo concentrato tutte le necessarie risorse, umane ed economiche, convinti che la ripartenza delle scuole debba costituire un priorità assoluta per tutti.

Per quanto riguarda le scuole dei più piccoli, cioè i nidi e le scuole d’infanzia, ovvero le strutture in cui il Comune gestisce anche l’attività didattica/educativa, abbiamo lavorato per garantire un’elevata qualità (le strutture hanno meritato una votazione di 8,7/10 da parte dell’utenza) e mantenere la diffusione territoriale e la vicinanza alle famiglie.

In particolare nelle 18 scuole d’infanzia, in controtendenza rispetto agli accorpamenti che sono la regola negli ordini scolastici superiori, abbiamo investito sul personale per mantenere le classi/sezioni separate,  diffuse, e quindi con numeri di bambini più bassi.

Una tendenza sicuramente da mantenere nei prossimi anni,  a vantaggio della qualità della didattica e della facilità logistica per le famiglie.

Tra l’altro quest’anno la scuola d’infanzia di Sant’Elena partirà con una sezione in più, un fatto che non accadeva a Venezia da molto tempo; una bella “medaglia” che testimonia l’ottimo lavoro svolto in questi anni da tutte le componenti che contribuiscono ai servizi dedicati all’infanzia: educatrici, maestre, ausiliarie, pedagogiste, amministrativi e dirigenti.

Digitalizzazione

Ricordo ancora la prima riunione, nel 2016, in cui abbiamo cominciato a discutere della possibilità per il cittadino di ottenere on line i certificati anagrafici e, soprattutto, ricordo come la cosa apparisse inizialmente irrealizzabile.

Dopo di che, lavorando e risolvendo una serie di problemi, siamo arrivati all’obiettivo.

Così come in seguito sono diventate telematiche molte delle procedure che interessano gli utenti: dalle iscrizioni agli asili e al servizio mensa, a tutte le pratiche del settore Commercio, del settore Edilizia e dei concorsi per le assunzioni di personale.

Si tratta ovviamente di una tendenza su cui insistere, magari riuscendo a coinvolgere in un’unica rete anche gli altri Comuni della Città Metropolitana (si pensi ad esempio all’utilità, per un professionista di Venezia, di poter estrarre un certificato anagrafico del Comune di Marcon o Martellago).

Nel contempo abbiamo diffuso capillarmente, in tutta la città, la fibra di ultima generazione: quando sento dire, da più parti, che l’avvento del lavoro e, in particolar modo, delle riunioni “a distanza” potranno richiamare a Venezia, quali nuovi residenti, una fascia di lavoratori o dirigenti svincolati dalla presenza fisica, mi pare utile sottolineare come le necessarie premesse tecniche siano già state realizzate.

Il Porto e il passaggio delle navi davanti a San Marco

Penso che Venezia abbia il diritto che il Governo faccia rapidamente tutto il necessario per dare esecuzione alla soluzione, individuata ormai quasi tre anni fa nel Comitatone di Novembre 2017, che consente, attraverso il passaggio nel Canale dei Petroli, di eliminare il transito delle navi da crociera attraverso il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca, salvaguardando -contemporaneamente- il lavoro del Porto.

Il Lido

Ci siamo impegnati molto per rilanciare il Lido, dall’inizio del nostro mandato, con la rapida soluzione della vergogna del “Palabuco”, fino agli ultimi mesi, con il lavoro per la riapertura delle spiagge.

Nel mezzo, tutta una serie di risultati: dall’asfaltatura di tutte le principali strade, alla realizzazione della rete di trasporto pubblico, su gomma, interamente elettrica e ad emissioni zero, dalla manutenzione straordinaria degli impianti sportivi e delle scuole, alla ristrutturazione della darsena degli Alberoni, dalla creazione di una nuova spiaggia libera dotata di tutti i servizi, alla riqualificazione del Bluemoon.

Proprio la riapertura delle spiagge nel mese di maggio, per primi in Italia, ha richiamato tante presenze al Lido come non si vedevano da molto tempo, e ha dimostrato come l’isola -colpevolmente trascurata da decenni- possa invece avere un importante ruolo economico ed occupazionale per tutta la città.

Sono già stati avviati importanti interventi di valorizzazione del Palazzo del Cinema e del Casinò, che consentano di attrarre ed ospitare quei convegni che sono fondamentali per la destagionalizzazione delle presenze al Lido e l’ampliamento del periodo lavorativo per le attività economiche.

Il Comune di Venezia dovrà inoltre collaborare, per quanto di propria competenza, per agevolare il grande investimento di Cassa Depositi e Prestiti sull’area, degradata da molti anni, dell’ex Ospedale al Mare: fermo restando l’imprescindibile ed irrinunciabile mantenimento, nella nuova struttura, esattamente di tutti i servizi sanitari oggi garantiti presso il “Monoblocco” (comprese, in primis, le piscine coperte di acqua di mare riscaldata, dedicate esclusivamente alla riabilitazione, la fisioterapia e le esigenze mediche), si tratta di cogliere l’opportunità unica di portare al Lido una struttura alberghiera di altissimo livello, ulteriori servizi rivolti anche ai cittadini, 400 posti di lavoro e un corso di studi universitari dell’Università Ca’ Foscari (con tutti gli evidenti, ulteriori, vantaggi per il territorio in termini di residenzialità).

Venezia senza barriere

Venezia, come ha sintetizzato mirabilmente Andrea Stella in occasione del convegno ospitato nella nostra città nell’ottobre 2018 e dedicato al “Design Universale”, rappresenta un grande esempio di accessibilità: proprio la città apparentemente più inaccessibile si rivela in realtà una delle più inclusive e che più hanno lavorato sulla libertà di movimento, in autonomia, per le persone con disabilità.

Dobbiamo continuare su questa strada, sia nell’ambito della mobilità cittadina, sia con riferimento agli impianti sportivi: il movimento paralimpico insegna che le persone con disabilità possono praticare qualsiasi sport, quindi le amministrazioni hanno il dovere di garantire impianti funzionali e moderni anche sotto questo profilo.

Questo in estrema sintesi, come dicevo all’inizio per “pillole” dedicate ai principali temi, il lavoro svolto e, secondo me, da svolgere per la Città di Venezia.

Chi è Paolo Romor: Paolo Romor svolge la professione di Avvocato libero professionista dall’ottobre del 2002, è Gestore della crisi da sovraindebitamento iscritto presso l’Organismo di Composizione delle Crisi da Sovraindebitamento dell’Ordine degli Avvocati di Venezia ed è stato relatore in occasione di convegni in materia giuridica. Dal 2015 al 2020 ha ricoperto l’incarico di Assessore del Comune di Venezia, con deleghe alle Risorse Umane, Politiche Educative, Avvocatura Civica, Semplificazione Amministrativa e Prosindaco del Lido