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Sul “Gazzettino” di Lunedi 22 scorso campeggiava in prima pagina un servizio con titolo “Non ne possiamo più”, riferito ai giovani, orfani del rito dello spritz. L’articolo veniva ripreso all’interno a fianco ai servizi su chi sta morendo di Covid.

Posto che è di gusto discutibile da parte della direzione del giornale dare spazio, in tempi come questi, ad inchieste del genere e dare rilievo a qualche insofferenza probabilmente isolata, si spera, ma non estendibile a tutta la categoria ‘giovani’, le risposte e l’atteggiamento, fossero anche di una minoranza rumorosa, fanno pensare. E fanno girare un po’ le palle.

Ehi ragazzi, ma di cosa state parlando? di cosa non ne potete più? della mascherina? Dello sbaciucchio e palpeggiamento libero e garantito? del libero spritz in libero stato?

Comprensibile tutto, soprattutto la disperazione di chi ha investito vita e speranze, in Bar e Bacari vari, ma rimettiamo le cose nel loro giusto valore e nel loro giusto peso perché il vostro grido di dolore suona come un vergognoso disprezzo verso vostri coetanei che, in altre epoche, ma anche adesso, per esempio nei barconi mediterranei, hanno sofferto di rinunce vere oltre che di ferite fisiche e morali.

Premesso che la alla mia generazione – sono del ’49 – è andata per certi versi di culo (né guerre, né pandemie nella nostra gioventù), abbiamo avuto solo il disagio dei pantaloni corti anche d’inverno, di case spesso sprovviste del bagno, di autorità familiari scolastiche e religiose non discutibili, e di un segregazione sessuale quasi islamica. E nessuno ci ha costretti sul divano di casa, che spesso era solo una sedia, davanti ad un Tablet, che allora era un libro o topolino, potevamo uscire sempre e comunque. Anzi no il coprifuoco c’era anche allora, e cominciava molto prima delle 22.

Come dare Il giusto valore ai sacrifici che ogni tanto impone la Storia, la Politica o come nel caso del Covid 19 il fato o la sfiga ?

Facciamo qualche esempio per capire la vita inimmaginabilmente più grama di vostri coetanei di altre epoche che forse avevano maggiori ragioni di uscirsene con un “non ne possiamo più”.

I “Ragazzi del Novantanove”, 1899 per non confondere, si ritrovarono a 18 anni non nel divano di casa ma in posti come questo, le trincee del Piave.

Al posto dello Spritz che vi manca tanto, servivano Grappa e Rum a volontà ma solo prima degli assalti all’altra trincea, e così belli carichi andavano verso le mitragliatrici Austriache al grido di Savoia. Il mio Papà era tra loro, era uno di loro, ma non beveva, restava sobrio e pur non avendo ascoltato “la Guerra di Piero”, sapeva che quelli dell’altra trincea avevano solo la divisa di un altro colore.
Ma forse è andata peggio qualche decennio dopo agli Alpini della stessa vostra età, che mandati dal Duce sul Don a dar man forte al suo compagno di merende Adolf, non erano neppure sul terreno di casa, ma nelle gelide pianure russe con gli scarponi di cartone.

O qualche anno più tardi cos’è toccato ai giovani vostri coetanei e anche più giovani Vietnamiti e ai loro altrettanto giovani “nemici” a stelle e strisce? Queste immagini ve lo ricordano.

E che dire non molto tempo fa dei giovani nella vicina Jugoslavia ora divisa a pezzi e bocconi

Solo guerre? Magari, altre volte ci si mette l’imperizia umana magari, con il combinato disposto di qualche evento naturale come in Russia e in Giappone, quando niente popò di meno ti scoppia un reattore nucleare.

E Pompieri e tecnici giovani come voi si vanno a prendere una overdose di radiazioni che resteranno con pesanti ripercussioni

E potremmo essere lunghi da morire e risalire fino alle pesti e alle calate dei Barbari.

Quello che ci sconvolge è allora il titolo dell’articolo che quasi sembra indulgere e mostrare comprensione di fronte a queste proteste giovanili attuali, a questo scoramento collettivo che sta montando.

Raga, si, rischiamo il Virus, ma le nostre case sono riscaldate, gli smartphone vi tengono a contatto con il vostro mondo in tempo reale. Potete ancora andare a correre nei parchi, persino farsi il solito spritz condito da patatine e risatine prima delle 18, ci viene solo chiesto di rimettere subito la Mascherina. E non ne potete più?

Classe ’49, vicentino di nascita ma residente da molti anni a Mestre, è stato Consigliere di Municipalità di Mestre Carpenedo (PD) e Presidente e anima dell’Associazione UnaeUnica che si è battuta per combattere la divisione del Comune nel recente referendum. È responsabile della sede della Canottieri di Mestre e appassionato di voga.