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Si conclude con la replica qui a fianco di Roberto D’Agostino, che ringrazio per la estesa disamina del tema, questo proficuo scambio sui Terminal per la città storica di Venezia e sui Pili in particolare. E’ un tema cruciale per la città, su cui torneremo ancora e che ci proponiamo di trattare anche con seminari e incontri dal vivo. Ho definito lo scambio tra Roberto e Lorenzo (ovviamente ringrazio anche lui) proficuo perchè sono emerse chiaramente per questo tema centrale dell’urbanistica veneziana opinioni e punti di vista diversi, anche molto diversi, che hanno avuto il merito di far chiarezza sullo stato dell’arte e soprattutto sull’oggetto (o se si vuole sugli oggetti) del contendere. In definitiva il nostro lettore ha ora abbondanti materiali per farsi un’opinione e può capire “di cosa stiamo parlando”. Mi preme sottolineare che nel contendere non è detto che la ragione stia da una parte e il torto dall’altra, capita spesso che due ragioni si sommino e non necessariamente siano esclusive. Se poi chi dovrà decidere nel merito su questo spinoso tema terrà conto di tutte le opinioni e vorrà procedere non secondo la sua fazione politica ma rispettando l’insieme delle opinioni, una mediazione non al ribasso si può sempre trovare e noi saremo a disposizione per trovarla.

Vorrei infine sottolineare che i due diversi punti di vista qui emersi sono stati entrambi sostenuti da argomenti, e da conoscenze e in ciò sarei piuttosto deciso nell’affermarlo, perchè diversamente il limite della superficialità andrebbe a riversarsi su questa testata che ha ospitato chi ha scritto. La nostra testata ha infatti come suo principio di fondo che chi scrive motivi il suo giudizio, e se così non fosse sarebbero, allora si, testata e autore, solo autoreferenziali, come le sono chiacchiere da bar. Ma non è certo il caso di due autori come Roberto e Lorenzo. L’uno ha sempre risposto puntualmente, con la qualità e l’esperienza urbanistica che non ha bisogno di presentazioni, quando gli sono stati chiesti interventi di collaborazione; l’altro è tra i fondatori di questa ormai decennale testata per la quale ha scritto in assoluto il maggior numero di articoli con lo stesso circostanziato stile e su una gamma molto ampia di argomenti.

Mi rendo conto che questo tema dei Terminal e dei Pili come molti altri in città è particolarmente divisivo, ma noi comunque cercheremo di essere in prima linea con il nostro stile di fondo: costruire ponti anzichè scavare fossati. E non per un gratuito e inservibile buonismo, ma per quella pragmatica utilità collettiva che ha sempre ogni mediazione dei conflitti.