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Il 1 novembre 2011 una testata dal nome un po’ strano, Luminosi Giorni, debutta sulla Rete postando i primi articoli. Il nome lo aveva scelto l’ideatore e fondatore della stessa, ispirandosi ad una canzone e a un cantautore (Massimo Bubola) che amava, convinto che fosse una citazione riconoscibilissima che in realtà nessuno coglie (ricordo ancora come rimase deluso quando gli confessai che non avevo mai sentito nominare né il cantautore né la canzone).

Ma a Carlo Rubini, questo il nome di colui cui va il merito della decisione coraggiosa e un po’ visionaria che ha dato la stura a questa avventura, piaceva quel riferimento non casualmente illuminista alla razionalità, all’ostinata ricerca delle ragioni senza fanatismo, senza preconcetti, senza odio, senza – per quanto possibile – nemici ma solo interlocutori ancorché avversari politici. Insomma, i tratti distintivi di una tribuna laica, per nulla ideologica, che fa dell’indipendenza intellettuale la sua cifra stilistica.

Carlo all’epoca propose a un nucleo piuttosto ristretto di collaboratori, di cui ho avuto l’onore e il privilegio di fare parte sin dalla prima ora, la disponibilità a produrre con regolarità interventi che favorissero un approccio critico e laico alla realtà, alla società e alla politica, in specie quella locale (ma non solo). Mi piace riportare le parole dello stesso Carlo in una vecchia intervista:  “I collaboratori forse all’inizio sono stati individuati, più che scelti, e poi ci siamo scelti reciprocamente, mi pare. Come ci siamo individuati? Il profilo è quello di persone autenticamente sensibili alla promozione di una politica democratica in senso anti-ideologico ma anche concretamente e non solo a parole. Persone (…) che fanno del pensiero critico la loro cifra e quindi libere, indipendenti, ma non individualiste, perché si sentono dentro a una comunità. Non nascondo che li accomuna a me un giudizio di inadeguatezza del quadro politico nazionale, cittadino e non solo”.

Dopo dieci anni di pubblicazioni ininterrotte, dopo 1345 articoli pubblicati (per la quasi totalità “originali” ovvero scritti da componenti della nostra redazione), dopo.. 211.198 visualizzazioni di pagina e con lusinghieri dati di lettura in rapporto a questa tipologia di riviste on line (e alla totale assenza di budget per iniziative promozionali), credo immodestamente che possiamo dirci soddisfatti per avere fornito un piccolo servizio alla comunità cittadina. In questi dieci anni siamo anche un po’ “diventati grandi”, è aumentato il numero di collaboratori, abbiamo tessuto una rete di relazioni con iniziative simili: sul sito trovate link diretti al Giornale del Veneto e a SoloRiformisti, una testata di amici toscani molto vicina come spirito e collocazione ideale con la quale abbiamo recentemente organizzato il webinar Venezia e Firenze: turismo, quale governo? Abbiamo una rubrica fissa di recensioni di libri, animata da Elisabetta Ticcò (con saltuarie incursioni di altri collaboratori) e anche, recentemente si è aggiunta la rubrica “Costume e malcostume” curata dalla raffinata penna di Ivo Zunica. In Facebook sono presenti un Gruppo (“Per Luminosi Giorni”) https://www.facebook.com/groups/1440346732926845 e una Pagina ufficiale https://www.facebook.com/Luminosi.Giorni.

Dicevo sopra che Luminosi Giorni si vanta orgogliosamente di essere uno spazio libero, laico e per nulla ideologico. Questo naturalmente non comporta che sia un angelo senza sesso. Luminosi Giorni ha una sua precisa identità liberale, democratica, riformista e convintamente europeista. E ha messo la faccia senza ambiguità su molte battaglie che rivendichiamo tutte. Si è schierata con determinazione a favore del referendum istituzionale del 4 dicembre 2016, ospitando moltissimi interventi, anche di esterni alla ristretta cerchia dei collaboratori, che esprimevano la loro convinta adesione per il SI. Siamo stati in prima linea sul referendum per la separazione del Comune esprimendo una nettissima posizione unionista e pubblicando una serie di dieci interventi (“10 ragioni per me posson bastare”) in cui abbiamo cercato di circostanziare i motivi della nostra contrarietà alla separazione in modo analitico. In occasione delle ultime Amministrative abbiamo inoltre ospitato una quarantina di interventi raccolti sotto la rubrica “La mia città dei prossimi 5 anni” provenienti da candidati e non di tutte le aree politiche e ideali, nell’ottica di favorire un dialogo e una comprensione reciproca di cui in questa città si sente enormemente bisogno (ed è purtroppo merce rarissima).

Abbiamo combattuto battaglie anche fastidiose, non abbiamo mai tentato di lisciare il pelo né ai corifei dell’attuale Amministrazione né al mainstream dominante dell’ambientalismo lamentoso e salottiero (e in qualche caso fanatico) né ad una opposizione aprioristica. Abbiamo sempre evitato la contrapposizione a prescindere sulla base degli schieramenti, non abbiamo esitato a criticare e a incalzare la presente Amministrazione quando ve n’erano i presupposti ma sempre con spirito costruttivo e propositivo. Siamo profondamente convinti che la città abbia molte potenzialità ma consci che è minacciata da insidie mortali come la monocultura turistica e la drammatica perdita di abitanti della città d’acqua (ma pure di quella di terra).

Luminosi Giorni è stata in questi anni, e vuole continuare ad essere, una piattaforma libera cui tutti i collaboratori hanno contribuito in forma assolutamente gratuita con passione e disinteresse: mai è stata utilizzata da chicchessia per fini di visibilità personale e/o come trampolino di lancio per avventure politiche in proprio.

Mi permetto infine un personale ringraziamento al Direttore per la stima dimostratami e per l’occasione di impegno e gratificazione personale che mi ha offerto lungo questi 10 anni; nei quali ho pubblicato 225 articoli, sui più svariati argomenti: politica nazionale e locale, cinema, sport, filosofia, letteratura, costume. Sempre con totale libertà e mai essendomi sentito condizionato o costretto.

È dunque con soddisfazione e orgoglio che celebriamo il traguardo dei primi 10 anni di vita.

E come si dice in questi casi, mille di questi luminosi giorni!

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.