Oltre il Red Carpet

 •  1

By

Ne scriveva pochi giorni fa Michela di quanti film siano stati girati qui, ci scrivono addirittura dei libri. Venezia è città di cinema, non è un caso che qui sia nata nel 1932 la Mostra internazionale d’arte cinematografica e nemmeno che da sempre vengano girati film importanti per cui funge da scenario ineguagliabile per ambientare un film.

Ogni anno la Mostra del Cinema riempie la fine dell’estate veneziana e i notiziari di tutto il mondo. E oltre alla Mostra, Venezia è costantemente, non solo sugli schermi, ma anche nell’attenzione di tutti i tipi di media grazie ai film ambientati qui; è stata protagonista, più degli stessi attori, in pellicole come “”Casanova”, “Tutti dicono: I love you”, “Qualche giorno a settembre”, o “The Tourist”; ricche produzioni internazionali ambientate qui in città. È determinante la motivazione di natura economica. Case di produzione di tutto il mondo sono arrivate alla medesima conclusione: la produzione cinematografica ambientata a Venezia, oltre a dare un valore aggiunto alle pellicole dal punto di vista immaginifico, rappresenta anche una opportunità di business decisamente interessante e ad alta potenzialità.

Economicamente è un fenomeno rilevante per la città, visto che in una produzione vengono impiegate decine di persone, a volte anche per periodi lunghi. Ma un settore cinematografico come quello attuale presenta anche dei limiti. L’indotto, pur essendo decisamente rilevante, ha una durata limitata nel tempo e non genera ulteriori investimenti in zona; vengono coinvolti prevalentemente i ruoli tecnici “minori” rispetto a quelli artistici così che macchinisti ed elettricisti veneziani sono considerati di altissimo livello, ma da molto non emergono registi o sceneggiatori locali e non hanno possibilità di crescita nemmeno altre figure tecniche, i veneziani che vogliono fare cinema sono ancora costretti ad andarsene a Roma.

Oggi sono lontani i tempi della Scalera; che ha prodotto 87 film, fra il 1938 e il 1950, ed era la più grossa realtà produttiva italiana dell’epoca. Le società veneziane del settore sono impegnate, quasi esclusivamente, a fornire servizi per produzioni straniere o, comunque, non locali. Quello che viene chiamato settore cinematografico, è principalmente un panorama di “service per il cinema” che soddisfa le esigenze e asseconda le richieste di soggetti esterni.

E poi, non meno importante, le produzioni straniere tendono a riportare un’immagine distorta di Venezia, fermandosi a quella visione da cartolina tipica di chi non conosce a fondo la città.

Il modo in cui normalmente viene rappresentata Venezia è sicuramente vincente dal punto di vista del ritorno economico, ma siamo convinti che si possa avere lo stesso ritorno anche raccontando Venezia in un modo diverso, più dall’interno e con maggiore sensibilità verso la vita quotidiana della città, per questo puntiamo molto alla produzione di documentari sulla città di oggi oltre a quelli di tipo storico e artistico.

Venezia è capoluogo di una regione caratterizzata da elevata produzione di ricchezza e da un tessuto produttivo di livello mondiale e, con il terzo aeroporto per importanza in Italia, è città estremamente comoda da raggiungere da tutta Europa. Ci sono tutte le precondizioni perché oggi si possa scommettere su una rinascita della produzione culturale – non solo cinematografica – in città.

Di sicuro non sarà facile rilanciare un settore in crisi prolungata a livello nazionale, e per il quale risulta molto complesso attingere a capitali di rischio, ma la localizzazione a Venezia può dare la possibilità di riempire questo spazio sia come produzione di documentari e programmi televisivi, destinati alla vendita a televisioni di tutto il mondo, sia come produzione cinematografica tout court.

Lucio Scarpa, Venezia. Si occupa di audiovisivi e di comunicazione nel senso più ampio, ma con una attenzione particolare a internet in entrambi i casi. E’ convinto che le nuove dinamiche portate dalla rete stiano radicalmente mutando sia lo scenario economico-commerciale sia, ancor più importante, quello sociali. Oltre a lavorare la passione lo porta ad impegnarsi in iniziative parapolitiche o associazioniste, con una netta preferenza per le seconde; non crede che la politica italiana possa essere motore del cambiamento, questo dovrà arrivare da noi cittadini consapevoli.
  • Michela

    Cinema a Venezia come occasione di produzione e lavoro attivo
    Discorso chiaro, che sfonda porte aperte (per noi).
    Se si vuole promuovere lavoro (e la politica lo deve fare per mandato costituzionale) bisogna mettere a frutto le risorse presenti e quelle potenziali e non vivere solo di risulta e di rendita. Per noi a Venezia risorse enormi. E di qualità. Il settore cinema lo può essere, lo deve essere. Qui ci sono spazi, eventi, attenzione mondiale, risorse umane e non mancherebbero gli investimenti. Non manca nulla, manca solo quella che un tempo il politichese chiamava “volontà politica”. Quale assessore, infatti, si sta occupando di questa grande, unica, opportunità nel campo della cultura? Sempre che qualche assessore se ne stia occupando…