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“Che brutto titolo!” Dirà qualcuno, aggiungendo tra sé che l’amore non è mica un motore o un qualsiasi aggeggio meccanico bisognoso di revisioni e controlli periodici. Sbagliato! Rispondo subito: l’amore è sentimento complesso, da non confondere con l’infatuazione o qualsiasi altra forma di attrazione, l’amore per dispiegarsi appieno e, soprattutto, per durare nel tempo ha necessità di un sacco di manutenzioni.

La riflessione mi è stata stimolata dall’aumento ormai esponenziale di separazioni e divorzi. Ci si divide di continuo, ovunque, con sovrana indifferenza per la presenza o meno di figli, condizioni economiche difficili, età… avviene da giovani, tra persone con convivenze di brevissima durata, dopo alcuni anni di prova, ma a sorprendere di più sono le separazioni che io chiamo tardive: pare che l’età critica si collochi in particolare attorno ai cinquant’anni. L’iniziativa parte molto spesso dalle donne. Una caratteristica cui qualcuno collega l’impennata di omicidi e violenze tra le pareti domestiche, con mogli e compagne nel ruolo di vittime, che pare procedere con una curva in qualche modo parallela: crescono le separazioni e nello stesso modo gli assassini e le brutalità. Un caso? C’entra l’incapacità maschile di rapportarsi alla nuova consapevolezza femminile? Oppure…

Proviamo a mettere un po’ d’ordine. I rapporti tradizionali, fondati sulla famiglia impregnata di valori cattolici, sono morti. Al loro posto abbiamo una grande varietà di relazioni a geometria variabile che rappresentano la traduzione individuale della società liquida in cui ci muoviamo. Qualunque crisi di coppia è potenzialmente esplosiva: nessuna remora fondata su ferree regole inderogabili può, infatti, fermarla. Nella società liquida queste cambiano di continuo al punto che ogni singolo può forgiarsi le proprie. Una deliziosa libertà da godere?

Il lato positivo è senz’altro questo, quello oscuro, però, è che il nostro individuo rischia di cozzare contro un arcipelago di variabili in cui fa una dannata fatica a raccapezzarsi. Ammettiamolo la vita era più semplice prima. Attenzione, più semplice non significa migliore.

E qua torna il concetto di manutenzione. Il tempo lavora, i cambiamenti lavorano, tutto sembra congiurare contro la durata dei rapporti, a cominciare da quelli fondati sui sentimenti ovvero l’amore. L’amore non è dato una volta e per sempre ma richiede di essere alimentato, curato, revisionato senza soste: perché ogni singolo muta a una velocità spesso superiore a quella già incredibile della stessa società liquida. Tutto questa costa fatica. E noi viviamo in un mondo che rifiuta la fatica. Un sito francese promette l’amore “senza sforzo”: in pratica un’autentica follia. Non è che stiamo sbagliando qualcosa?

 

 

Federico Moro vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e storica, intervalla ricerca e scrittura letteraria, saggistica, teatrale. È membro dell’Associazione Italiana Cultura Classica e della Società Italiana di Storia Militare.
Ha pubblicato saggi, romanzi, racconti, poesie e testi teatrali.