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Giorni fa mi aggiravo, munita di carrello,  tra gli scaffali di un supermercato cittadino, alla ricerca di generi di prima necessità. Ero appena rientrata dalle vacanze ed ero, si può dire, a corto di tutto, nel senso che avevo il frigorifero vuoto.
È mia abitudine confrontare, con pazienza certosina, i prezzi delle varie marche di uno stesso prodotto: la pletora delle merci è tale che, un po’ per dovere, un po’ per manie salutiste, un po’ per il disorientamento che mi assale di fronte a un’offerta così spropositata, mi soffermo ad analizzare anche ingredienti, data di scadenza, composizioni, provenienze, eccetera, eccetera.

Quasi mai scelgo in base alla marca. Non lo dico con l’orgoglio di chi vuole mostrarsi sordo e indifferente alle sirene della pubblicità. Si tratta piuttosto di una scelta che ha trovato riscontro nell’esperienza. D’altra parte, non sono poi così tanto immune dai richiami consumistici degli spot che ci bombardano continuamente. La tentazione c’è ma, di solito, mi sforzo di essere più forte e cerco di acquistare il prodotto non gravato dal balzello pubblicitario.

Per ritornare alla mia spesa di rientro dalle vacanze, mentre cincischiavo tra barattoli ed etichette, ho attaccato bottone con alcune signore in età avanzata. Sicuramente pensionate. Al giorno d’oggi, per chi vuole fare acquisti oculati, non c’è niente di meglio che invocare il supporto di questa categoria che è tra le più affidabili e attendibili. Queste signore mi offrivano, con dovizia di particolari e con grande consapevolezza, una mappa dettagliata di discount e di hard discount della zona, assicurandomi sulla freschezza e sulla genuinità di prodotti largamente più economici di quelli presenti nelle catene leader della grande distribuzione.

Con questo, non voglio dire che discount è meglio in assoluto. Si possono anche prendere in considerazione i prodotti con il marchio della catena collegata alla grande distribuzione (vedi marchio Coop, Esselunga, Conad). Ciò che mi preme sottolineare, tuttavia, è che prima di procedere all’acquisto del nome più conosciuto, perché scaraventato nelle nostre case dal messaggio televisivo, è opportuno sperimentare.

Il ritorno delle vacanze spesso coincide con l’aumento dei prezzi, con conseguente riduzione delle spese superflue e, oggi più che mai, con una maggiore attenzione alle spese necessarie. Comprendere che non sempre qualità fa rima con marca può illuminarci in un passaggio così difficile. Il carrello della spesa, ai tempi della crisi, con qualche prodotto low cost in più, può essere di grande aiuto. Io, personalmente, non ho alcuna remora.

Laureata in filosofia, insegna Lettere in una scuola secondaria statale di primo grado in provincia di Milano. Scrive su alcune testate locali dove si occupa di scuola, libri, politica e intercultura. Ha pubblicato due romanzi: “Criada” (Astragalo, 2013), “A due voci” (Leonida, 2017).