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Una lista lunga alcune pagine che garantisce a molti cittadini di ricoprire la carica di presidente, vice-presidente e segretario. Sono le associazioni iscritte all’albo comunale. Le più curiose? L’associazione Geo Alternativa, quella sportiva Calci e pugni… ci sono anche Gli amici della tavola e quelli della sanpierota… ma ecco che scorrendo l’elenco apprendiamo l’esistenza dell’associazione Merletto veneziano e di Zenzero e cannella.

Insomma motivi per riunirsi e condividere le proprie passioni non mancano. Senza contare le varie Università popolari che organizzano corsi in grado di soddisfare ogni richiesta, dalle lingue straniere, al teatro, alla storia dell’arte. Di che lamentarsi allora? Almeno d’un paio di cose. In questo terzo settore non si riesce a far sinergia. Sono troppe le associazioni che si occupano dello stesso settore d’interesse. Facciamo un esempio: le associazioni di anziani. Sono 18 nella sola municipalità di Carpendo e si dividono in due specie: i gruppi di anziani autogestiti e le associazioni anziani. Se ognuna di queste desse vita a un progetto, ricevendo anche patrocinio e un piccolo finanziamento, non si potrebbe parlare di sperpero pubblico in quanto è mancata la volontà di ‘consorziarsi’ per sprecare meno fatica e denaro? Funziona così: in pratica ogni municipalità ha adottato un proprio regolamento per la concessione di patrocini e contributi per la promozione di attività culturali, ricreative, educative, sportive e sociali. Questo va detto per non fa torto a nessuno. Basta costituire un’associazione con atto pubblico o scrittura privata autenticata presso un notaio, munirsi di un atto costitutivo e di uno statuto, registrare quest’ultimo all’Ufficio del registro e poi si può far domanda per entrare a far parte dell’albo comunale e, se non bastasse, anche di quello provinciale e regionale, se il bacino d’utenza lo consente. Poi il gioco è fatto. Se si vuole dar vita a una manifestazione, muniti di programma, si può chiedere un contributo. E veniamo al secondo spunto per storcere il naso. In realtà non c’è solo bisogno di fondi per poter organizzare mostre, convegni, feste paesane e anche manifestazioni dalla palese impronta politica (come la “Festa dei Veneti” organizzata dall’associazione Veneto nostro) in quanto ad un’associazione servono contributi anche per la sua gestione ordinaria, le cosiddette erogazioni a sostegno delle attività istituzionali e, più di ogni altra cosa, c’è bisogno di una sede dove potersi riunire per mantenere in vita lo spirito stesso dell’associazione. Per far fronte a quest’ultimo impellente bisogno, alcune associazioni hanno fatto richiesta di uno spazio in concessione, tipo esclusiva e/o continuativa non esclusiva. Non ci sarebbe nulla di male se le concessioni fossero rese pubbliche anche perché in molti casi si paga un onere di locazione. Alcune fondazioni (che sono da considerarsi forme particolari di natura associativista), però, sono ospiti. Ma dirvi quali sarebbe uno scoop troppo grande…

  • Adriano

    Purtroppo è risaputo che molte associazioni nascono al solo scopo di “scroccare” un obolo al Comune. Alcune fonti mi riferiscono di 1000 euro l’anno, non so se sia corretto, moltiplicato per le migliaia di associazioni registrate farebbe più di un milione di euro! Verissimo poi che unendo gli sforzi si otterrebbero risultati migliori con un risparmio di risorse. E questo, per me, vale anche per le tante fondazioni no profit che operano, sia pure in buona fede, in campo sociale e medico-sanitario.