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Tre milioni e passa a votare, cinque candidati, uno scarto di appena 250.000 voti tra il primo e il secondo… e domenica ballottaggio all’insegna della massima incertezza! Le “primarie” del Pd sono innanzitutto una magnifica lezione di democrazia e partecipazione. Una sana boccata d’ossigeno per tutti noi che ci sentiamo oppressi dal peso insopportabile della distanza che si è creata tra rappresentanti e rappresentati. La seconda buona notizia viene dal terreno scelto dei cinque contendenti per affrontarsi: il cambiamento. Ognuno l’ha declinato a proprio modo ma di fatto la cifra politica comune è stata il “voltiamo pagina“, un grido che sale da tempo dalle viscere della società italiana.

E adesso bisogna fare il passo successivo: Renzi o Bersani? Attenzione, però, questa sfida è già passato… a vincere davvero è stato un rivoluzionario modo per scegliere chi governa: le primarie di coalizione. Non si tratta più di un esperimento e, allargato a ogni singolo deputato e senatore,  il “sistema” stravolgerà il Parlamento. Chiunque sia primo domenica sera, Bersani o Renzi, a vincere saranno gli italiani. Per il momento quelli della sinistra ma speriamo che si tratti di un “virus” contagioso. Se ne avvantaggerà la democrazia, l’Italia, il nostro futuro.

Federico Moro vive e lavora a Venezia. Di formazione classica e storica, intervalla ricerca e scrittura letteraria, saggistica, teatrale. È membro dell’Associazione Italiana Cultura Classica e della Società Italiana di Storia Militare.
Ha pubblicato saggi, romanzi, racconti, poesie e testi teatrali.