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È sceso di corsa da un pino marittimo, in un lampo ha raggiunto il marciapiede di viale Vespucci e, mentre io chiudevo gli occhi per non assistere ad un suicidio, lui come un centauro metropolitano, ha attraversato la strada raggiungendo il bosco: era un arzillo scoiattolo con il mantello d’inverno. Come sia arrivato a Mestre è un mistero ma non mi stupisco che abbia trovato riparo in quella nuvola di verde tra l’Osellino e il quartiere Pertini: una piccola arca di Noè urbana. La vegetazione che in vent’anni ha intrecciato radici, rami, foglie, è diventata la casa di tanti rifugiati: pennuti, mammiferi e piccoli anfibi. Famiglie di fagiani, tassi, lepri, pettirossi, gazze, aironi cenerini che ogni mattina pescano lungo il canale. Picchi, merli, cinciallegre, si riuniscono a congresso allietando con i loro battibecchi la vita nei condomini. E le sere d’estate la civetta ricorda che in questa macchia c’è un’attività segreta. È bello scoprire che si è insediato un mondo naturale, vivace, grazie all’investimento ambientale voluto profondamente dal maestro Gaetano Zorzetto a cui è dedicato il bosco. La presenza di tante specie è una consolazione. E il volo di una garzetta nel cielo o un fagiano che passeggia sul marciapiede rendono più dolce alzarsi presto, prendere l’autobus, andare al lavoro. Ricordiamoci che esistono. Ricordiamoci di proteggerli.

Monique Pistolato, nasce a Parigi da genitori veneziani. E’ una scrittrice di narrativa. Ha pubblicato le raccolte di racconti: BUM BUM, edizioni la meridiana, 2004; Un’altra stanza in laguna, ibis, 2005; Un tempo necessario, edizioni la meridiana, 2007. Sempre con la valigia pronta, naturalmente scrive di viaggi. Con Venezia guida alla città invisibile. Dieci itinerari insoliti e curiosi per calli e canali, ibis, 2010, coniuga l’affetto per la sua città alla narrazione. Fresco di stampa La carta non è impaziente. Lettura e scrittura: piccole forme di eternità, ibis, 2012. Vive e lavora a Venezia. Per saperne di più www.moniquepistolato.it