Il coraggio di toglierci dal pantano

 •  0

By

Leggendo anche questi interventi che vengono segnalati nella nuova Newsletter noto che, nella loro varietà di contesti e riferimenti, hanno un dato comune di fondo. Che ci deve interrogare. Ed è questo: niente cambia nella nostra vita sociale e nella politica che l’accompagna, dalla città alla nazione, secondo schemi logori o assecondando fenomeni che si affermano perché la politica non può e non vuole opporsi in modo convincente. Tutto è fermo o piuttosto tutto sembra sempre camminare in una sgradevole carta moschicida appiccicosa. C’è la continua sensazione del vicolo cieco. Siamo impelagati nella eterna contrapposizione tra modernità e conservazione, con quest’ultima che alla fine prevale sempre dappertutto: il passato che ritorna sempre e comunque. C’è l’incapacità e la mancanza del coraggio di togliersi dallo stallo con proposte in avanti. Tutto è avviluppato dall’inerzia dei processi economici. Siamo prigionieri di categorie politiche datate che inducono a schierarsi a priori secondo schemi virtuali autoreferenziali. E che non ci fanno fare un passo. Le secche della nostra politica nazionale sono infine l’icona di questa nostra incapacità di creare il nuovo; un nuovo che stia dalla parte dei diritti di cittadinanza, che li promuova realmente. Se questa sgradevole sensazione di immobilità durerà potremo avere la sensazione che la storia stessa sia finita. perché la storia va avanti con i fatti nuovi. Proviamo allora, nei luoghi in cui ci troviamo e nei modi in cui possiamo, ad opporci a questa melassa che ci uccide e che un po’, a dirla tutta, dipende anche dalla nostra ignavia, dalla nostra pigrizia, dalla nostra rassegnazione ? Forse invece ci vorrebbe lo slancio dei progetti e delle proposte nuove e figure credibili che li interpretino, ci vorrebbe il coraggio di sparigliare con qualcosa che sorprenda. In questo spazio noi di Luminosi Giorni ci proviamo sul piano delle idee. Non sarà molto, ma è anche vero che sono state le idee in certi momenti a cambiare il mondo.
Carlo Rubini (Venezia 1952) è docente di geografia a Venezia presso l’istituto superiore Algarotti. Pubblicista e scrittore di saggi geografici, ambientali e di cultura del territorio, è Direttore Responsabile anche della rivista Trimestrale Esodo.