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Chi governa Venezia deve sapere che è una città speciale, e che è una città arcipelago. Vale per il Sindaco che eleggeremo, e vale per gli assessori, quelli attuali e quelli che verranno (magari già domani, in occasione del rimpasto annunciato).

Per governare a Venezia servono tutti i requisiti necessari a qualsiasi pubblico amministratore: uno dev’essere competente, onesto, meglio se è donna, meglio se è giovane, meglio se è nuovo… tutte qualità utili, anche se non risolutive. Ma a Venezia un criterio di cui occorre tener conto, per scegliere un buon amministratore, è il seguente: che abbia la consapevolezza della complessità della città stessa.

Vuoi fare il Sindaco, o l’assessore, in laguna? Devi aver chiara la doppia velocità con cui vive Venezia, che è allo stesso tempo una città normale e un’icona; di fronte a questa “complessità verticale”, devi quindi immaginare politiche che rispondano alle necessità dei cittadini di Venezia, e politiche che rispondano alle attese che il mondo ha rispetto a Venezia.

Allo stesso tempo, devi aver chiara la “complessità orizzontale” dell’area urbana cittadina: le isole dellalaguna, Marghera, il Lido, Mestre sono tutte realtà diverse, con specificità diverse. Certo, tutte le città del mondo hanno al loro interno aree differenti; ma a Venezia i nuclei sono molti, e le peculiarità sono molto forti.

E’ difficile governare bene Venezia se si ignora, o se si dimentica, questa sua duplice complessità, “verticale” e “orizzontale”. E’ difficile anche avere un progetto per la città, se si ignora o si dimentica questa complessità. Non fa il bene della città nel suo complesso un amministratore che si interessi solo della città internazionale, o solo della città quotidiana; e neanche un amministratore che conosca solo una parte della città, e viva per quella, è utile al futuro della città tutta.

Veneziano per costumi, anche se non per nascita, ha cominciato ad osservare e a raccontare la città attraverso gli articoli e le inchieste di GENTE VENETA, di cui è stato caporedattore per dieci anni. Come portavoce del sindaco Paolo Costa, nei primi anni del Millennio ha seguito da vicino alcuni dei grandi progetti per il rilancio di Venezia, dalla ricostruzione della Fenice al processo verso la Città metropolitana, dall’idea del tram a quella della rete dei parchi urbani alla riorganizzazione delle Municipalità dentro il Comune unico. Dal 2005 al 2015 è stato il responsabile culturale del Duomo di Mestre, che ha contribuito a far crescere come luogo di elaborazione di culturale e di impegno civico attraverso eventi e convegni – dove ha portato Gianfranco Fini ed Emma Bonino, il cardinal Ruini e don Colmegna, Jacques Barrot e Vittorio Sgarbi, Massimo Cacciari e Philippe Daverio, Moni Ovadia e Oscar Giannino – e attraverso le pagine del giornale PIAZZA MAGGIORE. Gli stessi temi tornano nel suo blog www.piazzamaggiore.wordpress.it, e nel suo libricino “Venezia. Cartoline inedite”, pubblicato nel 2010.
Da qualche anno segue la comunicazione dell’Azienda sanitaria veneziana.