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“I figli non si pagano”. Così Domenico (Marcello Mastroianni) di “Matrimonio all’italiana” è rimasto incastrato da Filumena (Sophia Loren) che, fintasi sul punto di morte, lo costringe a sposarla per poi comunicargli che uno dei tre figli era il suo, ma senza specificare quale. Il film capolavoro di De Sica raccontava di un’Italia provinciale oggi – solo in parte, però – sparita. La società è diventata più multietnica; accanto alla formula di “famiglia normale” esistono le coppie di fatto e non mancano le madri o i papà single o le coppie nate sulle ceneri di vecchi matrimoni con tanto di figli al seguito. Non c’è dubbio che qualcosa è cambiato e da qualche settimana anche il diritto di famiglia e in modo particolare la norma che tutela i figli nati fuori dal matrimonio. Oggi sono tutti uguali, con gli stessi diritti e riconosciuti dallo Stato italiano in pari misura. Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 luglio va a tutelare le situazioni della prole nata fuori dal matrimonio (e quindi per definizione ‘illegittima’) dalla figliolanza – per converso – ‘legittima’. Eliminata, dunque, dopo lunga battaglia la discriminazione tra figli di serie A e figli di categorie inferiori. Ne esulteranno anche le coppie che hanno scelto la tortuosa strada dell’adozione: quelli sì figli due volte ed ora legittimati, in molti casi figli di un dio minore accolti da poco sotto l’ala dello Stato. Giubilo anche per nonni, nonne e zii che vedranno riconosciuto il vincolo di parentela anche a fini ereditari. Cara Filumena Marturano, avevi ragione tu: “I figli so tutti piezze ‘e core’…”.