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È difficile trovare una lettura convincente ed esaustiva del fenomeno cosiddetto “dei forconi”. Argomento scivoloso da qualsiasi parte si cerchi di approcciarlo. A partire dalla suggestione del nome, che odora di Medioevo, di Vandea, di sangue.

Per tentare di capirci qualcosa, inviterei innanzitutto a fare lo sforzo di considerare il fenomeno al netto delle altre entità che, diverse  a seconda delle aree geografiche, si accodano opportunisticamente ai forconi per sfruttare l’occasione di fare casino. In altre parole, evitiamo di inquinare l’analisi cercando di inquadrare i forconi insieme con i vari groppuscoli neofascisti, con i No TAV, con varie rappresentanze dell’antagonismo, del tutto eterogenei ai forconi, altrimenti davvero non ci si raccapezza.

Una prima considerazione da farsi, che vedo molto condivisa nella Rete, è sulla natura violenta del fenomeno. Abbiamo di fronte individui che con la forza impongono ai loro concittadini disagi di vario tipo, dall’impedimento della circolazione fino ad atti vandalici veri e propri, il tutto condito da episodi orridi, per il carico evocativo di epoche miserande, come l’assalto alla ormai famosa libreria Ubik. Insomma, un imprinting di violenza e sopruso, che riecheggia le squadracce fasciste, o il clima di violenza poi rivelatosi brodo di cultura per le brigate rosse. Quindi non solo un problema di ordine pubblico ma anche di potenziale minaccia alla democrazia ed alle regole strutturate e condivise di convivenza.

Un secondo elemento è la sostanziale mancanza di progettualità, di un disegno. I forconi sono pura esasperata protesta, un livido furore nei confronti dei politici a Roma, un “andatevene a casa” gridato a squarciagola. Un’esasperazione genuina che segna plasticamente, peraltro, il fallimento storico del Movimento 5stelle che, fondatosi e prosperato sulla volontà di rigetto della classe politica, non ha oggettivamente fatto nulla del patrimonio elettorale che si è ritrovato tra le mani ed è in sostanza accomunato dai forconi alla stessa classe politica tanto esecrata.    

Un lugubre avvertimento

Un lugubre avvertimento

Ed è proprio questo l’elemento a mio parere caratterizzante: si tratta di gente esasperata che, a torto o ragione, si sente tradita ed emarginata dalla comunità e non si sente più parte contraente del contratto sociale implicito su cui si regge la società. In questo senso, i recenti richiami di Letta alla democrazia, alla rappresentanza suonano vuoti. Perché questi individui non si sentono per nulla rappresentati, ne’ pensano di  dover nulla ai concittadini cui magari impediscono di andare al lavoro con i loro blocchi stradali: loro stessi, per il fatto di aver un lavoro, sono ai loro occhi dei (ingiustamente) privilegiati, dei “nemici”. È l’humus da cui nascono le rivoluzioni, lo stato mentale per cui non si ha nulla da perdere e allora muoia Sansone con tutti i Filistei.

Non ci sarà, con tutta evidenza, alcuna rivoluzione, proprio per la mancanza di organizzazione e di disegno strategico di cui si diceva sopra, i forconi sono branditi da tanti Masanielli più che Mussolini. Tuttavia, il fenomeno è un segnale significativo. Il tessuto connettivo della società, la condivisione dei fini, delle prospettive di futuro, si sta slabbrando. È uno dei frutti avvelenati, se non il più avvelenato, della crisi economica che sta affiggendo il Paese.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.
  • Adriano

    Diciamola tutta: è anche il frutto avvelenato dell’incompetenza di una classe politica imbelle (italiana ed europea) che ha saputo dare, sì, delle risposte alla crisi, ma le ha date tutte sbagliate, aggravando il problema che doveva risolvere. Purtroppo la protesta dei forconi appare una conseguenza addirittura banale di quanto successo negli ultimi tempi.