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REDAZIONE  L’aver disgiunto la scelta nazionale per il segretario dai congressi locali con i relativi gruppi dirigenti (riservando i congressi locali ai soli iscritti) potrà determinare una situazione in cui il nuovo segretario ( Renzi) ha in mano un partito in cui alla base domina ancora un vecchio apparato che lo stoppa e lo controlla, senza contare i gruppi parlamentari in cui i numeri sono a suo sfavore ? Per essere bruschi e un po’ volgari, ma forse efficaci: il vecchio apparato lo tiene o no “per le palle”?

LUISELLA APRA’  Le vecchie guardie, sia quelle controllate dal “baffetto complottista”, sia quelle dei “carristi”, abituate a fare le conte nei congressi con elenchi di nomi di “portaborse” al loro servizio, ma anche di elettori della società civile abituati alle compravendite di favori, a tutti i livelli, dal nazionale al locale, cercheranno di condizionare le sue scelte.

LORENZO COLOVINI  Non direi che lo tengano per le palle. In questo momento lui ha la forza dei 3 milioni di voti.. Il punto vero è se nelle pieghe dell’organizzazione riusciranno a resistere gli apparatchnik di partito o no. È come un torrente di montagna.. la corrente va a valle e non la ferma nessuno ma ci sono gli anfratti dove l’acqua ristagna..

MARCO MICHIELI  Considerato il consenso ottenuto, penso che inizialmente Renzi potrà godere di una “luna di miele” che lo metterà al riparo da possibili ricatti. Nel futuro si condizioneranno vicendevolmente, questo è probabile. Spetta al neo-segretario far pendere la bilancia della forza politica a proprio vantaggio e ci riuscirà se realizzerà ciò che ha promesso di fare.

FEDERICO MORO  Niente scuse, l’apparato non è in grado di bloccarlo nel caso idee e capacità di tradurle in fatti siano pari alle attese.

LUCIO SCARPA  La scelta del calendario delle “primarie” è stata ovviamente fatta per proteggere il vecchio gruppo dirigente, ma l’affermazione di Renzi, e anche di Civati, è stata così ampia da dargli grandissima autonomia e potere.

MARCO SCURATI  il vecchio apparato non controlla più il partito, nemmeno tra gli iscritti, vedi i casi veneziani dove tutti anche i più integrati (maggioni etc) sono saltati sul carro di Renzi.

FRANCO VIANELLO MORO  L’apparato e l’organizzazione politica che ad esso si è sempre richiamata nelle forme più chiuse e conservative è in grande difficoltà; la percentuale degli innovatori tout court (Renzi + Civati) oggi si rappresenta nell’82% del popolo delle primarie del PD e questo è un punto di forza che non potrà non avere effetti di destabilizzazione nelle politiche conservative.