“Pacchetto” o “pacco”?

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Io, pur di ottenere una riforma che abroghi il Senato e le Province sarei disposto a mandare giù una legge elettorale che preveda la scelta del Premier per … sorteggio!

Fuor di paradosso, un aspetto chiave dell’accordo Renzi/Berlusconi è che questo prevede un “pacchetto” che, appunto, comprende la legge elettorale, il superamento del bicameralismo perfetto e la riforma del titolo V, questi due ultimi nel senso di snellimento dell’apparato statale.

L’importanza dell’occasione (giustamente definita storica)  fa giustizia delle polemiche sul coinvolgimento di Forza Italia nella negoziazione: una riscrittura costituzionale non può farsi senza un attore che, piaccia o meno, è lì in campo con tutto il peso del consenso di cui ancora oggi gode. Idem si dovrebbe dire per il Movimento 5 Stelle che però si chiama fuori sdegnosamente con un atteggiamento francamente incomprensibile.

In merito alla legge elettorale partorita dall’accordo, le discussioni tra le forze politiche mi sembrano talvolta surreali (non così nei social network dove si trovano analisi ed osservazioni assai pertinenti). Enorme enfasi si da alla vexata quaestio preferenze si / preferenze no che mi pare affatto secondaria (le liste corte sono un ragionevole compromesso) mentre passano sotto silenzio luci (come per esempio il sacrosanto divieto di candidarsi in più di una circoscrizione) e ombre. E di ombre ce ne sono parecchie: per esempio a mio parere la parità assoluta di genere imposta per legge ed una soglia di ingresso in Parlamento per i partiti singoli dell’8% che è assurda: su 50 milioni di aventi diritto al voto, quest’8% corrisponde a potenziali 4 milioni e comunque anche tenendo conto dell’astensionismo siamo intorno ai 3 milioni… 3 milioni di voti e nessuna rappresentanza in Parlamento per una forza colpevole solo di non essersi accodata ai due partiti maggiori? Ma andiamo…

Ma fin qua siamo nel campo delle considerazioni soggettive. Quello che è oggettivo, invece, è che la legge, così com’è ora, è a fortissimo rischio di incostituzionalità e stupisce che questo passi quasi inosservato. Infatti, il combinato di:

–  una soglia per il premio di maggioranza molto bassa (35%)

–  possibilità di concorrere al premio alla coalizione e non al singolo partito

–  soglia di ingresso ai partiti in coalizione al 5 %

può portare a distorsioni enormi. In principio un partito può ottenere il 53% dei seggi avendo una percentuale di consenso di meno della metà. E, si badi bene, non è affatto un’ipotesi di scuola, è al contrario assolutamente verosimile. Prendiamo il Centrodestra. Immaginiamo che alla coalizione si associno NCD e Lega ed entrambe sfiorino, senza raggiungerlo, il 5%. Aggiungiamo un 3% di Fratelli d’Italia, un 2% della Destra di Storace.. risultato con il 20% dei voti, poco più, Forza Italia potrebbe vedersi attribuito il 53% dei seggi! Similare la situazione nel centosinistra. Mettete un 4% di SEL, un 2% dei Comunisti italiani, 1% a testa di Socialisti e Radicali ed il gioco è fatto. Con poco più del 25% dei voti il PD prende tutta la posta. Insomma, mi sembra che una legge siffatta non passerà mai il vaglio della Corte Costituzionale.

Inoltre, primum vivere deinde philosophari: i partitini certi di essere sottosoglia ragionevolmente pretenderanno di avere loro candidati inseriti nel listone del partito maggiore con ciò paradossalmente creando, anziché l’auspicata semplificazione del quadro politico, elementi di potenziale instabilità con un finto bipartitismo.

Forza Italia, un partner infido..

Forza Italia, un partner infido..

Ciò detto, come premesso sarei disposto a digerire qualcosa di anche molto peggio dell’Italicum per avere il resto del pacchetto.. Purtroppo però non vi è alcun garanzia che, portata a casa  la legge elettorale, i contraenti mantengano la barra a dritta per arrivare anche alle modifiche costituzionali. Giova sottolineare  che, trattandosi appunto di modifiche costituzionali, queste comportano un iter complesso e molto lungo. Ne consegue che altro che elezioni nel 2015, altro che passare il semestre europeo… Se davvero si vuole portare a casa tutto il pacchetto si deve, qui e ora, dichiarare intoccabile il governo Letta per almeno altri due anni. È disposto Renzi ad attendere così a lungo? E, soprattutto, terrà fede agli impegni Forza Italia (che già ha dato in passato dimostrazione di essere tutt’altro che affidabile)?

Si rischia in definitiva che, chiuso il cerchio sulla nuova legge elettorale ci ritroviamo tra le mani un bel pacco, altro che pacchetto..

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.
  • Gabriele Zenezini

    Ciao Lorenzo.

    Butto lì alcune considerazioni (commentate anche in Facebook).

    Ho passato il Natale in Egitto, fra snorkeling nel Sinai e tombe e templi lungo le rive del Nilo. Lì, le guide mi hanno fatto presente che solo noi italiani nel mondo distinguiamo fra cammello (due gobbe) e dromedario (una gobba); tutti gli altri parlano solo di cammello che è comunque ad una gobba sola. Credo che con la stessa logica la pletora di partiti diversi si sviluppi solo per differenziarsi, ma non a fronte di reali differenze. Si vende troppo spesso la pluralità di soggetti come un valore della democrazia, mentre invece se ne rafforza solo la sua debolezze. Guardiamo ad esempio la suddivisione territoriale (prossima a quella del medio evo) del territorio in Comuni; troppi centri decisionali servono solo a creare rappresentanti. Semplificare è la parola d’ordine; allora ben venga soglia di sbarramento alta nella legge elettorale, creazione di Aree (chiamatele come volete: comuni, province ecc) con adeguatamente estesi ambiti decisionali.
    Infine, tornando alla legge elettorale; due forze, magari con ampio spettro di discussione interno, ma un’unica rappresentaza, buone per l’alternanza.
    Ma soprattutto una legge elettorale che permetta ai cittadini di sapere prima del voto cosa determinerà il voto; non possiamo più accettare che i cittadini votino e la scelta delle coalizioni di governo sia poi definita dalle forze politiche.

  • Adriano

    francamente, io non so se sarei disposto a digerire qualcosa di molto peggio dell’Italicum, sicuramente non sarebbe disposta la Consulta, che due cose ha evidenziato come incostituzionali: liste bloccate e premio di maggioranza, che guarda caso…
    dopodiché mi giunge nuovo il fatto che non si volesse coinvolgere Forza Italia, è la prima volta che la sento. Forse non si voleva coinvolgere un pregiudicato che dovrebbe essere in galera a scontare la sua condanna, che è cosa ben diversa. Mi si dirà: “ma i forzisti lo considerano ancora il loro leader” ma a questo punto vale quanto detto per M5S: se uno si vuole autoescludere, non è che puoi farci nulla.
    Mi stupisce l’atteggiamento di chi appoggia Renzi: fino a pochi mesi fa tutti a stracciarsi le vesti contro il Porcellum che negava la scelta ai cittadini, ora che Renzi ha lasciato le liste bloccate “massì non impicchiamoci alle preferenze” se domani dicesse gli asini volano tutti a dire in …effetti…non ci avevo mai fatto caso…ora che mi ci fai pensare…a guardar bene…meno yes man e più approccio critico al problema non guasterebbero.