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Il Lido di Venezia è venuto ad aggiungersi a quelle zone del Comune che soffrono del problema della ‘sicurezza’, intesa in questo caso soprattutto come sicurezza sociale

Anche qui infatti, come con frequenza crescente è stato riportato dalla cronaca locale, l’incremento di episodi di illegalità e microcriminalità minano la sicurezza e la civile convivenza; sono state perciò create  organizzazioni di cittadine e cittadini per contribuire alla vigilanza del territorio nell’interesse della comunità. Il caso del Lido può essere quindi emblematico di una situazione più generale del territorio metropolitano veneziano e le considerazioni che se ne possono fare circa la prevenzione e le possibili soluzioni assumono un valore più ampio, pur nelle differenze che ogni luogo presenta. Vediamo.

La convivenza civile tra cittadini residenti e ospiti nel rispetto della legalità crea il presupposto per qualificare questo territorio, già penalizzato, come in altre parti, soprattutto in terraferma, dalle ferite prodotte da interventi urbanistici complicati, spesso incompiuti e, di fatto, ostacolo alla facilitazione dei rapporti sociali e nello stesso tempo facilitatori di degrado e illegalità. L’obbiettivo di politiche di prevenzione efficaci dovrebbe essere la riduzione delle opportunità criminali in un territorio, non solo rinforzando le modalità di controllo ma in particolare rendendo meno accessibili e disponibili situazioni di degrado urbano e socio ambientale . Il “controllo di vicinato” consente di aumentare la consapevolezza nei residenti di appartenere ad una comunità alla cui gestione sono chiamati a partecipare in prima persona, per vigilare sul proprio bene e su quello comune e aiutare anche il visitatore occasionale nella migliore fruizione del territorio.

Le autorità competenti al controllo della legalità devono essere messe in condizione di intensificare la loro azione coordinandosi a tutela della sicurezza in particolare nelle zone di degrado e nelle fasce orarie a maggior rischio. E sarebbe bene che esse prendessero preventivamente contatto con i gruppi organizzati di cittadini e cittadine per una corretta definizione degli ambiti di competenza e di azione. Le cittadine e i cittadini organizzati nei “controlli di vigilanza” dovrebbero però a loro volta coordinarsi e cooperare con le forze dell’ordine per svolgere un corretto ruolo di segnalazione di eventuali episodi di illegalità, anche presunta, senza tuttavia sconfinare in iniziative autonome; infatti oltre ad essere inefficaci, sono molto pericolose per l’ incolumità personale e creano intralcio e confusione, oltreché un indebito conflitto di competenze.

In questo contesto è assolutamente necessario evitare che la percezione di insicurezza nell’immaginario collettivo sia influenzata in modo improprio da allarmismi e si crei una situazione da “caccia alle streghe”, un clima di intolleranza indifferenziata, fomentata strumentalmente da gruppi di persone che ideologizzano e praticano comportamenti “fobici” di natura razzista: questi nulla hanno a che vedere con la legittima preoccupazione dei cittadini per la propria sicurezza. E bisogna far chiarezza e condividere con la cittadinanza il significato di sicurezza.

Le emergenze sociali che minano la sicurezza sono di diversa natura e interessano diversi ambiti di competenza. Furti , spaccio di sostanze stupefacenti da parte di organizzazioni criminali, violenze alle persone o alle cose e vandalismi sono materia di ordine pubblico. Mendicanti, senza fissa dimora che occupano per stato di indigenza luoghi in degrado, sarebbero di competenza dei servizi socio assistenziali, i tossicodipendenti sarebbero di competenza socio sanitaria e l’aumento delle situazioni di indigenza che contribuiscono alla percezione di degrado sociale del territorio, hanno origine nella crisi economica attuale.

Le soluzioni per avviare una fase di riqualificazione urbana , la madre di tutte le soluzioni alle emergenze sociali e all’illegalità, non mancano. E si torna appunto a far l’esempio del Lido.

Il problema delle occupazioni da parte di abusivi senza tetto nei luoghi di degrado potrebbe essere risolto in parte con la destinazione d’uso degli appartamenti assegnati dal Comune per le persone realmente indigenti, appartamenti spesso occupati da presunti indigenti che non sarebbero in diritto di occuparli e che spesso subaffittano i locali. Ma altre zone di degrado architettonico e urbanistico in genere potrebbero risollevare la situazione.

Il Consiglio Comunale di Venezia, quand’era ancora in carica, con una mozione impegnava l’Amministrazione Comunale a destinare , in sede di sottoscrizione della convenzione urbanistica, la Chiesetta e il teatro Marinoni, beni architettonici di valore storico e artistico, presenti all’interno dell’ area ex Ospedale al Mare, già vincolati a strutture collettive , ad uso pubblico a valenza culturale e sociale. E anche in questo caso gioca un ruolo importante il volontariato cittadino. I volontari del “Marinoni bene Comune”svolgono un lavoro di tutela e valorizzazione sociale e culturale che va nettamente distinta , anzi tutelata, da episodi di illegalità. Dal momento che il Comune ha venduto la proprietà dell’ex Ospedale al mare, per tutelare Teatro e Chiesetta,  sarebbe perciò importante verificare con la nuova proprietà quanto deliberato, per la salvaguardia dei beni e per la loro destinazione d’uso.

E ancora. Il fenomeno dell’aumento di dipendenze da sostanze e da alcool da parte dei giovani e giovanissimi anche nel territorio lidense è diventata un’ emergenza sociale e  riguarda proprio l’interdipendenza tra sociale – educativo e sanitario.

La domanda di creazioni di reti per la prevenzione è recentemente pervenuta sia dalle scuole sia dal recente grido di allarme lanciato da associazioni storiche del settore come l’associazione Villa Renata e dai genitori stessi che denunciano il proliferare in aumento delle dipendenze da sostanze e da abuso di alcool nella fascia di età sempre più bassa anche nelle isole. Perfino i parroci del litorale, che obiettivamente svolgono un utile ruolo di controllo e presidio sociale del territorio, sono intervenuti nella denuncia. Infine la necessità di potenziare la rete territoriale di servizi educativo- socio – sanitari è stata evidenziata anche dai referenti locali della sanità veneziana.

Per completare il quadro anche il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo è in aumento nel territorio lidense , coinvolge adulti e giovani di entrambi i generi e rappresenta un danno economico ed esistenziale per le famiglie, oltre ad essere terreno fertile per il riciclaggio della criminalità organizzata.

Come sintesi si può dire dunque che Il miglior deterrente alla criminalità, all’illegalità, al degrado sociale e ambientale è la creazione o la salvaguardia dei luoghi dove si produce cultura; e la domanda di cultura si crea in primis con l’educazione alla cittadinanza attiva e consapevole nelle scuole. L’educazione alla legalità, all’interazione tra le differenze  arricchiscono la crescita emotiva, affettiva , favoriscono i processi di apprendimento. Prevengono diverse forme di disagio giovanile, dalle dipendenze da sostanze da “sballo”,al bullismo di varia origine e alle forme di fobie per i diversi.

Ecco perché, ed è attualità di questi giorni di commissariamento comunale, bisognerebbe evitare  tagli di risorse economiche e umane alle riqualificazioni urbanistiche,  ai servizi socio-educativi , all’assistenza ai senza tetto e ai tossici , e più in generale alla cultura e alla scuola:  tagli che produrrebbero un ulteriore fattore di insicurezza per le famiglie dei minori e per l’intera comunità che solo il rafforzamento di  una robusta intelaiatura socio culturale può invece rimuovere.

A Milano: Laurea in Filosofia , con indirizzo psicologico. Specializzazione e master in psicologia clinica e sociale. Insegnamento: lettere e filosofia ai licei. Esperienza in un Day hospital psichiatrico: riabilitazione sociale di gruppo e psicodiagnostica. Consulente in società di consulenza e selezione del personale: profili psicoattitudinali. MarKeting, gestione clienti, formazione psicologica personale di vendita in una multinazionale.
A Venezia: volontariato sociale e civile , movimento delle donne SNOQ, Presidente di una associazione di genitori. Per 7 anni Presidente di consiglio di istituto al Lido. Vicepresidente Consulta per la scuola e l’istruzione del comune di Venezia. Ambiti di lavoro nel volontariato: prevenzione disagio giovanile, condizione delle donne.
Politica: iscritta al Circolo del PD Lido e Pellestrina, membro del direttivo. Consigliera di Municipalità. Socia fondatrice associazione ADESSO VENEZIA MESTRE
“Neo imprenditrice” nel commercio.