Caduti nella rete

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“C’è scritto sul giornale!”, si diceva una volta. Poi venne il turno della televisione: “L’ha detto la televisione”. Ora è la volta di internet: “l’ho trovato su internet”. Come se con ciò ogni discorso fosse chiuso. Ma, almeno, dietro a giornali e tv c’erano (e ci sono) giornalisti ed editori: cioè qualcuno che può (e deve) assumersi la responsabilità di ciò che comunica.

Internet, invece, è il mare magnum dell’universo mondo. E in fondo qualunque cretino – diciamocelo – può aprire un suo sito e alimentarlo delle più inverosimili fanfaluche.

Tuttavia, finché gli utenti della rete sono adulti e, come si dice, vaccinati, passi pure.  Sennonché, com’è noto, ad internet sono usi collegarsi a miriadi ragazzini e bambini, persino. Di ciò molti genitori si lamentano blandamente: “sta tutto il giorno attaccato al computer!”, dicono dei figli. Ma in fondo non se ne dolgono troppo: tutto sommato, pensano, il mio bambino in questo modo sta tutto il giorno in casa, anziché andare in giro a mettersi nei guai…

Sbagliato. Sbagliatissimo. Un ragazzino attaccato ad internet tutto il giorno può andare letteralmente dove gli pare. Sia pure virtualmente. E non parlo solo dei siti pornografici, di quelli esoterico-satanici o di quelli bellico-balistici. Parlo di tutto. Perché la rete è virtualmente “tutto”. Un adolescente, un bambino, si trova esposto, con la sua personalità ancora fragile e suggestionabile, a un’infinita serie di sollecitazioni informative e formative, dalle quali non si sa cosa possa sortire…

Lasciare che un ragazzetto si colleghi alla rete a suo piacimento, equivale più o meno a dirgli: tieni, queste sono le chiavi dell’auto, va’ pure nei quartieri più malfamati della metropoli, tra mariuoli e postriboli, e fa’ le tue esperienze, che le esperienze sono formative; io sto tranquillo…

 

 

Nato a Napoli nel 1953, vive e lavora da quarant’anni a Milano. Insegna lettere nella scuola superiore. Ha collaborato con agenzie pubblicitarie, con società di ricerche di mercato e con numerose testate specializzate in management, packaging, marketing, edilizia, arredamento. Ha pubblicato con la Mondadori alcuni testi scolastici e di recente una raccolta di brevi saggi di costume dal titolo “La bussola del dubbio”.