Il programma del PD

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Il PD ha dato alle stampe la sua Proposta Programmatica per il 2015-2020, in pratica il programma che pare di capire tutti i candidati alle Primarie dovranno sottoscrivere ed adottare (penso e spero ciascuno avendo facoltà di interpretarlo secondo le proprie inclinazioni e sensibilità).

Per onestà intellettuale, va riconosciuto al PD di essere riuscito a proporre un documento organico, che tocca tutti gli argomenti in campo, leggibile, scorrevole e con qualche intuizione felice (per esempio quello di distinguere, per molti temi, tra azioni da adottare nel lungo, nel medio e nel breve periodo). Insomma, una confezione patinata che gli altri competitori non si potranno permettere. Giova al PD a questo riguardo la struttura, l’organizzazione, la disponibilità di sherpa che si sono evidentemente dedicati a tempo pieno alla stesura del documento. Tutt’altra cosa rispetto agli altri competitori dove non mancano le idee bensì il tempo che pochi entusiasti volenterosi devono faticosamente sottrarre all’attività lavorativa, alla famiglia ed al tempo libero.

Detto questo, anche se la confezione è di lusso il contenuto è estremamente deludente. Anche rispetto alle pur blande aspettative di chi (io tra questi) non si aspettava granché. L’esiguo spazio di un articolo non consente di entrare nel dettaglio per ciascun tema, mi limito dunque, a titolo di esempio, a citarne due: turismo e risorse finanziarie.

Sul primo si tradisce una visione vecchia e logora, con l’errore di prospettiva di ritenere che la Cultura sia uno strumento irrinunciabile per qualunque obiettivo di sostenibilità turistica (errore macroscopico: l’offerta culturale interessa una minima parte dei visitatori, in specie quelli “mordi e fuggi”) e molta, moltissima confusione sulla strategia: il biglietto di  ingresso è probabilmente impercorribile, però si parla di city card (che si intuisce non obbligatoria) come strumento utile a regolare i flussi in ingresso, ed al contempo non si esclude un “contributo di scopo” sulla cui pratica applicazione peraltro regna un fitto mistero. In sintesi: il PD non ha la più pallida idea di come affrontare il problema dell’invasione incontrollata dei turisti nei prossimi anni.copertinatotò

Sul capitolo risorse, detto che non si spende una parola sulle responsabilità della dissennata gestione del bilancio degli ultimi anni, tutto il futuro è giocato sulla “scommessa” di una Legge Speciale che consenta eccezionali poteri di imposizione fiscale e di trattenimento in loco dei proventi della stessa, nonché dell’attribuzione diretta alla Città Metropolitana delle tasse portuali e aeroportuali. Tutte ipotesi suggestive ed auspicabili, indubbiamente, ma appunto ipotesi. E di scarsissimo tasso di probabilità che si avverino. Piani B sembrano non esserci e mi sembra un’impostazione pericolossima.

Ma al di là del merito sui singoli argomenti si impongono due considerazioni di carattere generale.

La prima: totale mancanza di assunzione di responsabilità per la situazione tragica a cui il PD, e non altri, ha portato la città. Le numerose criticità vengono presentate come un dato di fatto, una condizione al contorno da cui partire, assolutamente non correlato alle gestioni precedenti.

La folle proliferazione delle municipalizzate? Nessuna macchia. Solo la presa d’atto che la legge di stabilità prevede un processo di razionalizzazione e che la futura amministrazione deve impegnarsi a dare attuazione a quanto sopra. Non un’indicazione che sia una su quali municipalizzate concentrarsi. Il Casinò? La prossima Amministrazione dovrà realizzare un piano industriale che oltre a ridurre i costi dia un vero rilancio all’attività. La tragica situazione del commercio a Mestre? Niente paura, il PD sta pensando ad azioni di collaborazioni pubblico/privato per sostenere il commercio di vicinato, il “cosiddetto mercato diffuso” in città. Microcriminalità e sicurezza a Mestre? Tranquilli: sono in arrivo un bel Protocollo di Intesa con la Prefettura e la riorganizzazione della Polizia Municipale mettendo per strada più vigili a presidio del territorio. La proliferazione delle destinazioni ricettive a discapito della residenzialità in Centro Storico? Il PD si ripropone di valutare l’opportunità di un blocco di nuove licenze..

Posizioni magari un po’ vaghe ma che sarebbero ragionevoli se non per un particolare: questi problemi sono stati creati o sono maturati sotto amministrazioni controllate dal PD stesso. Chi ha creato la proliferazione delle controllate comunali, chi ha inventato l’ircocervo Vela/ACTV/AVM? Dov’era il PD quando i centri commerciali spuntavano come funghi intorno a Mestre? Perché finora non ha realizzato il piano industriale per il Casinò? Chi ha permesso che si arrivasse ad avere più vigili imboscati in ufficio anziché per strada? Cos’ha fatto il PD per controllare gli infiniti abusi ed irregolarità negli affitti di appartamenti residenziali in Centro Storico? Quali misure ha preso per la legalità in Terraferma? Adesso gli viene in mente che forse è il caso di valutare, di pensare a contromisure? Con quale credibilità pensano di riproporsi come i risolutori di problemi che non sono riusciti minimamente ad intaccare, anzi hanno contribuito a creare negli ultimi vent’anni?

PDlogoSeconda considerazione: la voluta vaghezza del linguaggio. È un profluvio di “dovrà essere attentamente valutato”, “si promuoverà, si favorirà”, “si valuterà l’opportunità”, “avviare le procedure per..”. Non un impegno vincolante e preciso, nulla di cui poi dover concretamente rispondere agli elettori… solo indirizzi, auspici, intenti. Un capolavoro di doroteismo d’antan. Peraltro, a tale vaghezza fa eccezione il capitolo “Welfare e servizi sociali”. Qui troviamo una dettagliata disamina di solitudini e fragilità, ludopatie e disturbi di apprendimento tra gli studenti di medie e superiori. Politiche, investimenti, priorità, sovente invadendo competenze dell’ULSS. Intendiamoci, tutti obiettivi lodevolissimi ma suona sospetta l’abnorme, grottesca rilevanza riservata a tematiche così specifiche in un programma altrimenti vago e indefinito. A pensare male si potrebbe leggervi l’intento di una captatio benevolentiae verso l’area rosso-verde, prezioso serbatoio di voti all’eventuale ballottaggio.

In conclusione, il metamessaggio del Programma del PD è in sostanza il seguente: caro Elettore, tutto va bene madama la marchesa, non abbiamo nulla di cui pentirci, abbiamo molte idee tutte confuse ma poco importa perché tanto non prendiamo con te nessun impegno. Tu votaci e ti garantiamo altri cinque anni della spettacolare amministrazione cui ti abbiamo abituato. Agli elettori dare credito o meno a questo appello.

PS In questa testata sono apparsi due articoli di forte appoggio ad un candidato alle Primarie, Jacopo Molina. Mi sento anch’io di condividere per Jacopo stima ed apprezzamento. Ed in effetti, nelle uscite pubbliche di presentazione della candidatura ha sempre dato un’impressione di concretezza che mal si concilia con la melassa di questo programma. Non a caso Jacopo è sempre stato estraneo all'”apparato” del PD in questa città. Ritengo sia l’unica speranza di vero e radicale rinnovamento di questo partito. Staremo a vedere come vanno le Primarie.

Nato a Venezia, vi ha sempre risieduto. Sposato con una veneziana, ha due figli gemelli. Ingegnere elettrotecnico, all’Enel dal 1987, è stato Responsabile della Zona di Venezia. Attualmente lavora come International Business Development Manager, sempre per l’Enel, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. È stato presidente del Comitato Venezia Città Metropolitana.