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Nel lontano 1992 Renzo Piano proponeva di intestare l‚Äôarrivo dei treni in un‚Äôisola (il Tronchetto) sopprimendo la stazione di Santa Lucia, in luogo della quale avrebbe visto la luce un campus annegato nel verde. Questa la lirica motivazione che l’archistar poneva a supporto dell‚Äôidea: ‚ÄúTra la nuova stazione e la citt√† tornerebbe l’acqua: Venezia sarebbe di nuovo isola. Invece di venire sparato dal treno direttamente sul Canal Grande, il visitatore dovrebbe uscire dalla corazza d’acciaio del suo mezzo di trasporto ed entrare in punta di piedi in una citt√† d’ acqua“. Capite? Pensate che soddisfazione per¬†un campaltino che all’alba¬†inizia il suo turno in albergo a S.¬†Marco, o al veneziano che rientra da Roma col treno la sera tardi,¬†entrare ed uscire dalla citt√† d’acqua¬†in punta di piedi e non sentirsi sparato dal treno..

Naturalmente dell’intuizione di Renzo Piano non si è fatto nulla ma questo curioso episodio, significativo della siderale distanza di certi intellettuali (veri o presunti) dalla vita reale, mi è tornato sinistramente in mente quando Casson, nel faccia a faccia con Brugnaro sul Gazzettino TV, ha rivelato di aver concordato con quattro eminenti personalità in diversi campi dello scibile la collaborazione gratuita per supportarlo a governare la città.

Dunque altri Soloni. Ancora superesperti.¬†Consulenti di lusso pi√Ļ¬†o meno trendy che ci¬†spiegheranno come¬†cavarcela.¬†Non √®¬†poi una grande¬†novit√†: abbiamo gi√† sperimentato innumerevoli incursioni (gratuite, √ßa va sans dire..) di intellettuali spocchiosi che hanno pontificato su tutto e tutti nella nostra citt√†, prevalentemente con i toni dell‚Äôindignazione (si, perch√© indignarsi fa molto figo..) spesso sparando sciocchezze sesquipedali salvo poi dire che si trattava di ‚Äúprovocazioni‚ÄĚ, altra cosa che fa molto tendenza. Tutta una categoria di privilegiati che non prende ogni giorno un vaporetto affollato, cui i¬†barbanera¬†non defecano sotto casa, che non vive i problemi concreti, quotidiani di noi tutti. Gente¬†che una volta fatta la comparsata,¬†dopo essersi indignata ed aver provocato, torna ai propri confortevoli salotti romani o milanesi essendosi guadagnata qualche titolo sui giornali, tutta roba che fa curriculum, che ne arricchisce il profilo, ne consolida la riconoscibilit√† e popolarit√†.¬†Con la sua mossa Casson regala ora ai Quattro (degne persone per carit√†, nulla di personale) una sorta di abbonamento al diritto di tribuna, un diritto¬†di¬†sfruttamento dello straordinario¬†effetto vetrina che Venezia garantisce. Senza impegno, senza vincoli, senza sporcarsi le mani (cosa radicalmente diversa¬†sarebbe stato se¬†i quattro¬†diventavano¬†Assessori ma cos√¨ non √®). E pure dovremmo¬†plaudere alla sua capacit√† relazionale, pure¬†¬†dovremmo¬†essere¬†riconoscenti ai Quattro¬†per il loro¬†presunto disinteresse personale, per la¬†gratuit√† del loro contributo su cui si √® fastidiosamente insistito.

No grazie…

PS Mi corre l’obbligo di precisare per onest√† che non ho mai pensato di votare Casson, per molte ragioni che non sto a dire. Ma quanto scritto¬†non √®¬†influenzato dalla scarsa inclinazione verso il personaggio. Lo avrei scritto¬†chiunque avesse fatto la proposta.