By

Mi scrive il direttore di L.G. :”Davide sono piuttosto preoccupato dalla piega che sta prendendo tutta la questione sulle unioni civili, adozioni etc. nel senso che volentieri ho accettato il renzismo sulle sue riforme istituzionali e moderatamente liberiste ( Job) ma a patto che si tenesse la barra dritta sulla laicità. Ora mi pare che si dia troppo spazio alle voci del NCD” invitandomi poi a scrivere un contributo per “dare coraggio a una posizione decisa in chiave ‘laica’ ( non ‘laicista’) su questi temi”. Figurarsi se questo umile pennivendolo (molto penni per nulla vendolo) possa dire di no. Già….Anche perché fino a qualche ora fa tutto mi era (abbastanza) chiaro. Innanzitutto perché considero Renzi come il solo, vero e autentico riformista che il nostro Paese abbia. Incarna un progressismo duro, coraggioso, scevro da precedenti, vetuste appartenenze ideologiche. Poi perché sono convinto che il vero renzismo lo avremo se è soltanto se Matteo Renzi guiderà un governo ed una maggioranza davvero a sua somiglianza. Ciò che ora sta guidando infatti è un governo di compromesso, di coalizione (qualcosa di molto simile alla grosse koalition tedesca) dove le diverse sensibilità hanno peso, ruolo e tutte (piaccia o meno) dignità di rappresentanza. E allora è come se esistessero due riformismi. Uno che per comodità chiamo socioeconomico dove il governo è riuscito (ed in maniera, agli occhi di chi scrive, davvero significativa) a incidere su temi lasciati per decenni irrisolti come il jobs act , la riforma del Senato o la legge elettorale. Riforme su cui vi sono stati anche voti di fiducia che hanno consolidato la spuria maggioranza che governa il Paese. Ma ve ne sono altre dove davvero le diverse sensibilità emergono ed emergono anche in maniera molto trasversale. Ciò verso cui si potrebbe arrivare (la profonda modifica del cosiddetto decreto legge Cirinna’) attiene a materie che una volta si sarebbero definite di coscienza e dove non possono esserci vincoli di maggioranza proprio perché tale maggioranza non poggia su un accordo programmatico elettorale. Ora, intanto chiariamo di cosa stiamo parlando: la stepchild adoption è l’adozione del figlio del partner unito civilmente, con il consenso del genitore biologico,. Capito? Non solo ma ciò è possibile solo se l’adozione corrisponde all’interesse del figlio che deve dare il consenso. Insomma: messa così lo capite che la questione è molto meno significativa di quanto appaia? Fino a ieri, dicevo, il quadro mi era abbastanza chiaro: si continui ad avere fiducia nel riformismo renziano ma con la consapevolezza che tale riformismo sarà massimamente dispiegato solo se e quando il consenso di Renzi sarà avvallato non dalla esistenza di una maggioranza parlamentare ma di un vero e sano consenso elettorale. D’altra parte è sempre stato così: sui temi eticamente sensibili, su quelli che taluni definiscono valori non negoziabili ( rappresentando, tale espressione, un ossimoro incompatibile con un regime democratico dove tutto può e deve essere negoziabile altrimenti non di democrazia si tratterebbe) prevale una libertà di coscienza che nessun programma, nessun riconoscimento di appartenenza ideologica può condizionare. E poi occorre ribadirlo con grande fermezza: il nostro Paese vive di tante contraddizioni. Una su tutte: è un Paese dove accanto alla ipocrisia perbenista già chiara agli occhi del Pietro Germi del “Signore e signori” , perdura ‘sta roba molto poco chiara del “mondo cattolico” che politicamente pesa molto più della sua effettiva consistenza (se guardiamo allo status familiare dei paladini degli interessi del mondo cattolico qualche perplessità viene …). È’ un Paese, insomma, dove talvolta la CEI conta più di un partito. E sappiamo cosa la Chiesa pensi di questi argomenti . Già. Fino ad oggi, dicevo. Ora il DdL Cirinna’ ha un pregio: riconosce finalmente le unioni civili ponendole sullo stesso piano delle relazioni codificate (da un matrimonio religioso o civile). Di questo vi è, davvero, un gran bisogno. Un amico, attore teatrale capace di riempire qualunque luogo ove si esibisca, mi raccontava – qualche tempo fa – della sua compagna malata e di un medico ospedaliero che non voleva informarlo sullo stato di salute perché non era un suo parente. Vi pare possibile? Il problema di questo disegno di legge è legato non alle stepchild in quanto tali ma ad una loro possibilità, quella cioè che l’adozione avvenga all’interno di una coppia omosessuale (un pensiero a Franco Citti la notizia della cui morte mi giunge proprio quando scrivo queste righe…a lui che ostinatamente definiva Pasolini “uomosessuale ” con una definizione che a me pare bellissima così come è, senza confini, senza distinzioni…). Il tema,insomma, è delicatissimo. Ed è qui che sono andato in confusione. Voglio dire: se una cosa avevo chiara era che sui diritti degli omosessuali il centrosinistra era sempre compatto. Figuriamoci sulle generiche unioni civili (sin dai tempi dei Dico, ricordate?). La Binetti se ne è andata via (ed io certo non la rimpiango) per queste posizioni. Poi però leggo (e spero di essere smentito perché il sottoscritto è assolutamente favorevole alle stepchild ma non avendo figli probabilmente la mia opinione vale poco) che anche parlamentari del PD di chiara matrice di sinistra sarebbero contrari a tale tipologia di adozione. Mentre, al contrario, parlamentari di Forza Italia (nonostante il niet di Mr. B.) voteranno a favore. Dunque, davvero siamo nella piena e totale trasversalità.E cosa dovremmo dire? Che se (qualche nome a caso, spuntato nei mass media, e sperando che invece voti a favore) Linda Lanzilotta o Nicola Latorre o Sposetti votassero NO come Brunetta allora sarebbero appiattiti sulla destra? O forse dovremmo semplicemente ammettere che su un tema di questo tipo possa davvero esserci libertà di coscienza salvo che di vera libertà si tratti e non del solito trucchetto per mettere in difficoltà Renzi e il suo governo? Su questi temi la trasversalità impera e non è su questi argomenti che misuriamo l’appiattimento o meno di Renzi a NCD. Se critica deve essere allora non sulle unioni civili deve essere fatta ma sulla abrogazione del reato di immigrazione clandestina. Abrogazione sacrosanta (detta dagli stessi magistrati), che Renzi voleva, ma che è stata accantonata proprio per le perplessità di Alfano. Vogliamo evitare che singoli parlamentari possano decidere in autonomia quale posizione assumere nei confronti del temi non negoziabili? Semplice: prima di votarli (magari alle primarie) chiediamoglielo. E poi decidiamo. In fondo la sola cosa di veramente non negoziabile che esiste in politica e’ il…voto. Ecco direttore spero di averti rincuorato e rinfrancato. Ne hai bisogno tu. Ma anche io..

Vive da sempre nella terraferma veneziana. Per cinque anni è stato Vicesindaco (con delega alle politiche culturali e turistiche) del comune di Mira. Laureato (cum laude) in Lettere a Padova ha collaborato per oltre un decennio coi quotidiani del gruppo editoriale Finegil (La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso), con La Repubblica e con Gente Veneta. Attualmente fa parte del collettivo redazionale della rivista Esodo. Si occupa di gestione del personale e della sicurezza presso alcuni musei veneziani. Nel tempo libero ama la montagna e le immersioni subacquee.