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E ‘ molto importante che a Venezia e nel suo territorio metropolitano presta nasca un Comitato di cittadini a favore del Si al referendum confermativo delle riforme Istituzionali che si terrà in Autunno. Noi di LUMINOSI GIORNI su questo fronte ci siamo già spesi e ci spenderemo perchè siamo convinti che ci si trova ad un passaggio di fondamentale importanza per le prospettive della politica italiana. C’è poco da fare o da dire che non è un referendum su Renzi e sulla politica che ha perseguito fino a qui. E ‘ giusto ricondurre il dibattito alla natura dei soli quesiti, ma non nascondiamoci. C’è una vecchia sinistra che non vuole mollare per spirito di conservazione. Conservazione sulle idee, e sarebbe quella più nobile, o sul potere nel partito e non solo, a tutti i livelli, o l’uno e l’altro insieme, tutto poco nobile ma reale. C’è un momento in cui il discrimine tra chi ci sta e chi non ci sta per una politica di coraggio deve emergere. Personalmente sarà anche doloroso perchè tra gli avversari ci saranno anche compagni di strada, persone con cui si è condiviso una visione e una condivisione per una società giusta. Ma sarà bene dire da subito che a quella società non si abdica, che per noi questa è una battaglia che ha i caratteri di una battaglia democratica e di sinistra e che quelle riforme vogliamo per poter concretizzare realmente domani pezzi di società giusta; non ci stiamo a farci mettere in uno scaffale diverso, come proveranno in tutti i modi a fare.

In questa stessa prima pagina del nostro giornale Davide Meggiato scrive un pezzo pieno di passione per queste riforme e devo dire che lo ringrazio per questa passione e anche per il coraggio che a me un pò manca di dire pane al pane e vino al vino al mondo dei costituzionalisti in difesa tutti schierati già per il NO. Zagrebelsky tra tutti. Mi pone qualche problema mancare di rispetto a persone come lui che in altri tempi sono state importanti con le idee nel fronteggiare quel reale pericolo per la democrazia che è stato Silvio Berlusconi. Penso anche al mondo di Libertà e Giustizia e a quanto hanno dato in una certa fase. Oggi però si evidenziano i loro limiti. Quelli di giocare all’Italiana sempre in difesa. Bisogna superare l’idea che la democrazia si difende e basta, quest’idea di essere sempre in trincea per salvare solo principi, concetti nobili ma astratti.

Se pensiamo che il futuro stabilmente debba poter stare entro una decente soglia di democrazia, è necessario metterci nelle condizioni di poterla attuare concretamente e decidere di poter dare subito prospettive, di ‘fare’ cose di sinistra più che dirle e basta.  E siamo sempre lì. Al castello di pesi e contrappesi che la Costituzione del ’48 ha voluto per esorcizzare i pericoli autoritari. Il castello ha finito sempre per soffocare ogni possibilità riformista. La riforma del Senato per questo è la madre di tutte le riforme e dobbiamo crederci.

Tornando alla prospettiva di metter in piedi un comitato di cittadini per il SI, c’è poi la prima concreta possibilità di un’azione politica fatta da non iscritti al partito da semplici elettori. E’ questa l’opinione e la forza su cui Renzi ha contato per fare la sua piccola rivoluzione. E su cui potrà continuare a contare. Se nascerà e dirà la sua può stabilmente diventare un interlocutore diretto e dare quell’affidabilità che all’interno delle segreterie  e nei circoli del Partito danno molto meno quei politici diventati sostenitori di Renzi solo per opportunismo. E sono tanti purtroppo.

Carlo Rubini (Venezia 1952) è docente di geografia a Venezia presso l’istituto superiore Algarotti. Pubblicista e scrittore di saggi geografici, ambientali e di cultura del territorio, è Direttore Responsabile anche della rivista Trimestrale Esodo.